Il divieto di indossare la croce viola la Convenzione dei Diriti Umani

di 16.01.2013 11:58 CET
Chiesa 'rischia' esenzione Imu
Non si esclude un cambiamento all'ultimo minuto Reuters

Dopo sette anni, la sentenza è arrivata: Strasburgo ha dato ragione ad una dipendente della British Airways a cui l'azienda aveva vietato di indossare una croce al collo poichè in contrasto con l'impostazione di assoluta neutralità della Compagnia: secondo i giudici con questo divieto, sarebbe stato violato l'articolo 9 della Convenzione Europea detenente della libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

Sentenza epocale di diritto internazionale che, a quanto pare, andrebbe a ridefinire i limiti della libertà religiosa  più volte oggetto di sentenza al Tribunale internazionale (ricordiamo ad esempio il burqa) .

Su Holy Press la giornalista Gabriella Ceraso ha chiesto un parere della sentenza alla professoressa di Diritto Internazionale Monica Lugato che, oltre a definire questa decisione molto complessa perchè avrebbe racchiuso in sè quattro casi riuniti (uno diverso dall'altro) ha indicato il tema della manifestazione della religione come uno dei temi scottanti da dover trattare con una delicatezza estrema:" il caso della British Airwais mi sembra una sentenza condivisibile in quanto alla dipendente era stato negato di indossare una croce molto discreta, considerando poi che la stessa compagnia avesse poi modificato le regole sull'uniforme, ammettendo che i dipendenti potessero indossare simboli simili."

Sembra che la percezione della Corte Internazionale riguardo il tema delle libertà religiose quindi stia cambiando, aprendosi ad una nota positiva anche se come la stessa professoressa denota :" Il messaggio che viene dalla sentenza è che c'è una grande attenzione al diritto alla libertà religiosa e in realtà, è una consapevolezza che questo fa parte:identifica una persona e che quindi le restrizioni a questo diritto debbano essere valutate tenendo pienamente conto del carattere fondamentale di questo diritto identitario. Però, al tempo stesso bisogna valutare queste restrizioni tenendo conto che ci sono altri diritti che possono essere messi in gioco. "

 

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