Grecia e Russia: lo "strano asse" si rafforza

di 13.02.2015 8:16 CET
Grecia Russia Kotzias Lavrov
Il ministro degli esteri greco Nikos Kotzias e il suo omologo russo Sergej Lavrov durante una conferenza stampa tenutasi a Mosca l'11 febbraio 2015 Reuters

Mercoledì 11 febbraio si è tenuto a Mosca un incontro tra Nikos Kotzias, ministro degli Esteri della Grecia, e il suo omologo russo Sergej Lavrov. E così, mentre l'Unione Europea non sembra mostrare particolare flessibilità nei confronti delle sanzioni inflitte a Mosca e nella rinegoziazione del debito ellenico, i due Paesi optano per un rafforzamento della collaborazione bilaterale, provando a bypassare Bruxelles.

Tra sanzioni e debito

Il tour europeo effettuato dal premier ellenico Alexis Tsipras immediatamente dopo la vittoria elettorale e l'investitura a nuovo capo del governo, non ha portato particolari risultati positivi. Anzi, è servito al governo greco per appurare la limitata disponibilità di fondo da parte dei leader europei ad aprire ad una rinegoziazione del debito ellenico.

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Anche Vladimir Putin nelle ultime settimane ha ottenuto pochi risultati nel rapporto con le istituzioni europee. Il fallimento del vertice a quattro di Astana, organizzato per metà gennaio tra il capo del Cremlino e i leader di Ucraina, Germania e Francia, ha chiuso le porte parzialmente aperte da Berlino e Parigi verso un alleggerimento delle sanzioni inflitte dall'UE a Mosca. L'ultimo vertice di Minsk (giovedì 12 febbraio) e le mosse degli Stati Uniti - dichiaratisi disposti all'eventualità di sostegno militare a Kiev - sono serviti solo a cercare di tamponare la crisi e a sottolineare una volta di più l'assoluta inadeguatezza dell'Unione Europea sul versante della politica estera comune.

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L'asse Mosca-Atene si rafforza

L'impossibilità di ottenere risultati concreti in sede europea ha spinto così Atene e Mosca a rafforzare la cooperazione bilaterale. Da un lato, la Grecia ha ribadito la propria ferma contrarietà all'imposizione di nuove sensazioni nei confronti del Cremlino. Sull'altro versante, la Russia ha mostrato la volontà concreta di sostenere finanziariamente la Grecia, in caso di esplicita richiesta di Atene. E così mentre Tsipras prepara il suo piano B sul debito, la Russia dimostra ancora una volta di essere in grado di giocare su due tavoli. Anzi, molti di più, come dimostrato anche dall'accordo sul nucleare con l'Egitto e dal consolidamento della collaborazione militare con l'America Latina.

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Gli interessi comuni tra Grecia e Russia sono molteplici e vanno ben oltre la comune ortodossia in campo religioso. Basti pensare per esempio ai danni all'export ellenico causati dalle sanzioni inflitte a Mosca. O ancora, alle centinaia di migliaia di cittadini di origine greca presenti a Mariupol, città dell'Ucraina al centro dell'escalation della tensione occorsa tra Kiev e Mosca nelle ultime settimane. E così, mentre l'Unione Europea continua a balbettare, lo "strano asse" si rafforza. In attesa di nuove puntate, che si preannunciano succulente e con l'ingresso di ulteriori attori di rilievo, come traspare dalle ultime notizie che parlano di una telefonata intercorsa tra Alexis Tsipras e il premier cinese Li Keqiang. La telenovela è appena all'inizio.

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