Imu bocciata dall'Ue: "deve essere progressiva"

  | 08.01.2013 16:21 CET
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Repertorio: Euro

Imu necessaria, ma così com'è non piace. Parola dell'Unione Europea, che non si sbottona molto in merito al balzello sulla prima casa soltanto perché argomento di campagna elettorale in Italia, ma che tuttavia lascia intendere che così com'è la tassa più odiata d'Italia non funziona. Lo spettro della povertà è alle porte, e se l'Imu presenta degli aspetti di equità ne ha altrettanti che andrebbero limati.

È l'analisi del Rapporto Ue 2012 su Occupazione e sviluppi sociali, in cui si legge che "le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla disuguaglianza sociale in Estonia e Italia e si ritiene che aumentino leggermente la povertà in italia". La causa, stando all'Ue, è che l'Imu manchi di progressività.

Introdotta nel 2012 "a seguito di raccomandazioni sulla riduzione di un trattamento fiscale favorevole per le abitazioni" e "basata sull'effetto distorsivo relativamente basso delle tasse sulla proprietà e il basso tasso di evasione, l'Imu -riconoscono da Bruxelles- include alcuni aspetti di equità", il riferimento è ai 200 euro per la prima casa, alle deduzioni supplementari in caso di figli a carico, e alla marcata differenziazione del tasso di imposizione tra prima e seconda casa. 

Tuttavia la Commissione europea avverte: "altri aspetti potrebbero essere ulteriormente migliorati in modo da aumentarne la progressività". Il suggerimento è quello di aggiornare i valori del reddito catastale, di introdurre deduzioni non basate sul reddito e di migliorare la definizione di residenza principale e secondaria. 

Il parere della Commissione europea non fa altro che rafforzare la battaglia di Tremonti che ora affronterà la sua richiesta di rimborso dell'Imu -tassa che l'ex ministro definisce incostituzionale- con maggior forza e convinzione.

 

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