I problemi di Bernanke: lo scandalo Libor, la crescita USA debole ed il Q.E. III

di 18.07.2012 7:06 CEST
Il Presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke
Il Presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke Reuters

NEW YORK - La situazione europea non migliora e l'economia USA sembra puntare dritta verso una situazione di stallo: "una crisi europea e una mancata soluzione del problema fiscale americano potrebbero danneggiare la crescita interna" cita Bernanke. Il presidente della FED è accerchiato dalle richieste di un nuovo alleggerimento quantitativo, il terzo della serie. L'economia debole, sotto il 2% di crescita annuale, e la disoccupazione fissa all'8.2% sono due campanelli d'allarme che la Federal Reserve non può ignorare. "Ci stiamo chiedendo - afferma lo stesso Bernanke - se c'è una ripresa sostenibile nel mercato del lavoro o se siamo paralizzati nella melma. Di certo reagiremo a qualunque segnale di rischio deflazionistico".

Il quadro congiunturale sembra, quindi, spingere la Fed verso una nuova tornata di acquisti sui titoli obbligazionari e quindi verso un Quantitative Easing III. Bernanke non si sbottona a tal proposito: "Teniamo la situazione sotto controllo ma per ora non abbiamo preso alcuna decisione su come intervenire". I mercati, d'altro canto, dando già per scontato il Q.E. III, stanno focalizzando lo studio semplicemente sul << quando >> accadrà e sul << come >> verrà effettuato il nuovo alleggerimento.

Il 31 Luglio è in programma la prossima riunione del FOMC, Federal Open Market Committee, il comitato che decide le direzioni della politica monetaria: tutti gli indizi portano a cerchiare questa data come tappa fondamentale per il nuovo programma americano.

Capitolo Libor - Come se i problemi fin qui analizzati non fossero sufficienti, Bernanke si è anche ritrovato al centro dello "scandalo Libor". Il presidente della FED ha ammesso di esser stato al corrente delle manipolazioni del tasso interbancario fin dal 2008. Difendendosi ha ammesso: "Abbiamo segnalato i problemi e dato consigli ma non siamo stati ascoltati". Una difesa molto sui generis visto che Bernanke non ha esternato nemmeno una semplice parola in una delle otto conferenze semestrali tenute dal 2008 ad oggi. Alla domanda sul perché non ne avesse mai parlato pubblicamente, l'interessato ha ricordato che "il silenzio è d'oro" e non ha proferito parola. 

 

 

 

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