ILVA, confermato il sequestro del polo industriale

di 07.08.2012 13:26 CEST
L'Ilva di Taranto
L'Ilva di Taranto Reuters

Il tribunale del Riesame ha confermato il sequestro dell'Ilva nonché gli arresti domiciliari per Emilio e Nicola Riva, ex presidenti dell'Ilva, e per l'ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso.  

La chiusura forzata di una parte dell'acciaieria Ilva di Taranto, la più grande d'Europa, farà diminuire del 5% la produzione della regione, creando un calo delle forniture a breve termine che potrebbe far salire i prezzi dopo cinque mesi di ribassi.

Il mese scorso, la procura tarantina ha ordinato il sequestro di parte dello stabilimento - si cui è atteso domani il pronunciamento del tribunale del Riesame - e otto persone sono state messe ai domiciliari nell'ambito di un inchiesta sull'inquinamento provocato dall'impianto.

Secondo gli analisti, se l'impianto non sarà dissequestrato, si creerà una carenza di forniture a breve termine che farà salire i prezzi nell'Europa meridionale.

"Potremmo assistere ad uno shock, simile nel risultato se non nel metodo, all'azione Bush S201 negli Usa nel 2002, che provocò un aumento repentino dei prezzi sul timore della scarsità di prodotto, e anche dei titoli azionari", spiega l'analista di Credit Suisse Michael Shillaker.

L'amministrazione Bush nel 2002 maggiorò del 30% la buona parte delle categorie di acciaio importato negli Usa, conosciuto come S201.

I concorrenti dell'Ilva che potrebbero beneficiare del suo stop sono piccole società come Arvedi, nel nord Italia, e grandi produttori europei come ArcelorMittal, ThyssenKrupp and Tata Steel, che possono produrre prodotti simili a quelli dello stabilimento di proprietà del gruppo Riva.

"Ci sono grosse probabilità di vedere prezzi più alti entro la fine di settembre, una volta che l'Europa sarà tornata dalle vacanze estive, visto che l'Ilva è uno dei più grossi impianti a livello europeo", sostiene Colin Hamilton, analista di Macquarie. "E' un grosso fornitore dell'industria automobilistica italiana. Probabilmente ne beneficerà l'impianto AcelorMittal di Fos-sur-Mer, vicino a Marsiglia". 

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