“Ingroia avrebbe dovuto appoggiarsi solo alla società civile”

  | 28.01.2013 16:00 CET
Salvatore Borsellino
Salvatore Borsellino

È una lunga querelle quella tra Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso in Via D'Amelio, anima delle Agende Rosse e l'ex Pm di Palermo Antonio Ingroia. Nelle notizie dell'ultimo periodo si leggeva di una divisione tra i due perché proprio Borsellino lamentava il fatto che la strada intrapresa da Ingroia e dalla sua "Rivoluzione Civile" era troppo vicina alle dinamiche della vecchia politica e che nel tempo aveva perso la sua essenza iniziale.

Molti però sostengono che questa divisione sia solo legata all'aver strumentalizzato le parole di Borsellino. Ma ora è lo stesso fratello del giudice ucciso da Cosa Nostra a ritornare sull'argomento. Era presente alla presentazione della lista e dei candidati di "Rivoluzione Civile" a Palermo e lì ha affermato che lui guarda sia al movimento di Grillo sia alla lista dell'ex pm: "Ma credo che alla fine voterò per Antonio Ingroia".

"La scelta la farò alla fine, ma voterò Ingroia se mi renderò conto che votando questa lista potrò far eleggere delle persone di mia fiducia. Perché altrimenti mi dovrò tappare gli occhi e vedere semplicemente Antonio Ingroia e pensare che sto votando lui e basta", questa le parole di Salvatore Borsellino.

Il fratello del giudice continua a sostenere il suo pensiero legato al fatto che secondo lui è stato sbagliato il metodo usato per costruire le liste ed è proprio in queste sue parole che arriva l'ennesima stilettata ai partiti che appoggiano l'ex pm di Palermo: "Per me Ingroia avrebbe dovuto avere il coraggio di appoggiarsi soltanto alla società civile e non permettere che dei partiti politici che sono scomparsi, che erano già scomparsi o stavano per scomparire, lo possano usare come salvagente". Borsellino sostiene che, senza Ingroia, tutti i partiti che lo sostengono, sarebbero rimasti fuori dal Parlamento.

"Una parte delle liste - conclude Borsellino - è venuta fuori dalle solite lottizzazioni dei partiti che la compongono. E anche questo uso spregiudicato che è stato fatto della possibilità di candidare una persona in più regioni ha fatto sì che nel momento in cui si mette un voto per la lista non si sa effettivamente chi sarà eletto".

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