Il "misterioso" aereo dell'aeronautica USA atterra dopo due anni in volo [VIDEO + FOTO]

  • L'X-37B OTV-4 sulla pista del Kennedy Space Center
    L'X-37B OTV-4 sulla pista del Kennedy Space Center US Air Force
  • L'X-37B OTV-4 sulla pista del Kennedy Space Center
    L'X-37B OTV-4 sulla pista del Kennedy Space Center US Air Force
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Un "misterioso" aereo senza pilota dell'aeronautica statunitense, è tornato sula Terra nella giornata di domenica 7 maggio, ponendo fine ad una missione che lo ha tenuto in volo per quasi due anni. L'X-37B Orbital Test Vehicle (OTV) è atterrato sulla pista del Kennedy Space Center, dopo aver prodotto un boom sonico distintamente udito in larghe aree della Florida Centrale.

L'X-37B, che ha trascorso 718 giorni nello spazio, è definito dall'aeronautica come "la più nuova ed avanzata navicella in grado di rientrare": è già la quarta volta che l'aereo conduce un lungo viaggio intorno alla Terra dall'aprile 2010 ad oggi, motivo per il quale questa missione aveva il nome OTV-4. Per questo specifico aeromobile si trattava del secondo volo.

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"L'atterraggio dell'OTV-4 segna un altro successo per il programma X-37B e per la nazione", spiega il tenente colonnello Ron Fehlen, responsabile del programma dell'aereo. "Questa missione ancora una volta stabilisce un record di permanenza in orbita e segna il primo atterraggio in Florida del veicolo. Siamo incredibilmente lieti della performance del veicolo spaziale ed eccitati riguardo i dati catturati per supportare le comunità scientifiche e dello spazio".

boeing x-37b Un Boeing X-37B prima del lancio  US Air Force

In effetti, trattandosi di un progetto relativo al settore della difesa con molti aspetti tenuti segreti dall'aeronautica, ci sono molte cose non particolarmente chiare in merito all'utilizzo dell'aereo. Ad ogni modo, l'USAF sostiene che l'obiettivo sia quello di "effettuare esperimenti che possano essere riportati sulla Terra per essere esaminati e testare delle tecnologie per navicelle riutilizzabili che supportino il futuro nello spazio dell'America".

Il concetto della riutilizzabilità sembra essere diventato assolutamente centrale nel settore spaziale statunitense, e non solo in campo pubblico/militare ma anche in quello privato. Basti pensare ai risultati ottenuti dalla SpaceX di Elon Musk, che nelle scorse settimane è riuscita per la prima volta a portare a compimento una missione sfruttando il primo stadio di un razzo che aveva già volato nello spazio.

Anche la Blue Origin di Jeff Bezos sta già operando in questo senso, pur essendo ancora soltanto alla fase di test. La possibilità di riutilizzare almeno in parte i materiali sfruttati per il lancio è considerata un passo fondamentale per ridurre i costi dell'accesso allo spazio, e questo vale anche nell'ambito pubblico vista la necessità di dover fronteggiare budget stagnanti o che addirittura diminuiscono.

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Al momento esistono due esemplari di X-37B: costruiti dalla Boeing Defense, Space & Security, gli spazioplani sono lunghi poco meno di nove metri e hanno un'apertura alare di 4,55 metri, ossia relativamente ridotta. L'alimentazione è garantita da celle solari all'arseniuro di gallio con batterie agli ioni di litio.

Uno degli aspetti più interessanti del programma dell'X-37B è il progressivo aumento del tempo trascorso in orbita dalla prima missione nel 2010: OTV-1 ha volato per 224 giorni, OTV-2 per 468, mentre OTV-3 ha passato 675 giorni nello spazio. La quinta missione partirà nuovamente da Cape Canaveral in un non meglio specificato momento nel 2017.

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