"I 2 soliti idioti" arrivano al cinema. Recensione.

di 19.12.2012 13:38 CET
I 2 soliti idioti
Da sinistra Fabrizio Biggio (Gianluca) e Francesco Mandelli (nei panni di Ruggero De Ceglie) sul set de "I 2 soliti idioti" Medusa/Taodue

I 2 soliti idioti: tornano al cinema le coppie irriverenti del duo Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, figlie della sit com di successo su Mtv alla quarta  stagione: I soliti idioti. Rispetto al primo film dell'anno scorso, stavolta il racconto è più tagliato sui personaggi simbolo della serie: "Father and son" cioè il padre rozzo e cinico Ruggero De Ceglie e il figlio sfigato dal golfino perbenista Gianluca. I due sono in fuga da criminali russi e vanno dritti al matrimonio di Gianluca (Biggio) pronto a sposarsi con Fabiana. Durante la cerimonia Ruggero (Mandelli) mentre è spaparanzato a piedi nudi sul banco della Chiesa apprende che la Guardia di Finanza gli sta sequestrando l'impero del wurstel e tutti i conti. Per riavere i suoi soldi il cinico Ruggero, affiancato da un'insolita e bellissima badante (Miriam Giovanelli), non esiterà a usare come strumento il povero figlio e il padre di Fabiana, interpretato da un Teo Teocoli nel ruolo del professore rigoroso, chiaro riferimento a Mario Monti.

Con il cambiamento di rotta di De Laurentiis verso la commedia romantica, Colpi di fulmine, il ruolo non dichiarato di "cinepanettone" se lo prende I 2 soliti idioti, film che nel suo primo capitolo, l'anno scorso si porto con sé oltre al grasso malloppo (12 mln di euro) una fitta scia di polemiche: volgare, degradante gli attributi con sinonimi più frequentati nei giudizi. Quest'anno naturalmente non è avvenuto nessun repulisti e inoltre la parolaccia, la famosa "dai cazzo, Gianluca!", è entrata ormai nel linguaggio comune. Chiariamolo subito, il problema non è la volgarità: il cinema le ha sempre fatte sentire. Il cinema, anche quello grandissimo, è pieno di parolacce, due esempi per tutti Pulp Fiction e Full Metal Jacket. Lungi ovviamente dal voler fare paragoni inesistenti, si è d'accordo con Mandelli che in conferenza stampa ha detto che: «la vera volgarità non è la parolaccia ma persone come Ruggero che cercano sempre la scorciatoia». Sacrosanto. Infatti ne I 2 soliti idioti la fiumana del turpiloquio potrà infastidire qualcuno ma, ribadiamo, non è il problema centrale. Quello che depotenzia l'intento satirico del film è una pura difficoltà cinematografica: il film è noioso. Biggio e Mandelli sono anche tra gli autori della sceneggiatura e per loro stessa ammissione, sempre durante la conferenza stampa, hanno dichiarato di aver spesso scritto la sceneggiatura sul set e di frequente di aver cambiato idea prima di girare, e forse è questo il difetto principale: una scrittura non solida, spesso stravolta, e soprattutto non adattata allo specifico cinematografico. C'è un accenno di storia, ma in realtà la pellicola è uno stiracchiamento ad libitum delle gag della sitcom, che in tv funzionano, ma spalmate in 90 minuti si sgasano. Un continuo "dai cazzo!" e risposte simili, con variazioni sul tema che però alla fine non fanno ridere quanto dovrebbero. I personaggi rimangono uguali a se stessi dall'inizio alla conclusione, e anche l'idea innovativa di portare un padre cinico e mai buono in un film natalizio sfiorisce dietro la noia, nemmeno la regia lineare di Enrico Lando può qualcosa. Nota di merito la colonna sonora: da Jeeg robot d'acciao alla mitica prima sigla del celebre Lupin dell'orchestra Castellina Pasi il pubblico ne avrà da canticchiare.

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