Ghost Recon: Wildlands, benvenuto open world [RECENSIONE]

Ghst Recon- Wildlands
Ghost Recon: Wildlands Ubisoft

Non è certo facile recensire un videogioco di tale portata, data la sua vastità: Tom Clancy's Ghost Recon: Wildlands è grosso, molto grosso, ed è la prima volta che questo franchise abbraccia un impianto di gioco open world. Questo titolo è tante cose: uno sparatutto in terza persona (ma se si vuole anche in prima), un’avventura open world sia in single player che in multiplayer per 4 giocatori. Il protagonista, che si potrà modificare all’inizio nell’aspetto, nel sesso, nella scelta delle armi, fa parte di una task force di 4 elementi con l’obiettivo di smantellare il cartello della droga Santa Blanca.

Un cartello che si vuole fare Stato nella Bolivia in cui è ambientato il gioco, con a capo una figura forte, chiamato El Sueno (ottimamente doppiato da Luca Ward), un uomo che ha comprato tutti, dalla polizia ai giudici, e che ha messo su un’organizzazione che agisce nell’ombra, spinta da una fede religiosa tanto grande quanto folle. 

el sueno Ghost Recon: Wildlands  Ubisoft

SMANTELLARE IL CARTELLO

Nel gioco bisognerà partire dal basso per arrivare a distruggere il cartello portando avanti investigazioni e completando missioni di vario genere. La libertà è totale: ci si potrà muovere sia a piedi sia con la miriade di veicoli sparsi nell’enorme mappa. Qui è il giocatore che viene messo al centro: può scegliere come approcciarsi alle missioni (stealth o in maniera più aggressiva) e soprattutto l’ordine delle missioni. Si viene catapultati in questo mondo senza soluzione di continuità. Si può giocare quindi sia in singolo che in cooperativa con altri 3 amici, e in effetti il titolo acquista qualità se giocato con altri.

Bisogna dire subito che l'impianto narrativo non è molto emozionante, è più un pretesto per le missioni, ma la sensazione di libertà è molto forte. Man mano che si prosegue l’avventura si viene a capo pezzo per pezzo alla struttura del cartello, che è diviso in Sicurezza, Produzione, Influenza e Contrabbando. Due di questi capi dovranno essere eliminati per confrontarsi con El Sueno. Si tratta in sostanza di recuperare dei dossier che sbloccano alcune missioni, che completate porteranno al boss. Non pensate che sia poca cosa, le missioni sono moltissime con boss e mini boss e per smantellare ogni ramo dell’organizzazione occorreranno decine e decine di ore.

Questi sono tutti elementi positivi, il giocatore sarà calato in un mondo di natura lussureggiante, graficamente soddisfacente e dalla libertà massima. Certo, provare questo Ghost Recon dopo aver visto la magnificenza grafica di Horizon: Zero Dawn potrebbe far storcere un po’ il naso. La natura e la complessità poligonale non sono riprodotte alla perfezione come il titolo di Guerrilla, e il titolo Ubisoft non si concentra certo sull’originalità della storia. Anzi, in alcuni casi la complessità poligonale lascia un po a desiderare, ci sono cali i frame rate e pop up vistoso, anche se il ciclo giorno/notte riprodotto è piacevole e il colpo d'occhio non manca di certo.

WILDLANDS BOLIVIA

L’abbiamo detto, questa Bolivia è davvero bella da vedere. Ma forse meno da navigare, sopratutto a causa della sua conformazione e della fisica dei mezzi, totalmente da dimenticare. Capiterà spesso di puntare sulla mappa un obiettivo e “tirare dritto” con un mezzo a scelta su quattro ruote, evitando i sentieri di montagna per non perdere tempo. Il risultato è che una Jeep riesce a scalare letteralmente una montagna (non stiamo scherzando) o pendii assurdi, tutto a discapito del realismo. Certo questo Ghost Recon non vuole essere un gioco di simulazione, ma in alcuni casi ci ha strappato una risata per quanto possa diventare inverosimile.

Il problema sta anche nel controllo dei veicoli: scomodo, poco realistico e a tratti frustrante. E inserire nel mondo di Ghost Recon la possibilità di rubare i veicoli ai passanti la giudichiamo poco felice. Impersoniamo membri delle forze speciali, possibile che non abbiano dei veicoli tattici propri? Perché inserire delle meccaniche “alla GTA”? Solo perché ormai negli open world è di moda? Inspiegabile.

Ghost Recon, per chi conosce la serie, vol dire muoversi in maniera furtiva, pianificare l’azione, portare a casa un’operazione più “pulita” possibile. Anche se Wildlands fa qualche sconto a chi si annoia di procedere in maniera stealth, è questo sicuramente l’approccio più soddisfacente. Saremo aiutati da gadget vari come binocoli, droni e altro per “mappare” la situazione ostile e agire il meglio possibile, che sia un’uccisione, un’estrazione di un ostaggio o una carneficina silenziosa.

ghost recon1 Ghost Recon: Wildlands  Ubisoft

L'approccio silenzioso conviene sempre, pena l’arrivo di rinforzi nemici, anche via elicottero se suona la sirena. Stessa cosa se ci si scontra contro la polizia boliviana, in un sistema molto alla GTA: più e ne uccidono più aumenta il livello ricercato, non proprio originalissimo.

TERRA PERICOLOSA

Il giocatore controllerà il proprio personaggio e durante i combattimenti potrà impartire ordini ai propri compagni. Sono di natura diversa, di copertura, di cecchinaggio, utilizzando un drone per ordinare un'uccisione molto lontano da dove si è presenti in quel momento. Ci vuole un po' per prendere la mano con gli scontri e soprattutto con le tattiche, con i miglioramenti delle statistiche e molto altro, infatti le partite cooperative in 4 giocatori (umani) sono mediamente più difficile da pianificare.

Sarà perché i nemici non seguono uno script di azione molte volte, sono abbastanza imprevedibili soprattutto quando sono in grande numero. Insomma le partite in cooperativa sono sì appaganti ma aumentano i tempi dell'avventura e la difficoltà, e diciamolo, anche la soddisfazione. Inoltre le missioni secondarie abbondano e servono per acquisire nuove armi e abilità e, pur non essendo molto varie, si tratta di interrogare, cercare documenti o poco altro, allungano di parecchio un gioco già enorme.

ghost recon 2 Ghost Recon: Wildlands  Ubisoft

In generale sono ottime anche le armi e lo skill tree: sono tantissime insieme alle abilità, si potranno modificare in ogni aspetto e pezzo, anche se in generale non fa poi così tanta differenza sul campo di  battaglia.

Ghost Recon: Wildlands è un titolo molto particolare, che vive di chiaroscuri. Non brilla di certo per la storia, anche se cerca di giustificare le azioni con un'organizzazione narrativa che coincide con l'organizzazione criminale. Si divertiranno molto i giocatori che amano i mondi vasti ma soprattutto chi ama giocare in cooperativa, modalità centrale in questo titolo. Ma l'open world è anche un'arma a doppio taglio, il tutto può diventare anche molto ripetitivo.

PRO

- Mondo, molto vasto

- Appagante in cooperativa

CONTRO

- Il colpo d'occhio c'è ma non diventerà un metro di paragone per la realizzazione grafica

- Alla lunga può diventare ripetitivo 

Piattaforme: PC, PS4 (versione provata), Xbox One

Genere: Sparatutto