Ingroia chiede al Csm ‘aspettativa per motivi elettorali’. Ma frena sulla candidatura

di 17.12.2012 18:28 CET

Alla fine Antonio Ingroia pare aver rotto gli indugi. L'ormai ex titolare delle indagini relative alla trattativa fra Stato e Cosa Nostra ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura un'aspettativa per "motivi elettorali".  La notizia è stata data dall'AdnKronos e confermata dal vice-presidente del Csm Michele Vietti: "Valuteremo, l'unico sentimento che non provo è lo stupore. Non c'è niente di eccezionale".

La candidatura di Ingroia era stata richiesta a più riprese dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, leader del cosiddetto Movimento Arancione e promotore del manifesto Io ci sto che vede tra i firmatari il magistrato siciliano. Ingroia, attualmente impegnato in Guatemala per conto dell'Onu, rientrerà in Italia per partecipare il prossimo 21 dicembre all'assemblea degli aderenti all'iniziativa, convocata a Roma al teatro Capranica. Legalità, laicità dello Stato, scuola pubblica, ambiente, questione morale e incandidabilità dei condannati alcuni dei punti toccati dal Decalogo di Io ci sto.

"Non ho deciso di essere in lizza per le consultazioni che daranno un nuovo Parlamento e un nuovo governo al nostro Paese - ha dichiarato  Ingroia - Sto ancora riflettendo. La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali è solo cautelativa nel senso che l'organo di autogoverno della magistratura potrà valutarla a ridosso delle festività di fine anno, e cioè nei giorni in cui le Camere saranno sciolte dal Capo dello Stato. Io comunque a Roma vado per aprire un confronto sul futuro dell'Italia. Riscontro la voglia di partecipare che emerge da tanti settori della società civile. E' questo, di per se, un bel segnale diffuso di libertà".

 

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