Gli Stati Uniti faranno la guerra alla Corea del Nord? Secondo Rex Tillerson questa è “un'opzione”

Tillerson Corea
Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson (al centro) in visita alla zona demilitarizzata che separa le due Coree. Alle sue spalle due soldati nordcoreani lo osservano, al suo fianco ci sono il generale degli Stati Uniti Vincent K. Brooks, comandante del Comando delle Nazioni Unite in Corea, e il Comandante Generale interforze coreano Leem Ho-young. Panmunjom, Corea del Sud, 17 marzo 2017. REUTERS/Lee Jin-man

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Seul venerdì 17 marzo 2017 il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha avvertito che una soluzione militare degli Stati Uniti contro la Corea del Nord “è una delle opzioni sul tavolo”.

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“Di sicuro non pensiamo di arrivare al conflitto militare, siamo stati abbastanza chiari su questo, ma ovviamente se la Corea del Nord dovesse attuare le minacce contro la Corea del Sud o contro di noi allora quella militare sarebbe una risposta adeguata” ha dichiarato il funzionario dell'amministrazione Trump.

Tillerson è arrivato in Corea del Sud dal Giappone dove ha invocato “un nuovo approccio” verso il regno solitario, notando come tutti gli sforzi fatti in due decenni per convincere la Corea del Nord ad abbandonare le armi nucleari ed il suo programma missilistico siano risultati inefficaci.

“Voglio essere chiaro: è finita la pazienza strategica della politica. Stiamo esplorando nuove misure per la sicurezza e ulteriori misure diplomatiche. Tutte le opzioni sono sul tavolo” ha aggiunto Tillerson.

Tillerson ha inoltre esortato Pechino ad applicare sanzioni contro la Corea del Nord, già imposte dalle Nazioni Unite in rappresaglia ai test nucleari e missilistici.

“Non credo si sia mai raggiunto il livello massimo di azione possibile da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la partecipazione di tutti i paesi membri” ha affermato, come lanciando una velata frecciata alla Cina.

Pechino invece, secondo quanto riporta la Reuters, afferma con insistenza di fare tutto il possibile per tenere a freno Pyongyang, ma è cauto verso tutte quelle mosse che potrebbero destabilizzare il Paese affermando che non minaccerà mai le condizioni di vita della popolazione nordcoreana.

I media di Stato cinesi affermano che il problema riguarda Washington e Pyongyang ed ha criticato ciò che ha definito “schizzi di fango” da parte degli Stati Uniti e della Corea del Sud.

In un editoriale il giornale ufficiale del Partito Comunista Cinese si legge: “Sembra abbiano dimenticato che il nocciolo della questione nucleare nella penisola è la reciproca diffidenza, profondamente radicata tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, e il battibecco lungo e intenso tra Nord e Sud”.

L'ex-amministratore delegato di Exxon Mobil ha rilasciato queste dichiarazioni dopo aver visitato la zona demilitarizzata – uno dei confini più militarizzati al mondo – che separa le due Coree.

Pyongyang ha dichiarato di stare sviluppando nuovi missili balistici intercontinentali, in grado di colpire il territorio degli Stati Uniti, ed ha effettuato due test nucleari e una serie di lanci di missili lo scorso anno.