Giubileo 2015, “Roma è pronta”: una promessa dai piedi d’argilla

di 17.03.2015 12:11 CET
Metropolitana di Roma
Metropolitana di Roma Wikimedia Commons

Sintomatico che a pochi giorni dall'annuncio di Papa Francesco sul Giubileo straordinario che prenderà il via l'8 dicembre, scoppi l'ennesimo scandalo che ruota attorno al binomio corruzione - grandi appalti. Benché l'Anno Santo non possa definirsi propriamente tale, il giro d'affari che ruota attorno ad un evento di questa portata attirerà le attenzioni delle solite cricche.

Che il Giubileo rischi di diventare l'ennesima mangiatoia è chiaro al magistrato in aspettativa Alfonso Sabella, nominato dopo lo scandalo Mafia Capitale assessore alla Legalità del Comune di Roma.

"Probabilmente faremo una task force, il rischio è molto elevato. Ma più in generale c'è attenzione per tutte le opere, non solamente per quelle legate al Giubileo. Per l'evento voluto dal Papa però probabilmente andrà composto un gruppo per vigilare sui cantieri. Ne parlerò con il sindaco, se mi concede l'incarico è chiaro che lo farò. Ma sia chiaro che l'attenzione è già alta, che Roma è già pronta: la città adesso ha le strutture e le regole, quindi in ogni caso non c'è da preoccuparsi. Metteremo in campo le migliori professionalità, interne al Campidoglio".

Ma proprio sui controlli e sulla cabina di regia nasce la prima 'guerra'. Se tanto dal Campidoglio che da Palazzo Chigi assicurano che la città sia "pronta", è polemica sulla nomina di un commissario. Ignazio Marino lo rifiuta, l'esecutivo valuta. C'è anche la cosiddetta terza via: i 'poteri speciali' da affidare al prefetto. Non più il contestato Giuseppe Pecoraro, che lascerà fra poche settimane, ma al successore dato in pole position Franco Gabrielli, attuale numero 1 della Protezione Civile.

La storia recente del paese insegna che "poteri speciali" o "deroghe" non fanno mai bene, specie se fanno rima con meno controlli e trasparenza. Ma c'è di mezzo il fattore tempo, la scusa perfetta per un paese che non è mai in grado di presentarsi all'appuntamento in orario, come dimostra il caso Expo.

Oltre al pericolo infiltrazioni e mangiatoie, come la mettiamo con l'ordine pubblico? Roma viene dalla devastazione di piazza di Spagna, prima ancora dai disordini della finale di Coppa Italia: due casi che hanno dimostrato l'impreparazione di fronte a eventi che si sapeva sarebbero stati critici. Ora si tratta di garantire la sicurezza della Capitale e di milioni di pellegrini.

Altro problema, tutt'altro che secondario: i trasporti. Il Giubileo del 2000 doveva vedere la nascita della Metro C, ma ne passerà un secondo senza che l'opera venga completata. Basta chiedere a chi vive a Roma quali e quanti difficoltà sono state causate dalla semplice apertura della piccola linea B1 (appena 3 fermate). O quale sia la qualità dei servizi garantiti dagli autobus. O lo stato delle strade, nel centro storico come sulle grandi arterie cittadine.

Sia le casse del Campidoglio che quelle dello Stato non sono quelle dell'ultimo Giubileo. Secondo il Corriere della Sera servono "duecento milioni per potenziare il contratto di servizio con Trenitalia (più treni,più corse), altri trecento per autobus e manutenzione straordinaria della metro; cento milioni per le strade: pedonalizzazione dei Fori e altri percorsi dedicati ai fedeli, a piedi o in bici. Più le spese per pulizia della città, accoglienza, ospedali". Chi sostiene che Roma "ce la farà" dice che l'evento vale miliardi. Ok, ma prima chi finanzia le spese?