Francia, Marine Le Pen cerca 10 milioni di euro: Front National ancora con le casse vuote

Marine Le Pen
Marine Le Pen, leader del Front National francese, durante una conferenza stampa al termine di un meeting politico a Milano. 29 gennaio 2016. REUTERS/Alessandro Garofalo

Mancano tre mesi e mezzo alle elezioni presidenziali francesi e mentre i socialisti sono impegnati con le primarie, i repubblicani puntano il tutto per tutto su Francois Fillon e il “quarto incomodo” Emmanuel Macron continua a risalire nei sondaggi , Marine Le Pen cerca di fare cassa. Le Presidentielle 2017 si avvicinano e nonostante i sondaggi diano il Front National già al ballottaggio, con la sua leader che raggiungerebbe un consenso superiore al 20%, senza soldi il partito di estrema destra rischia di non arrivare lontano.

A livello ufficiale, la campagna elettorale comincerà a Lione il 4 e il 5 febbraio, giorni nei quali si terranno le “assises présidentielles”, una sorta di convention per presentare ai cittadini il programma elettorale. Ma prima Le Pen dovrà trovare i soldi che le mancano per assicurarsi una campagna degna di questo nome. Di quanto stiamo parlando? Secondo quanto riferito da Politico, la cifra ammonterebbe ad “appena” 10 milioni di euro.

Il tempo stringe e oggi come ieri, non c’è  in tutta la Francia, una sola banca disponibile a finanziare il FN. Una realtà “denunciata” dalla stessa Le Pen che non si è persa d’animo ed è partita all’attacco accusando i banchieri transalpini di voler influenzare il destino politico del Paese: “Il fatto che le banche non si prestino a noi giocando un ruolo politico pone un problema reale per la democrazia. Sono le banche che decidono chi può correre alle elezioni e chi non può”, ha affermato nel corso di un’intervista rilasciata alla tv France 2.

Nelle elezioni del 2012 il Front National aveva ricevuto risorse provenienti da società intestate a storici sodali, come l'ex consulente della comunicazione e imprenditore Frédéric Chatillon, attualmente alle prese con alcuni problemi legali (secondo Le Monde sarebbe parte dell’inchiesta sui Panama Papers e sarebbe accusato di aver usato la sua compagnia per creare un sistema internazionale di società di comodo e fatture false) che chiudono la porta a qualsiasi possibilità di finanziamento.  

In base ad alcune indiscrezioni giornalistiche, smentite però dagli interessati, il partito di estrema destra avrebbe ottenuto fondi (27,8 milioni) da una banca russa di cui non è stato rivelato il nome. “Non è stato accordato nessun prestito” - ha ribattuto Le Pen. Nessuna smentita però sul fatto che prima o poi potrebbero arrivare questi fondi fondamentali, dato che, per sua stessa ammissione, sono state inviate richieste “a 45 banche in tutto il mondo, anche in Russia”.

Nel frattempo, a salvare parzialmente la battagliera Marine ci ha pensato papà, Jean Marie Le Pen , decidendo a quanto pare di mettere una pietra sopra ai litigi avvenuti nel recente passato. Lo scorso agosto infatti, a causa di forti divergenze ideologiche (leggasi: il padre è troppo estremista e Marine voleva ripulirsi l’immagine prima delle presidenziali), il fondatore del Front National è stato espulso dal partito di cui per decenni ha rappresentato il simbolo. Nonostante ciò non è riuscito a voltare le spalle alla figlia, decidendo di sostenere economicamente la sua campagna con una donazione di 6 milioni di euro da devolvere a rate. I soldi arrivano direttamente dalle casse di Cotelec, l'organizzazione finanziaria guidata da Jean-Marie dopo una trattativa che secondo fonti vicine ai due non è stata del tutto indolore.

Ma i soldi di papà non bastano ed è proprio per questo motivo che la scorsa settimana Marine le Pen sarebbe volata negli Stati Uniti. I giornali di tutto il mondo hanno pubblicato le sue fotografie alla Trump Tower ipotizzando un incontro con il neo presidente Donald Trump.

In realtà, sembrerebbe che la visita sarebbe stata dettata proprio dal bisogno di trovare i 10 milioni di euro necessari per finanziare le elezioni parlamentari che cominceranno subito dopo le presidenziali.

L’inquilino della Casa Bianca dunque non avrebbe nulla a che fare con il suo viaggio, tant’è che secondo quanto rivelato da Politico, la leader del Front National avrebbe incontrato a New York diplomatici e uomini d’affari che potrebbero essere disposti ad aprire il portafogli.

Da sottolineare che i soldi di cui ha bisogno Le Pen non riguarderebbero solo l’attuale campagna elettorale, ma servirebbero anche a restituire un prestito di 9 milioni di euro ricevuto da una banca russa nel 2014.

Ciò che per la numero uno del Front National conta di più adesso però è cercare i soldi necessari per sovvenzionare le campagne relative alle presidenziali e alle parlamentari. Nel frattempo dovrà anche trovare il tempo per risolvere un altra faccenda che potrebbe arrecarle un danno d’immagine non indifferente in vista delle Presidentielle 2017 : la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta sul Front National. L’accusa non è di poco conto: il partito avrebbe usato fittiziamente alcuni collaboratori utilizzando fondi provenienti dal Parlamento Europeo erogati allo scopo di pagare i lavoratori impegnati tra Bruxelles e Strasburgo. In realtà, secondo gli inquirenti, questi assistenti sarebbero stati impiegati solo ed esclusivamente per l’attività politica del partito.