I 10 film più implausibili dal punto di vista scientifico [VIDEO]

poster nasa
Prima di ogni missione, la NASA pubblica un poster con gli astronauti partecipanti ritratti come nelle locandine di famosi film o sulle copertine di celebri album musicali. In questo caso, i riferimenti cinematografici sono quelli di "Matrix", "Armageddon" e della saga di "Guerre Stellari" NASA

Perdonateci se iniziamo questo articolo con un'ovvia precisazione, giusto per evitare determinate critiche: sì, sappiamo che un film è una cosa diversa da un documentario, conseguentemente non c'è bisogno che sia scientificamente accurato. Non possiamo che concordare sull'argomento: un film deve semplicemente essere internamente coerente e per apprezzarlo è sufficiente che lo spettatore si predisponga alla cosiddetta "sospensione dell'incredulità".

Detto questo, è fuori di dubbio che esistano film la cui visione fa mettere le mani nei capelli non soltanto a fisici, chimici, geologi, matematici, geologi, astronomi, astrofisici, medici ed ingegneri di alto livello, ma spesso anche a chi non ha totalmente dimenticato il contenuto del capitolo "Scienze" del sussidiario delle elementari. 

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Quelle che potremmo definire "licenze scientifico-poetiche" a volte sono necessarie alla narrazione, altre volte servono a dare spettacolarità al film, ma altre volte ancora sono semplicemente un segno di sciatteria (un consulente scientifico di buon livello costa meno di quanto la produzione di un film di alto livello spenda per un giorno di catering).

Può quindi essere interessante vedere quali siano i film che pagherebbero maggiormente dazio ad una revisione scientifica: molte di queste sono splendide pellicole che noi, come molti di voi, apprezziamo e riguardiamo sempre volentieri. Ad ogni modo, a puro scopo divulgativo, può essere interessante valutarne la plausibilità.

Ovviamente, non si tratta delle cose più ovvie: pensiamo che non ci sia bisogno di dire che non esistono scienziati di provincia che costruiscono macchine del tempo (e comunque non le montano su auto che per raggiungere le 88 miglia orarie hanno bisogno della strada in discesa e del vento a favore), o che neppure gli alieni possono far volare una bicicletta, o che una macchinetta da luna park non può trasformare un bambino in un adulto nel giro di una notte.

Per la cronaca, sul versante opposto esistono dei film che invece sono molto accurati dal punto di vista scientifico (sempre tenendo a mente che stiamo parlando di opere di fantasia e non di documentari, ovviamente), ma di questi ci occuperemo in un'altra occasione. Qualche esempio? 2001: Odissea nello spazio, Blade Runner, Interstellar, Contact (che non per niente è basato su un romanzo di Carl Sagan). Nella lista qui sotto troverete anche Gravity, che in effetti potrebbe essere considerato molto accurato o molto inaccurato, a seconda di quale sia il punto dal quale lo si considera.

10) Titanic

Il film che ha dato fama mondiale a Leonardo DiCaprio non è effettivamente pessimo dal punto di vista scientifico. Esistono, com'è ovvio, alcune imprecisioni tipiche dei film storici, come oggetti che non potrebbero esserci o riferimenti che non potrebbero essere fatti. Ad esempio, durante una cena Rose (Kate Winslet) accenna alle "teorie del dottor Freud" sulla preoccupazione dei maschi per le dimensioni. Ma Freud non avrebbe toccato l'argomento fino al suo libro Al di là del principio del piacere, pubblicato nel 1920, ossia 8 anni dopo la tragedia del Titanic. Per non parlare delle voci che producono eco in mezzo all'oceano.

La pellicola di James Cameron è però in questa classifica perché una grossolana imprecisione scientifica ha avuto un'evoluzione unica nel suo genere. Quando Rose si trova sdraiata su un pezzo di legno in mezzo all'Atlantico, le stelle che osserva nel cielo non sono per nulla quelle che dovrebbero essere in quel punto ed a quell'ora. La cosa fece sobbalzare sulla sedia il celebre astrofisico Neil deGrasse Tyson, che si sentì in dovere di scrivere al regista, facendogli notare come il lavoro di post-produzione in quel caso fosse "non soltanto sbagliato, ma segno di pigrizia".

"Con la mia reputazione come perfezionista, avrei dovuto saperlo ed avrei dovuto inserire il corretto campo stellare", affermò in seguito Cameron. "Quindi ho detto: 'Perfetto, mandami le stelle giuste per quel preciso momento e le metterò nel film' ". Tyson inviò quindi i dati corretti sulle stelle al regista canadese, che inserì il tutto all'interno della versione in 3D, arrivata al cinema nel 2012.

9) Guerre Stellari (tutti i film della saga, nessuno escluso)

Prima che cortei di nerd infuriati scendano in strada bruciando il logo di IBTimes, ci sia permesso di specificare che chiunque nel nostro giornale adora la saga di Guerre Stellari. Detto questo, ci sarà pure un motivo se sulla Wikipedia in inglese esiste persino una voce creata con lo scopo di illustrare la "Fisica di Star Wars". 

Un errore è più o meno comune praticamente a qualsiasi film di fantascienza: esplosioni e suoni di ogni genere nello spazio che, essendo un vuoto, non può consentire alle onde sonore di propagarsi. Il vuoto spaziale renderebbe impossibili anche le manovre compiute con le navicelle come i caccia X-Wing Starfighter, plausibili nel cielo terrestre dove gli aeromobili possono "appoggiarsi" sull'atmosfera.

Non ci va di continuare a mettere in fila troppe cose negative su Star Wars e su tutte le cose mostrate che in realtà non ci sono né mai ci saranno (non le Lightsaber, ossia le spade-laser: quelle, forse, un giorno potrebbero esistere davvero), quindi ci limitiamo ad aggiungere un'unica inesattezza: in L'Impero colpisce ancora, Han Solo ha il suo bel daffare nell'evitare di far colpire la sua navicella da uno degli oggetti del campo di asteroidi che circonda il sistema di Hoth.

Anche se l'idea di un'area piena di oggetti molto ravvicinati che sfrecciano nello spazio può risultare cinematograficamente affascinante, in realtà una delle caratteristiche dello spazio è il fatto di essere pieno, scusate l'ovvietà, di spazio: tra i vari corpi ci sarebbero distanze notevoli, tali da poterli evitare senza alcun problema. Una zona come il campo di asteroidi di Hoth può effettivamente esistere nell'universo, ma questo starebbe a significare che il sistema planetario non si sarebbe ancora formato. 

8) Vulcano - Los Angeles 1997

In genere, qualsiasi film nel quale si parli di un vulcano fa mettere le mani nei capelli ai geologi. L'errore più classico è quello di creare vulcani che sono contemporaneamente effusivi, cioè che emettono lava relativamente liquida, ed esplosivi, la cui lava si solidifica rapidamente, accumulandosi intorno alla bocca eruttiva e creando così un "tappo". 

Comunque sia, il più inaccurato film in questo genere è Vulcano - Los Angeles 1997, che aggiunge un ulteriore elemento di implausibilità: la formazione di un vulcano nel bel mezzo della metropoli californiana. Queste strutture geologiche si formano però in presenza di un cosiddetto "hot spot" o di una zona di subduzione, e nulla di tutto questo è presente nelle vicinanze di Los Angeles: la faglia di San Andreas è certamente una fonte di terremoti, ma solo di quelli.

Inoltre, la lava è calda. Intendiamo: davvero molto calda. Parliamo di una temperatura compresa fra 700 e 1.200°C, starci vicino tanto quasi da poterla toccare è un ottimo modo per procurarsi delle ustioni gravissime. Nel film, la lava non procura alcun danno ai pali della luce, che sono fatti di alluminio (temperatura di fusione: tra 650 e 700°C); in compenso, fa fondere senza problemi delle macchine con struttura in acciaio (temperatura di fusione: intorno ai 1.500 gradi).

La cenere che per quasi tutto il film svolazza nell'aria è ovviamente cenere vulcanica, che è composta da roccia, minerali vari e, soprattutto, vetro vulcanico. Nessuno dei protagonisti nel film indossa una mascherina, eppure nessuno sembra patire i problemi del copioso sanguinamento polmonare che sarebbe inevitabilmente causato dal respirare vetro per ore ed ore di fila.

7) Jurassic Park

Il super-campione d'incassi di Steven Spielberg contiene una lunga serie di errori scientifici: no, non stiamo banalmente parlando dell'impossibilità di clonare i dinosauri dal sangue delle zanzare (ci hanno provato, non si può fare), e questo nonostante l'ambra sia effettivamente eccezionale nel preservare in modo perfetto del materiale organico, almeno dal punto di vista estetico. Peraltro, sfortuna ha voluto che la zanzara imprigionata nell'ambra che l'orgoglioso fondatore del parco (Richard Attenborough) porta incastonata nella testa del suo bastone sia una Toxorhynchites rutilus, una specia di zanzara che non succhia il sangue.

Ad ogni modo, anche eliminando l'implausibilità di base, la pellicola è cosparsa di errori scientifici. Alcuni esempi: i brachiosauri non potevano alzarsi sulle zampe posteriori per nutrirsi delle foglie più alte sugli alberi, ma anche se ne fossero stati in grado sarebbero stramazzati al suolo, intossicati dagli eucalipti che nel film mangiano invece con tanto gusto.

Quando viene a sapere che un triceratopo femmina è malato, la dottoressa Sattler (Laura Dern) infila tutto il braccio in quello che, come giustamente mette in risalto il dottor Malcolm (Jeff Goldblum) è un gran bel mucchio di popò. Il problema è che è impossibile che un triceratopo possa scaricare una quantità di feci alta due metri: una montagnola del genere potrebbe al massimo essere stata prodotta da un grosso sauropode, come il brontosauro.

Ci sarebbero molte altre cose da puntualizzare, ma sarà sufficiente spiegare cosa non vada in uno dei grandi protagonisti della serie: il Velociraptor. Mostrati sullo schermo come dei grossi cacciatori "letali già a 8 mesi" ed in grado di uccidere un uomo anche soltanto schiacciandolo sotto il loro peso, i raptor erano in realtà dei dinosauri piuttosto piccoli, alti 50 cm e pesanti 15 chili. Si trattava effettivamente di una specie carnivora dotata anche di artigli retraibili lunghi fino ad oltre 6 centimetri, che però avrebbe probabilmente ritenuto un uomo adulto una preda troppo grossa da attaccare.

6) Independence Day

OK, diciamo che nel 1947 a Roswell sia davvero caduta una navicella aliena (e, come abbiamo scoperto molti anni dopo, non è così). OK, diciamo che questa navicella sia ancora in grado di volare. OK, diciamo che casualmente nell'Area 51, dove la navicella è conservata, si trovino contemporaneamente un ufficiale dell'aeronautica in grado di pilotarla come se non avesse mai fatto altro nella vita (Will Smith) ed uno scienziato coi controcavoli che ha un'idea geniale per utilizzarla (Jeff Goldblum).

OK, diciamo che i due riescano ad entrare nell'astronave madre. OK, diciamo che nonostante una tecnologia almeno due secoli avanti rispetto alla nostra nessuno degli alieni si accorga che quella navicella non è una di quelle più recenti ma è un modello di oltre mezzo secolo prima. Vi concediamo tutto quanto scritto sopra, non c'è problema.

Ma volete davvero farci credere che un computer portatile del 1996 possa permettere di hackerare il mainframe dell'astronave della suddetta avanzatissima civiltà aliena? E soprattutto: per quale sistema operativo era stato pensato il virus informatico in questione? Gli alieni adoperano Windows 95? E come avete collegato i due terminali? Cavo ethernet? BlueTooth? C'era una comoda porta USB sulla navicella?

Anche sulla Terra è un problema far parlare due computer tutto sommato simili se questi hanno due sistemi operativi differenti: due apparati che forse sono costruiti in base a due concezioni totalmente differenti potrebbero comunicare più o meno quanto un tostapane può comunicare con un ferro da stiro, figuriamoci se uno dei due potrebbe trasferire un virus sull'altro. Ah, e tutto questo senza neanche considerare che un'astronave con una massa "pari ad 1/4 di quella della Luna" causerebbe disastri naturali in serie sulla Terra molto prima dei danni causati dall'arrivo degli alieni.

5) Gravity

L'inclusione di Gravity in questa classifica è quasi doverosa: la splendida e giustamente pluri-premiata pellicola di Cuaròn non può infatti essere definita vera "fantascienza", dal momento che tutto ciò che viene mostrato è qualcosa di realmente esistente, dallo shuttle al telescopio spaziale Hubble fino all'International Space Station

Il film contiene diverse inesattezze tecnico-scientifiche che avevamo raccolto in un articolo nel periodo dell'uscita. Dovendo indicare un singolo errore, ce n'è uno di una certa importanza in quanto fondamentale per la trama: la scomparsa nello spazio di Matt Kowalsky (George Clooney).

Quando i due astronauti arrivano all'ISS Kowalsky, per evitare di trascinare con sé la dottoressa Stone (Sandra Bullock), sgancia il laccio che li univa e va alla deriva nello spazio. Ma nel vuoto l'astronauta, anche dopo essersi sganciato, sarebbe rimasto fermo, e comunque sarebbe bastato un piccolo strattone al laccio per farlo riavvicinare alla sua collega ed alla stazione spaziale. Certo, così non ci sarebbe stata la storia strappalacrime del fascinoso astronauta che si sacrifica per salvare la bella ed inesperta collega.

4) The Day After Tomorrow

Tra i più apprezzati prodotti del genere catastrofico, The Day After Tomorrow di Roland Emmerich è talmente implausibile che diversi scienziati lo ritengono addirittura pericoloso, dal momento che potrebbe di riflesso far apparire ridicoli gli allarmi lanciati dai climatologi in merito agli effetti nefasti che il riscaldamento globale ed il cambiamento climatico hanno procurato, procurano e procureranno al nostro pianeta in assenza di interventi forti e rapidi. 

Tanto per fare un esempio, perché New York venga quasi interamente sommersa servirebbe lo scioglimento di gran parte dei ghiacci dell'Antartide. Ma se anche tutti i raggi del Sole venissero puntati sul Polo Sud, questo avverrebbe in oltre due anni: per salvare la sua bella a Jake Gyllenhaal sarebbe stato sufficiente trasferirsi da qualche altra parte.

"Da una parte, sono lieto che ci sia un film con un alto budget che parla di qualcosa di fondamentale come il cambiamento climatico", ha spiegato il professor Daniel Schrag della Harvard University (che, proprio come Dennis Quaid nel film, è un paleoclimatologo). "Dall'altra parte, sono preoccupato per il fatto che la gente veda questi effetti speciali eccessivi e pensi che tutta la questione sia uno scherzo"

3) Matrix

Il capolavoro dei fratelli Wachowski (che oggi, per chi non lo sapesse, sono le sorelle Wachowski) è decisamente una pietra miliare nel cinema di fantascienza, nonché un mirabile esempio di ciò che gli effetti speciali possono produrre su uno schermo cinematografico. Ciononostante, l'intera trilogia (eh, sì, ci tocca ammettere che esistono anche due sequel) si basa su un presupposto totalmente implausibile: l'utilizzo di esseri umani come fonte energetica per le macchine.

Il corpo umano produce effettivamente dell'energia sotto forma di calore (qualche centinaio di watt quando si svolgono normali e non fisicamente impegnative attività quotidiane) che potrebbe teoricamente essere raccolta. L'idea che questo possa essere fatto creando un sistema energicamente positivo (nel quale cioè l'energia immessa è minore di quella ottenuta) è decisamente risibile.

L'energia termica prodotta dal corpo umano non viene creata dal nulla, ma come qualsiasi altra forma di energia è il prodotto di una trasformazione: deriva cioè dal cibo che assumiamo. Quindi perché alimentare un corpo per raccogliere il calore prodotto grazie a quell'alimentazione? Dato che una parte di quell'energia serve a far "funzionare" il corpo per mantenerlo in vita, sarebbe più efficiente bruciare direttamente il cibo, specie considerando che anche una buona parte dell'energia termica prodotta dal corpo non potrebbe comunque essere sfruttata.

Il sistema immaginato in Matrix svolge le seguenti funzioni: elabora ed invia al cervello la simulazione di una reale e "normale" esistenza (Matrix, per l'appunto); liquefa i cadaveri ed utilizza il prodotto per alimentare i vivi; raccoglie energia sufficiente non solo a far funzionare tutto il sistema ma anche ad alimentare tutte le attività delle macchine. Queste ultime non avrebbero mai costruito un simile capolavoro di inefficienza: si sarebbero limitate a mettere in piedi migliaia di centrali per la fissione nucleare, o magari avrebbero realizzato un'efficiente sistema di fusione nucleare

2) The Core

Allora, da dove cominciamo? Ah, sì: il film si basa sull'idea che gli Stati Uniti, collaudando un'arma potenzialmente in grado di creare terremoti a comando (e già questa è bella grossa) abbiano inavvertitamente fermato la rotazione del nucleo terrestre esterno inviando un impulso nel sottosuolo. Il che equivale più o meno a bloccare un treno in corsa tirandogli contro una fetta di pandoro. 

Ad ogni modo, il fatto che la rotazione si sia fermata ha causato il collasso del campo magnetico terrestre (sì, questo accadrebbe veramente): per questo motivo un gruppetto di eroi viene inviato a far ripartire il nucleo.

Il loro viaggio ha inizio nella fossa delle Marianne, indiscutibilmente il punto della superficie terrestre più vicino al nucleo. Ma la differenza in termini percentuali con qualsiasi altro punto del pianeta, ivi compresa la cima dell'Everest, è talmente scarsa che perdere tempo per trasportare mezzi e uomini nel mezzo dell'Oceano Pacifico equivale a elevare di qualche metro la pista di un aeroporto in modo che gli aerei possano decollare più vicini alla loro quota di crociera.

Nella loro discesa nelle profondità della Terra, i nostri eroi riescono a mantenere sempre un perfetto contatto radio con la base. E dire che noi non riusciamo a non far cadere una telefonata coi cellulari se passiamo sotto ad una minuscola galleria. Qui invece non c'è nessun problema anche se le onde radio devono attraversare migliaia di chilometri di rocce e metalli, come ad esempio l'immenso geode di ametista che il gruppo trova nel mantello. Una struttura meravigliosa che, viste temperatura e pressione che ci sarebbero in quell'area, non si sarebbe mi potuta formare.

In una delle scene più spettacolari del film, un fascio di radiazioni provenienti dal Sole riesce a fondere il metallo del Golden Gate Bridge a San Francisco, facendolo crollare nel giro di pochi secondi. C'è solo qualche piccolo problema: se anche non ci fosse il campo magnetico terrestre, la quantità di radiazione solare a microonde che arriverebbe non sarebbe lontanamente in grado di far fondere una tale quantità di metallo così rapidamente.

La cosa passerebbe da "totalmente impossibile" ad "altamente improbabile" nel caso non ci fosse più l'azione protettiva garantita dalla nostra atmosfera, ma penso vi renderete conto che se non avessimo un'atmosfera avremmo problemi ben più grandi del crollo di un ponte. Potremmo andare avanti con molti altri esempi di implausibilità scientifica in The Core, ma crediamo di aver reso l'idea.

1) Armageddon

Secondo una leggenda metropolitana (priva di fondamento), la visione di Armageddon sarebbe stata utilizzata alla NASA come test di selezione: i candidati ad un posto avrebbero dovuto individuare il maggior numero possibile dei moltissimi errori scientifici (168, secondo qualcuno) nel film campione d'incassi di Michael Bay. La storia è falsa, ma il concetto di fondo resta vero: da un punto di vista scientifico, Armageddon è un disastro.

Il singolo errore più grande? Senza dubbio quello legato all'asteroide ed alla sua distruzione. L'amministratore NASA Dan Truman (Billy Bob Thornton) spiega al Presidente degli Stati Uniti che l'oggetto in questione “è grande quanto il Texas”. Questo significa un corpo con un diametro di oltre 1.000 km, ossia più grande della maggior parte dei 182 satelliti naturali del Sistema Solare e persino più del pianeta nano Cerere. 

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Pur se non impossibile, è estremamente improbabile che un oggetto di queste titaniche dimensioni non venga individuato dai vari sistemi di sorveglianza del cielo attivi nel mondo ben prima dei 18 giorni dall'impatto con la Terra dei quali si parla nel film. Ma ad essere particolarmente inverosimile è la metodologia scelta per distruggerlo: piazzare una "normale" testata nucleare 800 piedi (244 metri) sotto la sua superficie.

Questo significa che la bomba sarebbe penetrata per una minuscola frazione (all'incirca 1/5000) della profondità possibile. Considerando come sarebbe stato necessario utilizzare una testata nucleare incredibilmente potente per spaccare effettivamente in due l'asteroide, l'intera operazione equivarrebbe a piazzare un piccolo petardo una frazione di millimetro sotto la superficie di una robusta sfera di ferro grande quanto un pallone da calcio e sperare che questo basti a farla aprire in due.