Il titolo Tesla è ancora una buona occasione di investimento?

Tesla, Pechino
Uno showroom Tesla a Pechino REUTERS/Kim Kyung-Hoon/File Photo

Tesla Motors si trova probabilmente ad attraversare uno dei suo momenti più critici da quando è stata fondata nel 2003. La giovane compagnia guidata da Elon Musk ha avuto finora il merito di riportare all’attenzione di tutto il settore automobilistico il segmento dell’elettrico, che è sempre rimasto a margine dei piani di produzione delle compagnie più tradizionaliste. Tesla è riuscita a convincere il pubblico con la sua Tesla Roadster, dando prova di quanto le auto elettriche potessero essere una valida alternativa a quelle alimentate da combustibili fossili senza rinunciare alla potenza che caratterizza le auto più sportive, ma rimangono forti problemi di liquidità che al momento vengono tamponati dall'entusiasmo di quegli investitori che scommettono sulla vision aziendale e sono poco interessati al profitto.

IL BOOM DI MODEL S E DEL TITOLO IN BORSA

Il successo della compagnia si è avuto con l’arrivo sul mercato della Model S, che con oltre 100.000 vetture vendute in tutto il mondo ha lanciato l’azienda di Musk a guida del segmento dell’elettrico e per il modo con cui si è posizionata la Tesla può oggi essere considerata una first mover.

L’accoglienza e la simpatia del pubblico verso la Tesla è anche data da una vision aziendale che si intreccia con temi sensibili e critici come la sostenibilità energetica e i cambiamenti climatici: “accelerare l’avvento del trasporto sostenibile introducendo vetture convincenti per il mercato di massa al più presto possibile”, si legge in una nota di Musk riportata sul sito blog dell’azienda.

A questo bisogna aggiungere che Tesla si configura come una delle aziende più innovative che ci sono sul mercato - non solo quello automobilistico - e sta contribuendo in misura notevole allo sviluppo della guida automa. Ricordiamo infine il ruolo carismatico di Elon Musk, che è per Tesla un po’ quello che è stato Steve Jobs per la Apple.

Vision aziendale, qualità e cura per i dettagli, innovazione e carisma del fondatore sono alla base del successo che Tesla sta riscuotendo tra il pubblico.

La compagnia, con l’accoglienza fatta registrare dalla Model S, ha avuto senza ombra di dubbio il merito di dare una scossa al mercato e forzare le altre imprese automobilistiche ad aumentare la quota di investimento e ricerca per il comparto elettrico, oltre a dare una spinta notevole al rilancio delle auto a guida automa. Sotto questo punto di vista l’impressionante rialzo fatto registrare dal titolo nel biennio 2013-2014 appare abbastanza giustificato, pur se tiene conto di aspettative future troppo ottimiste.

Il mercato e gli analisti sono abbastanza concordi sul fatto che attualmente il settore auto si trova in una fase di cambiamento importante e che l’industria come la conosciamo oggi verrà totalmente rivoluzionata nei prossimi due decenni. Una transizione in cui l’utilizzo dei combustibili fossili viene dato in costante decrescita. Prima che la visione di Musk si concretizzi potrebbe quindi essere solo una questione di tempo, ma tanto più ce ne vorrà tanta maggiore è la probabilità che Tesla vada incontro a grossi problemi di liquidità.

TROPPI NODI DA SCIOGLIERE PER IL MERCATO DI MASSA (PER UNA COMPAGNIA COSÌ A CORTO DI LIQUIDITÀ)

La Tesla avrebbe bisogno di riuscire ad avere successo nel mercato di massa “al più presto possibile”. Il problema sta nel quantificare il periodo temporale in cui l’azienda potrà sopravvivere senza compromettere totalmente la pianificazione iniziale. Come più volte ribadito da Musk, l'obiettivo della compagnia - almeno in questa fase - non è quello di generare profitti e utili ma bensì cercare di liberare il mondo dalle auto alimentate a combustibili fossili promuovendo una mobilità più sostenibile, e rendere quindi il mondo meno inquinato e salvarlo dalla catastrofe climatica. Un fine nobile che però dovrà misurarsi con le capacità dell'azienda di avere un certo equilibrio: gli investitori per quanto possano essere sensibili ai temi ambientali saranno probabilmente disposti a sacrificare solo una quota del loro patrimonio e solo per un certo periodo di tempo. 

La Tesla Motors in questa fase fatica enormemente a generare profitti e ad oggi si ritrova con un margine di profitto netto di -23,1. In pratica per ogni dollaro speso la compagnia perde 23 centesimi circa. Negativo (-18,7) è anche il margine operativo. Parliamo quindi di un’azienda che non riesce a generare profitti, anche se le entrate derivanti dalla vendite delle auto rimangono comunque in crescita. 

Ad ogni modo, l'azienda, servendo un mercato di nicchia tutto sommato ristretto, sembra aver trovato un suo equilibrio e le perdite appaiono accettabili per gli investitori. La situazione potrebbe invece peggiorare se si tentasse di arrivare con troppa fretta al mercato di massa. Per farlo servirebbero investimenti infrastrutturali enormi (e quindi assumersi maggiori rischi), che probabilmente gli investirori non sono disposti ad accettare. L'unica cosa che può fare la Tesla è continuare con il suo approccio graduale di avvicinamento al mercato di massa, ma intanto il tempo scorre e i competitor non rimarranno certo alla finestra a guardare. 

A creare ulteriori dubbi c’è anche la scarsa liquidità di cui gode la compagnia, decisamente insufficiente per sostenere tutti gli investimenti strutturali necessari per poter servire il mercato di massa. Sotto questo punto di vista la Tesla se la dovrà vedere non solo con le attuali aziende automobilistiche, pronte a modificare il proprio piano di produzione in ogni momento, ma anche con attori in entrata come la Apple che possono contare su ben altri margini di spesa e investimento. Ad alcuni investitori non è poi piaciuta l’acquisizione di Solar City (altra compagnia di Musk), che pur essendo funzionale ai piani di Tesla non fa altro che aumentare i problemi legati alla liquidità della società.

COSA CI DICE L'ANALISI TECNICA DEL TITOLO

A livello tecnico possiamo dire che il titolo della Tesla Motors si trova in una fase di medio-lungo periodo caratterizzata da sostanziale lateralità con spinta al rialzo.

Tesla, grafico mensile Sul timeframe mensile si può notare l'incredibile rialzo da quando l'azienda si è quotata in borsa. Attualmente il titolo è in una fase laterale con tendenza rialzista.  IBTimes Italia / XTB

Il canale di lungo periodo lo abbiamo tracciato sul grafico mensile, ed è compreso tra 110 dollari per azione a 295 dollari per azione. Solo sotto l’ultimo supporto (110 dollari) riportato su questo timeframe l’andamento rialzista del titolo sarebbe totalmente compromesso.

Da fare tuttavia attenzione anche al canale più stretto, quello compreso tra il livello poco inferiore ai 200 dollari per azione ai 295 dollari per azione. La rottura decisa di questo supporto darebbe un primo segnale di debolezza del titolo al mercato. Una forte rottura si è già avuta con la candela di gennaio, che però poi è tornata positiva nelle ultime sessioni del mese lasciando dietro di sé una lunga lower shadow.

Tesla, grafico settimanale Sul grafico settimanale possiamo notare un potenziale testa e spalla invertito.  IBTimes Italia / XTB

Sul timeframe settimanale abbiamo invece sottolineato un potenziale testa e spalla invertito, con la neckline che coincide con la linea ribassista disegnata a partire dai massimi di swing via via più bassi. La rottura al rialzo di questa linea darebbe nuovamente slancio al movimento rialzista.

Tesla, grafico giornaliero Il titolo inizia a disegnare massimi decrescenti. I prezzi cercano di risalire dopo la discesa di febbraio.  IBTimes Italia / XTB

Sul grafico giornaliero, vediamo come il titolo stia provando a recuperare dopo la forte caduta di inizio anno anche se con una certa fatica. I prezzi rimangono abbastanza lontani dai massimi di sempre raggiunti nel 2014 e la tendenza a far registrare massimi decrescenti sta comprimendo i prezzi in un triangolo discendente. Confermiamo quindi che l’uscita al rialzo da questo triangolo sarebbe un ottimo segnale da parte del titolo per tentare di aggredire i massimi di sempre. In caso di superamento dei 300 dollari per azione il target da tenere d’occhio sono i 400 dollari per azione.

In caso di rottura della trendline rialzista di breve-medio periodo (quella tratteggiata verde sul timeframe giornaliero) il titolo andrebbe prima a testare i minimi di febbraio e successivamente il supporto rappresentato dall’ultimo livello del più ampio canale laterale, a 110 dollari per azione.