Guerra commerciale Stati Uniti-Cina: Pechino è sicura di vincere

di 05.01.2017 9:33 CET
Cina, consigliere di Stato
Il consigliere di Stato cinese Yang Jiech nel mezzo di un discorso. REUTERS/Kenzaburo Fukuhara/Pool/Files

La Cina sconfiggerebbe gli Stati Uniti in una eventuale guerra commerciale sulle tariffe così come proposta da Trump, in quanto il PIL del paese non dipende eccessivamente dalle esportazioni: questo è quanto affermato dai funzionari di commercio e dagli economisti di Pechino, che sono stati citati dal media di stato cinese People’s Daily.

I funzionari hanno affermato che l’economia del paese, seconda solo a quella degli Stati Uniti, ha spostato il proprio baricentro da un’economia basata sulle esportazioni a una più attaccata ai consumi domestici, e hanno già previsto un innalzamento in quelle che il paese definisce come tattiche ostili per colpire la sua industria. Trump ha accusato la Cina di manipolazione valutaria e di essere responsabile di rubare posti di lavoro agli statunitensi per colpa del basso costo della manodopera cinese. Il neo presidente ha pubblicamente minacciato di imporre tariffe sui prodotti cinesi fino al 45 per cento una volta che siederà alla Casa Bianca, un’affermazione che ha provocato la rabbia di Pechino.

Tuttavia, in quest’ultimo messaggio, economisti e funzionari responsabili delle pratiche commerciali hanno respinto la minaccia delle misure punitive sbandierate da Trump. Li Guanghuim, vice presidente dell’Accademia Cinese per il Commercio Internazionale e della Coperazione Economica (istituto del ministero del Commercio), ha detto che il paese aveva già previsto misure protezionistiche simili, mentre Zhang Yansheng, capo economista presso il think tank governativo del Centro della Cina per lo Sviluppo Economico e Internazionale, ha detto che la Cina se la caverà anche sotto la nuova politica imposta da Trump.

Dal 2015, i consumi domestici rappresentano ormai i due terzi del prodotto interno lordo della Cina.

“La Cina è riuscita a ridurre la sua dipendenza dalle esportazioni in maniera efficace, grazie ad un tempestivo passaggio verso la domanda domestica proprio quando la domanda dal mercato globale è calata rispetto ai picchi raggiunti negli anni precedenti”, ha detto Zhang.

Le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono state oggetto nell’ultimo periodo di numerosi editoriali e sondaggi da parte dei media di stato, mentre Trump che si appresta a prendere il posto di Obama a Washington. Il repubblicano miliardario, per quanto concerne le posizioni sul commercio e sull’economia, ha scelto di adottare una critica conservativa nei confronti della Cina, simile a quella di Peter Navarro e Robert Lighthizer.