I misteriosi segnali radio dallo spazio? "Sistema di propulsione alieno", secondo scienziati USA

Un'immagine della Via Lattea sopra l'osservatorio del Paranal
Un'immagine della Via Lattea sopra l'osservatorio del Paranal ESO (CC BY 4.0)

In campo scientifico, pochi misteri possono vantare il fascino esercitato dai Fast Radio Burst (FRB, in italiano: "Veloce lampo radio"), delle pulsazioni radio provenienti dallo spazio profondo la cui origine è al momento sconosciuta e che hanno lasciato perplessi gli astrofisici sin dalla loro prima rilevazione, avvenuta nel 2007.

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I Fast Radio Burst, che rappresentano delle emissioni di energia enormi (più o meno quanta ne emette il Sole in un mese), hanno una durata estremamente breve , limitata a pochi millisecondi. Questa caratteristica ne rende particolarmente difficile l'osservazione: soltanto ad inizio 2015 è stato possibile captarne uno "dal vivo"; prima di allora, i FRB erano sempre rilevati retroattivamente, ossia analizzando i dati di alcuni telescopi.

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Negli anni in merito all'origine dei Fast Radio Burst sono state fatte varie ipotesi, che generalmente riguardano cause naturali come l'espulsione di materiale da un buco nero o l'esplosione di una supernova. È stato anche ipotizzato in passato che certe regolarità nell'emissione degli FRB potessero essere il segno del coinvolgimento di una civiltà aliena che prova a comunicare.

Si tratterebbe quindi, nel caso, di un'emissione "volontaria". Alcuni scienziati dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics hanno però proposto una nuova ipotesi: misteriosi Fast Radio Burst non sarebbero né la conseguenza di fenomeni naturali né un tentativo di comunicazione, ma sarebbero bensì provocate da un avveniristico sistema di propulsione utilizzato da una civiltà aliena.

"I Fast Radio Burst sono estremamente luminosi a causa della loro breve durata e dell'origine a grandi distanze, e non abbiamo ancora identificato una possibile fonte naturale con una qualsiasi sicurezza", spiega Avi Loeb, co-autore di un paper al riguardo che sarà pubblicato su Astrophysical Journal Letters e che è consultabile su arXiv. "Un'origine artificiale è degna di essere contemplata e controllata".

L'ipotesi delineata da Loeb e dal suo collega Manasvi Lingam vede l'origine dei misteriosi segnali da un gigantesco trasmettitore radio costruito come parte del sistema di propulsione di astronavi che sfruttano delle grosse vele per consentire a delle civiltà aliene di muoversi nello spazio. Se l'idea di una "navigazione a vela" nello spazio vi suona assurda, sappiate che vi sbagliate di grosso.

La propulsione fotonica, nonostante il nome degno di un film di fantascienza, viene considerata concettualmente più che fattibile: l'imprenditore russo Yuri Milner e l'astrofisico Stephen Hawking, ad esempio, sono dietro ad un progetto che prevede la creazione di una flotta di minuscole navicelle in grado di viaggiare a circa 1/5 della velocità della luce grazie ad una vela nella quale dovrebbe "soffiare" un laser.

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Se veramente fosse questo a provocare i misteriosi segnali, ciò che degli osservatori dalla Terra potrebbero vedere sarebbe per l'appunto un velocissimo lampo, perché la "vela", il pianeta vicino, la stella intorno al quale orbita e la galassia che ospita tutto questo sarebbero in movimento relativo rispetto a noi. Di conseguenza, il raggio punterebbe nella nostra direzione soltanto per un tempo estremamente ridotto.

Per quanto quella del sistema di propulsione alieno sarebbe una soluzione incredibile a questo mistero, gli stessi ricercatori sono a conoscenza della natura altamente speculativa di questa ipotesi: "La scienza non è una questione di credenze: è una questione di prove", ha affermato Loeb quando gli è stato chiesto se credesse possibile un'origine aliena per i Fast Radio Burst. "Decidere cosa sia probabile prima del tempo limita le possibilità. Conviene mettere le idee lì fuori e lasciare che siano i dati a giudicare".

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