Fisco, voluntary diclosure bis: dal 7 febbraio le domande. Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate

di 07.02.2017 17:01 CET
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Agenzia delle entrate reuters

Si alza ufficialmente il sipario sulla voluntary disclosure bis. A decorrere dal 7 febbraio è infatti possibile inviare le richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria. L’Agenzia delle Entrate con un provvedimento risalente allo scorso 3 febbraio, ha diramato le specifiche tecniche per la trasmissione delle domande, mentre il canale telematico che consente ai professionisti abilitati che rientrano nell’elenco del D.P.R. n. 322/1998 e nei successivi decreti attuativi (compresi avvocati ed iscritti nel registro dei revisori contabili) è attivo dal 7 febbraio.

Dopo i chiarimenti forniti da Telefisco sulle condizioni d’accesso e sul calcolo delle sanzioni, anche l’ultimo tassello è stato completato. Da sottolineare che i contribuenti che hanno utilizzato il vecchio modello per accedere alla procedura, dovranno adesso trasmettere la nuova versione, pubblicata sul sito dell’ente guidato da Rossella Orlandi.

Ricordiamo che la prima edizione della voluntary consentito allo Stato di incassare 4 miliardi di euro, con circa 130 mila domande di adesione ed oltre 59 miliardi di attività estere emerse. Per la seconda edizione si prevede invece un gettito inferiore, pari a 1,6 miliardi.  Ecco tutte le istruzioni necessarie.

Voluntary bis: le regole generali

Con l’apertura dei nuovi canali telematici, a partire dal 7 febbraio, i contribuenti che vorranno accedere alla voluntary bis potranno inviare l’apposita richiesta.

Chi potrà farlo? Professionisti abilitati che rientrano nell’elenco del D.P.R. n. 322/1998 e nei successivi decreti attuativi (compresi avvocati ed iscritti nel registro dei revisori contabili).

Il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 ha infatti riaperto i termini di adesione, consentendo ai contribuenti di sfruttare una finestra temporale compresa tra il 24 ottobre 2016 e il 31 luglio 2017. La procedura riguarderà le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016.

Lo scorso 30 dicembre invece, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello che, a decorrere dal 7 febbraio dovrà essere utilizzato per la richiesta. Coloro che hanno già provveduto ad inviare la domanda utilizzando il vecchio modello provvedere a trasmettere il “nuovo” modello, barrando la casella “Istanza trasmessa in precedenza”.

Come detto in precedenza le domande di adesione alla voluntary disclosure bis potranno essere inviate fino al 31 luglio 2017. Chi ha già partecipato alla prima edizione può presentare una nuova domanda, ma solo in relazione all’emersione di  eventuali irregolarità compiute in Italia, ma non per i capitali esteri.

Voluntary bis: sconti e sanzioni

I contribuenti che decideranno di aderire avranno diritto ad uno sconto pari al 75% del minimo edittale sulle sanzioni applicate alle imposte sui redditi, alle imposte sostitutive, all’IVIE e IVAFE, ossia le imposte sugli immobili e le attività finanziarie detenute all’estero. Lo sconto sarà pari al 50%  sulle violazioni relative agli obblighi di monitoraggio fiscale.

Infine, nel caso in cui l’auto-liquidazione verrà giudicata insufficiente dal Fisco, il contribuente dovrà versare un’addizionale variabile dal 3 al 10%.

Voluntary Bis: cosa si può dichiarare

Aderendo alla nuova voluntary i contribuenti non avranno la possibilità di dichiarare solo i capitale detenuti all’estero, ma avranno la possibilità di regolarizzare la propria posizione in relazione al denaro contato detenuto in Italia attraverso un’autodichiarazione che attesti l’origine lecita della somma, l’apertura (davanti a un notaio) di cassette di sicurezza dove sono conservati i valori da dichiarare e il versamento dei contanti e dei valori al portatore presso un intermediario finanziario fino alla fine della procedura.

Parlando in parole povere, si potrà utilizzare lo strumento anche per irregolarità compiute in Italia riguardanti la dichiarazione Irpef e delle relative addizionali, Iva, imposta sostitutiva, imposta regionale sulle attività produttive.

Da sottolineare che, qualora si dimostri che i soggetti aderenti abbiano utilizzato l’adesione volontaria in maniera fraudolenta per regolarizzare denaro e valori derivanti da reati non fiscali, potranno andare incontro a un reato punito con la reclusione fino a 6 anni.

Voluntary bis: le novità

L’Agenzia delle Entrate ha approvato alcune modifiche alle istruzioni relative alla compilazione del modello. Lo scopo è quello di rendere più complete le informazioni sui maggiori imponibili IRPEF, sulle maggiori imposte e sulle sanzioni nel caso in cui sia dovuto il contributo di solidarietà. L’IVIE e l’IVAFE devono essere versate in relazione ad ogni annualità oggetto della procedura, ma saranno soggette ad un’unica sanzione.

Una novità importante riguarda l’allineamento delle istruzioni ai nuovi dati riguardanti i Paesi  black list ritenuti “collaborativi” avendo stipulato con l’Italia accordi sull’effettivo scambio di informazioni entrati in vigore prima dell’articolo 7 del Dl 193/2016 (prima del 24 ottobre 2016).

Voluntary bis: la relazione d’accompagnamento e i versamenti

La domanda d’accesso dovrà essere corredata da una relazione contenente i dati che consentiranno al Fisco di ricostruire investimenti o attività finanziarie detenute all'estero e a determinare i maggiori imponibili.

Scendendo nel dettaglio si dovranno fornire informazione su tutte le violazioni che saranno oggetto di emersione, delle modalità e dei tempi in cui sono state realizzate, specificando se la collaborazione volontaria riguarda anche contanti o valori al portatore.  Il tempo a disposizione in questo caso è maggiore: fino al 30 settembre 2017.

Il contribuente avrà la possibilità di versare quanto dovuto:

- in unica soluzione (entro il 30 settembre 2017)

- in un massimo di tre rate (di cui la prima entro il 30 settembre 2017).