Genova, Enel organizzò finte proteste "spontanee" contro Greenpeace

  | 22.07.2013 11:10 CEST
Enel
Foto d'archivio

Solitamente quanto gli attivisti di Greenpeace attaccano, a rispondere sono i dirigenti delle aziende o degli stabilimenti colpiti, con note formali e comunicati ufficiali. A Genova invece, nel 2008, gli operai dell'Enel avevano risposto spontaneamente ad alcuni striscioni messi dai dimostranti "green", con slogan e scritte come "Andate a lavorare", "Basta Ecoballe" e "Quit Greenpeace".

Ma la "spontaneità" di quella reazione è oggi messa in dubbio, se non del tutto smentita, da alcune mail sequestrate ad alcuni dirigenti Enel nell'ambito di un'inchiesta per aver riempito di carbone i campi e le case nei pressi della centrale Federico II a Cerano, contrada nel territorio di Brindisi.

La notizia, riportata dal Fatto Quotidiano, svela che nei giorni subito successivi dell'attacco a Genova, spaventati dalla possibilità di altre dimostrazioni di Greenpeace, alcuni dirigenti dell'Enel hanno costruito "ad hoc" una contro-manifestazione, spacciata per spontanea dagli stessi dirigenti e così raccontata dalle cronache dell'epoca.

Poi arriva la disposizione del sequestro di alcuni computer e si scopre il giro di mail per organizzare a tavolino le risposte contro l'Ong ambientalista. In una delle numerose corrispondenze elettroniche perquisite, una appare come un vero e proprio elenco del perfetto contestatore: "STRISCIONI: numero 8, lunghezza 8/10 metri - altezza almeno 1,5 metri, formato orizzontale e verticale, font: scritti con pennello (minima larghezza per lettera 10 cm). No spray. Colore: preferibilmente blu scuro/verde scuro su fondo bianco. Scritte: ANDATE A LAVORARE, BASTA ECOBALLE, SIAMO VERDI DI RABBIA, uno o due a piacere in dialetto" e ancora "due megafoni, dieci fischietti da arbitro e dieci trombe nautiche a bomboletta". Sempre nella stessa mail, scritta da un uomo dell'ufficio stampa Enel, si legge: "È di fondamentale importanza individuare cinque fidatissimi lavoratori per unità a carbone. Eleggere uno o due portavoce. Il primo dovrà essere formato e preparato all'azione. È importante gestire le relazioni sindacali, durante e dopo la protesta in quanto si tratta sempre di AZIONI SPONTANEE dei lavoratori, MAI ORGANIZZATE dall'azienda", nonostante in caso di finta contro-manifestazione spontanea bisognasse "informare il proprio superiore, il responsabile di filiera, le relazioni esterne, l'ufficio stampa nazionale".

 

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