Generali: Intesa Sanpaolo tenta la scalata contro lo straniero. Ecco cosa sta succedendo nel mondo del risparmio

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Il logo di Generali Reuters

Intesa Sanpaolo tenta la scalata a Generali. E lo fa con il sostegno, anche se poco esplicito, del Governo che plaude al tentativo di salvaguardare “l’italianità” contro il possibile attacco straniero. Nelle scorse settimane infatti, hanno iniziato a girare rumors sull’interesse per Generali della francese Axa e della tedesca Allianz.

L’idea di massima a quanto pare è una maxi offerta di scambio sul titolo di Generali, carta contro carta, come si dice in gergo, ma potrebbero entrare in gioco anche i contanti. A conti fatti comunque si tratta di un’operazione da circa 15 miliardi di euro per la creazione di un colosso italiano bancario-assicurativo in grado di guardare anche oltre i confini nazionali. I dettagli sono ancora tutti da vedere, anche perché dopo l’endorsement ufficiale di Intesa Sanpaolo, nessuna presa di posizione è arrivata da Generali che nei giorni scorsi si è tutelata comprando azioni di Intesa. Ci sarà anche da vedere che tipo di integrazione e sovrapposizioni territoriali potrebbero nascere dall'operazione e se ci sarà o meno il rischio di un intervento dell’Antitrust.

Intesa Sanpaolo scende in campo contro lo straniero

Nei giorni scorsi la stampa italiana ha iniziato a sussurrare dell’interesse di Axa e Allianz per Generali, il primo gruppo assicurativo italiano e il terzo in Europa dopo la francese e la tedesca. L’acquisizione di uno dei gioielli del credito-assicurazione italiano da parte di un colosso straniero sembrava dietro l’angolo quando si è iniziato a parlare anche della discesa in campo di Intesa Sanpaolo.

Dopo la cessione di Pioneer ai francesi di Amundi, il risparmio italiano non può perdere un altro dei suoi fuori all’occhiello: sembra essere questo il ragionamento alla base della mossa della banca italiana.

I rumors del fine settimana sono presto diventati notizia, con un comunicato di Intesa Sanpaolo: “Con riferimento a recenti notizie di stampa in merito a una possibile operazione di aggregazione con Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo conferma, in coerenza con il piano di impresa 2014-2017 reso noto al mercato, il proprio interesse industriale per la crescita nel settore del risparmio gestito, del private banking e in quello dell’assicurazione in sinergia con le proprie reti bancarie, anche con possibili partnership internazionali”.

Confermata quindi l’intenzione della banca italiana di dare vita ad una maxi operazione su Generali che potrebbe portare alla nascita di un colosso europeo del risparmio gestito.

Le mosse di Generali

Alla dichiarazione di intenti di Intesa Sanpaolo, Generali ha risposto con una riunione del CDA che ha dato il benservito al direttore generale Alberto Minali che lascia però l’incarico a mani piene, con una buonuscita da 5,7 milioni di euro. A quanto pare l’addio arriva per il mancato “allineamento al vertice sulla realizzazione del piano industriale”.

Non solo. Il CDA ha anche dato mandato al Comitato per gli investimenti di ampliare le sue competenze anche in vista di “operazioni aventi valore strategico”. Le mosse del Consiglio sembrano quindi preannunciare grossi cambiamenti nel futuro prossimo di Generali.

Intanto anche dal fronte di Intesa arrivano segnali di incoraggiamento verso l’operazione. In queste ore, la Compagnia di San Paolo, azionista sopra il 9% di Intesa Sanpaolo, ha parlato per bocca del presidente Francesco Profumo che ribadito la fiducia nei vertici della banca e dato la sua benedizione a possibili operazioni di sviluppo.

L’operazione Generali-Intesa Sanpaolo

Nel caso si dovesse proseguire sulla strada dell’integrazione, come si concretizzerà l’operazione? L’idea al momento è quella di un maxi scambio azionario su Generali, per un costo, stanto al valore attuale di mercato, di circa 15 miliardi.

Nei giorni scorsi, quando ancora si sussurrava del progetto di Intesa Sanpaolo, Generali per mettersi al riparo da scalate ha acquistato il 3% di Intesa, una mossa che sterilizza gli eventuali diritti di voto eccedenti il 3% di Intesa in Generali alla luce del divieto di partecipazioni incrociate. L’Offerta pubblica di scambio si conferma quindi la via maestra per l’integrazione. Con l’operazione carta contro carta nascerebbe una public company con una capitalizzazione di circa 60 miliardi, inferiore in Europa soltanto a Santander e BNP.

Altra strada, più politica e quindi più suggestiva, ma meno probabile è quella che passa per Mediobanca. Secondo alcuni analisti Intesa Sanpaolo potrebbe comprare l’8% di Mediobanca da Unicredit e poi lanciare un’offerta garantendosi, alla fine dell’operazione, il 13% di Generali. In questo caso l’offerta su Mediobanca svolgerebbe il ruolo di cavallo di Troia per la conquista di Generali.

Per Equita Sim “in questo modo, Intesa - oltre a controllare un business più affine - diventerebbe indirettamente il primo socio di Generali con il 13% e potrebbe coagulare una minoranza di blocco in chiave antiscalata”.

I nodi da sciogliere

Nonostante le conferma, siamo ancora nel mondo delle ipotesi. Analisti e osservatori navigano a vista sull’affaire Generali-Intesa Sanpaolo, ma è chiaro che qualcosa di grosso si sta muovendo nei salotti buoni della finanza tra Milano e Trieste. Nei prossimi giorni forse si capirà quale strada intenda intraprendere Intesa Sanpaolo per partire alla conquista di Generali.

L’operazione andrà di pari passo con il maxi aumento di capitale di Unicredit, mossa che rafforzerà notevolmente la posizione della banca nel panorama italiano. Letto controluce quindi il piano di Intesa Sanpaolo potrebbe svelare l’intenzione della banca italiana di rafforzare la posizione di supremazia nel Paese e puntare a competere con i grandi in Europa.

Sarà importante valutare i termini dell’integrazione, le possibili sovrapposizioni territoriali e le eventuali criticità evidenziate dall’Antitrust. L’unica certezza, al momento, è che il 2017 potrebbe essere un anno di forti cambiamenti per la mappa del risparmio italiano.