Il drone ad energia solare di Facebook vola di nuovo, e stavolta non si schianta [VIDEO]

  • Aquila, l'enorme drone ad energia solare con il quale Zuckerberg intende portare connessione ad internet nelle zone più disagiate del pianeta.
    Aquila, l'enorme drone ad energia solare con il quale Zuckerberg intende portare connessione ad internet nelle zone più disagiate del pianeta. Facebook
  • Aquila, l'enorme drone ad energia solare con il quale Zuckerberg intende portare connessione ad internet nelle zone più disagiate del pianeta.
    Aquila, l'enorme drone ad energia solare con il quale Zuckerberg intende portare connessione ad internet nelle zone più disagiate del pianeta. Facebook
  • Aquila, l'enorme drone ad energia solare con il quale Zuckerberg intende portare connessione ad internet nelle zone più disagiate del pianeta.
    Aquila, l'enorme drone ad energia solare con il quale Zuckerberg intende portare connessione ad internet nelle zone più disagiate del pianeta. Facebook
1 of 3

Aquila, il poderoso drone di Facebook alimentato ad energia solare, ha completato con successo il proprio secondo volo di test eseguendo un perfetto atterraggio: quest'ultimo particolare non è decisamente un dettaglio, considerando come al proprio debutto l'aeromobile abbia concluso la sua missione con un "crash landing" a causa di un cedimento strutturale dovuto ad un anomalo colpo di vento. In altre parole, si è schiantato sulla pista di un aerodromo nei pressi di Yuma, Arizona.

Il secondo volo di Aquila è stato completato il 22 maggio, ma Facebook ha dato notizia del risultato ottenuto soltanto qualche ora fa. I tecnici del social network hanno specificato di aver "preso in considerazione le lezioni apprese con il nostro primo volo", completato lo scorso giugno: questo li ha presumibilmente aiutati ad ottenere un esito diverso per l'operazione.

LEGGI ANCHE: L'aereo supersonico "silenzioso" della NASA è un passo più vicino [VIDEO]

L'elenco delle modifiche apportate all'aeromobile è infatti piuttosto lungo e comprende centinaia di nuovi sensori per la raccolta dei dati, delle winglet sulle ali per migliorare la resistenza aerodinamica e ridurre il carico nella fase di approccio per l'atterraggio, modifiche del software dell'autopilota e nuovi sistemi di comunicazione.

Queste ed altre modifiche hanno permesso dei miglioramenti delle prestazioni, come l'incremento del rateo di salita, registrate nel corso del secondo volo, che ha avuto una durata di 1 ora e 46 minuti trascorsi sul deserto dell'Arizona e nel corso del quale è stata raggiunta una quota massima di 3.000 piedi (circa 914 metri).

"I dati raccolti saranno utilizzati per raffinare i nostri modelli aerodinamici, il che ci aiuterà a prevedere l'utilizzo d'energia e quindi ad ottimizzare le dimensioni della batteria e dei pannelli solari", ha spiegato Martin Luis Gomez, direttore delle piattaforme aeronautiche per Facebook.

LEGGI ANCHE: Elon Musk e Marte: i dettagli del suo piano di colonizzazione umana

Il team di Facebook continuerà adesso a migliorare il drone, che grazie alla sua struttura in fibra di carbonio ha un peso di poco più di 400 kg, nonostante l'apertura alare di 28 metri, ossia all'incirca quella di un Boeing 737. Alla fine, la società di Menlo Park prevede di far volare questi aeromobili fino a 90 giorni alla volta per fornire accesso ad internet entro un raggio di circa 100 km.

"Nessuno ha mai costruito un aereo senza pilota che volerà per mesi ogni volta, quindi abbiamo bisogno di mettere tutto a posto", ha scritto Mark Zuckerberg, fondatore e CEO della società, in un post pubblicato sul suo profilo. "Quando Aquila sarà pronta, ci sarà una flotta di droni ad energia solare che consentirà di avere una connessione internet nel mondo. Oggi oltre metà della popolazione mondiale, 4 miliardi di persone, non può ancora accedere alla rete. Un giorno, Aquila aiuterà a cambiare la situazione".

ORA GUARDA: Asgardia, la prima "nazione nello spazio", sta per creare il suo territorio in orbita