Google I/O 2017, gli 8 migliori annunci tra Android O, VR e Assistant su iPhone

di @PatosNokia m.serra@ibtimes.com 18.05.2017 16:21 CEST
Google I/O 2017
Google I/O 2017 Google

Il Google I/O 2017 si è aperto all'insegna di tantissime novità software (e non solo) che sono state presentate dalla dirigenza capitanata da Sundar Pichai, CEO di Google, nel corso di un keynote durato due ore. Ad ascoltare c'era una grande platea di sviluppatori ed esperti Android di tutto il mondo, pronti a dare nuova spinta alla crescita del sistema operativo del robottino verde che ha raggiunto il numero impressionante di due miliardi di dispositivi attivi a livello globale.

Il dominio di Android non ha smesso di crescere, piuttosto sta diventando inarrestabile grazie alla continua diffusione di dispositivi ed un portafoglio che comprende smartphone, tablet, smartwatch, Android TV e tantissimi altri dispositivi high tech. Il Play Store ha registrato più di 82 miliardi di applicazioni scaricate. Un successo che Google, quest'anno, alimenterà con Android O, sistemi di realtà virtuale ma anche e soprattutto con l'intelligenza artificiale. Anche se i problemi fondamentali rimangono.

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Ecco, pertanto, gli 8 migliori annunci del Google I/O 2017:

ANDROID O. La prossima major release del sistema operativo dedicato al robottino verde è stata rilasciata nella sua seconda Developer Preview. Per scaricarla basta essere in possesso di uno smartphone compatibile: Pixel, Pixel XL, Pixel C, Nexus 5X, Nexus 6P, Nexus Player e registrarsi al programma Android Beta da questo indirizzo. I più smanettoni potranno procedere all'installazione delle factory image scaricandole da questa pagina del sito ufficiale e seguendo la nostra guida riportata in questo articolo.

Le novità di Android O, che sarà rilasciato ufficialmente a fine anno con un nome che potrebbe essere Oreo, Orange, Oatcake, Orelletes e Oliebol, introduce numerose ottimizzazioni che rendono il sistema più veloce e attento ai consumi. A tal proposito Google ha parlato di Vitals, i parametri vitali sotto i quali non si deve scendere per assicurare un'ottima autonomia della batteria oltre che performance e sicurezza. Aggiornamenti costanti, dunque, e sistemi che limitano l'attività delle applicazioni e degli stessi servizi di Android in background.

Miglioramenti alle notifiche, che si mostreranno agli utenti in blocco, raggruppate per categoria o canali (Channels), e che con i nuovi Notification Dots consentiranno di avere maggiori info su un'applicazione e la sua attività svolta senza doverla aprile. Ancora, l'arrivo delle icone adattive che cambiano il loro aspetto e la loro forma a seconda del tema scelto, la modalità picture-in-picture e quindi la possibilità di dividere lo schermo per l'esecuzione di più finestre e applicazioni contemporaneamente, e il sistema intelligente di copia e incolla delle informazioni Smart Text Selection.

ANDROID GO. Google ha sviluppato una versione light del suo sistema operativo. Il nome è proprio Android Go, una release pensata per essere eseguita anche dai dispositivi meno performanti senza andare in contro a rallentamenti e malfunzionamenti che rendono impossibile utilizzare Android. Nello specifico, Android Go può funzionare anche con meno di 1 GB di RAM, e può diventare il cavallo di battaglia di quei produttori che si dedicano alla fascia più bassa del mercato dei dispositivi mobili, solitamente destinata ai mercati emergenti. Un po' come un nuovo Android One.

REALTÀ VIRTUALE. Per la piattaforma Daydream di Google che raccoglie contenuti in realtà virtuale, Big G ha annunciato nuovi visori che funzionano anche senza il peso dello smartphone. Totalmente indipendenti. A produrli saranno HTC e Lenovo, due nomi d'eccezione che potranno personalizzare il proprio visore che sfrutterà moduli forniti da Qualcomm. Il loro arrivo è atteso per la fine dell'anno e di sicuro utilizzeranno una nuova tecnologia per il tracking dei movimenti nell'ambiente circostante.

Il suo nome è WordSense, un sistema che è in grado di digitalizzare lo spazio intorno all'utente e di proiettare quest'ultimo nell'ambiente, senza dover utilizzare chissà quali particolari sensori esterni. Il funzionamento, così come altri dettagli sui due sensori, non sono stati rivelati ma è probabile che vengano sfruttati gli algoritmi di Visual Positioning Service per la navigazione indoor di Google Tango. Un sistema che in futuro verrà integrato in Google Maps così che diventi possibile essere guidati anche all'interno di luoghi pubblici come aeroporti e centri commerciali.

GOOGLE ASSISTANT. Google Assistant è l'assistente virtuale di Big G che evolverà il rapporto tra utenti e dispositivi. L’idea dalla quale nasce Assistant è avere un assistente che possa aiutare in svariati compiti: prenotare una corsa con Uber, imparare una nuova lingua e prenotare un ristorante, ma anche consigli su cosa guardare su Netflix oppure gli esercizi da fare per dimagrire. Assistant potrà fare praticamente di tutto, fino ad anticipare le richieste dell'utente grazie ai complessi algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning.

Alla fine dell'anno arriverà anche in Italia. Proprio così, una delle novità riguarda proprio la compatibilità con le diverse lingue. Nei prossimi mesi gli sviluppatori introdurranno il supporto al francese, giapponese, portoghese e tedesco. A fine anno, invece, Google Assistant comprenderà e parlerà anche italiano. La seconda novità che riguarda Google Assistant, che verrà utilizzato in futuro anche sui dispositivi intelligenti per le Smart Home, è il suo esordio su iPhone con una versione dedicata per iOS, attualmente limitata agli USA.

Google Assistant per iPhone può essere scaricato gratuitamente da questa pagina e, come su Android, permette di svolgere numerose compiti ma con più limitazioni. Ad esempio non è possibile interagire con tutte le app installate, non è possibile impostare una sveglia e soprattutto impostare Assistant alla pressione del tasto Home. 

GOOGLE LENS. Google Lens è il nome della nuova applicazione sviluppata da Google per rivoluzionare, anche in questo caso, l'approccio tra l'utente ed il mondo esterno. Un'app in grado di riconoscere attraverso la fotocamera qualsiasi oggetto inquadrato e acquisire informazioni utili sul suo conto. Per fare un esempio sarà possibile accedere e visualizzare le recensioni di un ristorante puntando lo smartphone sull'insegna o ancora copiare le credenziali di accesso ad una rete WiFi puntando lo smartphone sull'etichetta posizionata sul router.

Incredibile, penserete, e il tutto in poco tempo grazie ad una tecnologia di analisi e riconoscimento tridimensionale che sfrutta proprio l'intelligenza di Assistant. L'assistente di Google potrà analizzare il mondo intorno a noi e visualizzarne i contenuti più interessanti direttamente sullo schermo del proprio smartphone. Non ci sono informazioni precise su quando sarà disponibile al download Google Lens, in quanto i numeri uno di Mountain View si sono limitati a dichiarare la disponibilità del download e dell'installazione entro tempo brevi.

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GOOGLE HOME. Google Home è l'assistente da salotto in stile Amazon Echo dal design semplice e personalizzabile che permette all'utente di conversare e fare qualsiasi domanda direttamente dalla stanza in cui si trova: quali sono le previsioni meteorologiche di oggi? A quanti chilometri corrispondono un miglio? Google Home supporta la tecnologia Cast che permette di trasmettere le app e i contenuti di intrattenimento preferiti direttamente agli altoparlanti dal proprio telefono, tablet o laptop. 

Ma adesso, grazie ai miglioramenti sviluppati da Google, Home sarà in grado di visualizzare alcune informazioni anche sullo schermo di una TV. È il caso degli appuntamenti in calendario o le indicazioni stradali per raggiungere una destinazione. Si tratta della feature denominata dagli sviluppatori Visual Responses, che si aggiunge alla più interessante Proactive Assistance, in italiano assistenza proattiva, ovvero la possibilità di Google Home di ricordare in tutta autonomia dei promemoria o degli appuntamenti anche quando non viene interpellato.

L'assistente, infatti, farà illuminare i LED posizionati sulla parte superiore e attenderà che l'utente gli chieda "Ok Google, che succede?". Google Home, grazie ai progressi fatti da Assistant, potrà interagire con numerosi servizi come Netflix, Spotify Premium e HBO Now, riprodurre i propri brani preferiti tramite il Bluetooth ed eseguire delle vere e proprie chiamate. Questa funzione sarà però limitata, almeno inizialmente, negli USA e in Canada dove Home riconoscerà da chi viene impartito il comando e di conseguenza il contatto giusto da chiamare.

Non ci saranno problemi, dunque, a pronunciare "Ok Google, chiama mamma" anche se in case si è in quattro. Big G ha annunciato, infine, che Home arriverà nei prossimi mesi in Australia, Canada, Francia e Giappone. Nessuna data precisa e soprattutto ancora fuori dai giochi l'Italia che del resto attende ancora l'esordio di Assistant per la fine dell'anno.

GOOGLE FOTO. Google Foto è l'applicazione che raccoglie tutte le proprie foto in un unico posto, organizzate e facili da trovare, permettendo di modificarle ritagliandole, aggiungendo filtri e condividendole. Un servizio più che un applicazione, utilizzato da 500 milioni di utenti attivi ogni mese. Per questo Google ha pensato di migliorarla ulteriormente introducendo l'opzione Suggested Sharing che semplifica la condivisione delle immagini grazie ad algoritmi che riconoscono il viso dei soggetti in una foto.

Una volta individuate le persone, l'applicazione suggerisce all'utente di inviargli l'immagine, anche a coloro che non hanno installato l'applicazione. Una soluzione intelligente che sarà disponibile sia per Google Foto per Android che per iOS. Shared Libraries, invece, è l'opzione che consente di condividere un'intera parte della propria libreria fotografica con una sola persona. Un amico caro o un familiare che potrà accedere a questi contenuti dal suo Google Foto, grazie alla presenza degli scatti su un server cloud.

Infine, su Google Foto esordisce Photo Books. Si tratta di una funzionalità che analizzando la propria libreria fotografica riconosce le ricorrenze e permette di selezionare i migliori scatti per creare un vero e proprio fotolibro. Un prodotto fisico e che come tutti i fotolibri potrà essere personalizzato in ogni dettaglio e inviato presso la propria abitazione con prezzi a partire da 9.99 dollari. Il servizio, almeno inizialmente, sarà disponibile negli USA già dalla prossima settimana

NUOVE TPU. A margine del keynote sono state presentare la seconda generazione di TPU, acronimo di Tensor Processing Unit, il sistema di cloud computing che accelera e migliora il processo di machine learning e quindi l'intelligenza artificiale di cui vi abbiamo parlato. Queste nuove Cloud TPU sono ottimizzate rispetto a quello dello scorso anno, per le inferenze e per l'apprendimento oltre che in grado di elaborare molte informazioni.

Nello specifico, Google ha spiegato che ogni chip ha una potenza di 180 teraflop al secondo. Tutte queste unità TPU Cloud formano un computer con una capacità computazionale impressionante: 11.5 petaflop. Sundar Pichai ha fatto sapere che renderanno disponibile tutto questo su Google Compute Engine, una piattaforma online in arrivo entro la fine dell'anno e accessibile da aziende e sviluppatori in modo che tutti possano godere di questi risultati.

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