India e Pakistan sull'orlo di una guerra per l'acqua? Ecco cosa sta succedendo in Kashmir

di 01.10.2016 8:58 CEST
india pakistan
Soldati indiani al confine con il Pakistan Danish Ismail/Reuters

Le tensioni tra India e Pakistan sono in crescita e nonostante tutti gli occhi siano puntati sulla disputa del Kashmir, un altro conflitto sta ribollendo tra le due potenze nucleari del subcontinente, un conflitto che riguarda l'acqua.

Gli esperti avvertono da tempo che i conflitti in futuro riguarderanno l'approvvigionamento di risorse idriche. Adesso un cruciale trattato per la distribuzione dell'acqua tra India e Pakistan rischia di essere rotto, con il primo ministro indiano Narendra modi che potrebbe scegliere di usare l'acqua come arma di ritorsione per i recenti atti di violenza al confine.

IBTimes UK ha riassunto tutto quello che bisogna sapere riguardo l'escalation di una possibile guerra per l'acqua nel subcontinente.

Cosa prevede il trattato per le acque dell'Indo?

Acqua India Pakistan Un bambino beve in un campo per rifugiati del Kashmir  REUTERS/Mukesh Gupta

India e Pakistan sono stati separati in due paesi durante il 1947, ed è subito nato un conflitto relativo ai sei fiumi che scorrono attraverso la regione. La Banca Mondiale decise di entrare nelle trattative e riuscì a negoziare il trattato per le acque dell'Indo nel 1960, dando al Pakistan il controllo su tre fiumi occidentali (l’Indo, il Chenab e il Jhelum) mentre l'India avrebbe avuto il controllo dei tre fiumi orientali (il Beas, il Ravi, e il Sutley).

Bacino dell'Indo Mappa dei fiumi del bacino dell'Indo  Kmhkmh, opera propria, CC-BY 3.0 via Wikimedia Commons
Il trattato ha portato ad una spartizione dei fiumi, piuttosto che a un sistema di condivisione delle acque. Esso inoltre afferma che mentre l'India ha il permesso di usare il 20% dei fiumi occidentali per l'irrigazione e la generazione di energia elettrica, non può costruire progetti come dighe lungo tali fiumi.

Il trattato per le acque dell’Indo si è reso necessario a causa del fatto che i fiumi sotto il controllo del Pakistan scorrono prima attraverso l'India: per tale ragione quest'ultima è in grado di minacciare carestia e siccità nel caso in cui fosse scoppiato un conflitto tra i due paesi. Nonostante India e Pakistan abbiano combattuto tre guerre dalla loro divisione nel 1947, nessuna di esse ha avuto come movente il controllo delle risorse idriche.

Perché il Trattato è improvvisamente in bilico?

Il 18 settembre quattro militanti hanno attaccato una base dell'esercito indiano nel cashmere e hanno ucciso almeno 17 soldati. I quattro attaccanti sono entrati nella base dell'esercito di Uri, non lontano dalla Linea di Controllo con il Pakistan, in quello che è stato definito l'attacco più mortale sulle forze di sicurezza del Kashmir negli ultimi due decenni.

L'attacco ha scatenato rabbia in India, con i politici che hanno istantaneamente dato la colpa al Pakistan e chiesto al governo nazionalista indù del primo ministro Modi di intraprendere azioni dure contro il suo vicino musulmano. Tuttavia il Pakistan ha continuato a negare ogni coinvolgimento nell'incidente.

Il Kashmir, regione contesa tra i due paesi, assiste da mesi a momenti di caos, per via delle violente proteste che sono scoppiate contro il governo indiano. Più di 80 persone, la maggior parte delle quali manifestanti antigovernativi, sono stati uccise negli ultimi due mesi.

Cosa dice l'India?

«Sangue e acqua non possono scorrere simultaneamente» ha detto il primo ministro indiano Modi il 26 settembre. Il primo ministro ha continuato dicendo che l'India sfrutterà al massimo i fiumi controllati dal Pakistan. Modi ha in seguito annunciato di avere intenzioni di sospendere tutti gli incontri con il Comitato che supervisiona in che modo le risorse idriche sono condivise tra i due paesi.

In molti si sono chiesti da allora se il governo nazionalista indù stia usando l'acqua come metodo per mostrare la propria durezza contro il Pakistan, senza far scoppiare una guerra militare. Delhi ha detto che ricominceranno i lavori per un’enorme diga sul fiume Jhelum, e verranno riattivati gli altri progetti per aumentare l'uso dell'acqua per l'irrigazione, il trasporto e la generazione di energia.

Il trattato è sopravvissuto senza modifiche a due guerre indo-pakistane, così come a diversi momenti di stallo militari. Per tale ragione le improvvise minacce di Modi di chiudere i rubinetti hanno fatto scattare gli allarmi in tutto il Pakistan.

Cosa dice il Pakistan?

Proteste India Pakistan Pakistani calpestano l'immagine del primo ministro dell'India Modi  REUTERS/Akhtar Soomro Il Pakistan ha dichiarato che revocare il trattato sarebbe visto come un atto di guerra contro il paese.

Sartaj Aziz, consigliere per il primo ministro pakistano Nawaz Sharif, ha detto che si rivolgeranno alle Nazioni Unite e alla Corte internazionale di giustizia se l'India dovesse decidere di sospendere unilateralmente il trattato. Con l'economia del Pakistan che dipende pesantemente dalle acque fluviali per l'irrigazione, anche la riduzione di una piccola quantità nei volumi di acqua potrebbe avere serie conseguenze sull'agricoltura.

«Il Pakistan non accetterà l'aggressione indiana in alcuna forma, e ogni passo che l'India farà per fermare il flusso delle acque verrà collegato ad un considerevole rischio di guerra e ostilità» ha detto Aziz.