I "re" delle slot machine ancora una volta salvati dal Decreto Imu

di 15.10.2013 10:19 CEST
Truffa
Banconote da 100 euro Reuters

Dovevano essere 600 i milioni che il Governo avrebbe incassato con la multa inflitta ai dieci gestori di slot machine, condannati per aver evaso 98 miliardi di euro. Oggi, invece, arriva la notizia: l'ammontare complessivo della multa si riduce a 500 milioni, corrispondente al pagamento del 20% dell'iniziale multa da 2,5 miliardi di euro.

La sanzione da 2,5 miliardi di euro, comminata dalla Corte dei Conti nella sentenza di primo grado, deriverebbe da alcuni problemi sorti tra la magistratura contabile e i gestori del gioco d'azzardo, che tra il 2004 e il 2006 non avrebbero collegato le  "macchinette" dei propri locali al sistema informatico predisposto dalla Sogei, la società di Information and communication technology del ministero dell'Economia e delle Finanze, così da evadere 98 miliardi di euro.

Con l'abolizione dell'Imu e il successivo condono, le dieci società in questione avevano già ottenuto uno sconto della pena, con il pagamento del 25% della multa iniziale, per un totale complessivo di 600 milioni di euro. L'emendamento sul Decreto Imu presentato alla Camera in questi giorni consente di chiudere definitivamente il contenzioso con Corte dei Conti, con uno sconto dell'80%, per un ammontare complessivo a 500 milioni di euro. L'agevolazione verrà concessa a chi pagherà subito, al fine di incentivare i versamenti.

Qualora i dieci concessionari decidessero di aderire alla proposta di legge e quindi al pagamento del contenzioso per aver violato gli obblighi di servizio, la ripartizione delle multe, rimodulate al 20%, vedrebbe Bplus coinvolta nel pagamento di 179 milioni di euro (a fronte degli 845 milioni in primo grado, passati poi a 211,2 milioni di euro a seguito del condono), Cirsa Italia nel pagamento di 24 milioni (a fronte dei 120 milioni prima, passati poi a 30 milioni),  Sisal 49 milioni (a fronte dei 245 milioni contestati dalla Corte dei Conti), Gtech 20 milioni (dagli iniziali 100 milioni in primo grado), Gmatica 30 milioni (a fronte dei 37,5 milioni e della multa iniziale di 150 milioni), Codere 23 milioni (115 passati poi a 28,7 milioni di euro), HBG 40 milioni (rispetto ai 50 milioni a seguito dello sconto), Gamenet 47 milioni (a fronte di una multa ridotta a 63,7 dai 235 milioni iniziali), Cogetech 51 milioni (rispetto agli iniziali 255 milioni di euro) e Snai 42 milioni (210 milioni, passati a 52,5 milioni con lo sconto del 75%).

Il Governo vede così sfumare, ancora una volta, la possibilità di coprire il mancato gettito della prima rata dell'Imu, una possibilità già sfumata con il condono da 600 milioni di euro che avrebbe assicurato la copertura di un quarto dei 2,4 miliardi di euro necessari per l'Imposta Municipale Unica.  

Si attende dunque la discussione alla Camera della proposta, dalla quale potrebbe derivare o meno, l'applicazione della clausola di salvaguardia (art.15 del Decreto), che porterebbe l'aumento della misura degli acconti fiscali Irpef, Ires e Irap e dell'aumento delle accise.