Ingroia: "Intercettazioni usate a scopo politico"

  | 01.02.2013 13:57 CET

Intercettazioni, è polemica sulla strumentalizzazione. "Sì, è vero. E' stato fatto un uso politico delle intercettazioni - dichiara Ingroia durante la trasmissione Omnibus- ma questo è stato l'effetto relativo: la causa è che non si è mai fatta pulizia nel mondo della politica. Se fosse stata fatta pulizia, non ci sarebbero state inchieste così clamorose e non ci sarebbero state intercettazioni utilizzate per uso politico''.

Tuttavia, il leader di Rivoluzione Civile chiarisce bene la sua posizione in merito alla legge sulle intercettazioni e sulla libertà di stampa: "Rivoluzione civile è contraria a qualsiasi legge bavaglio, lo era a quella proposta dal ministro della Giustizia Mastella, e quella proposta da Alfano, che era certamente peggiore. L'ultimissima versione che si stava discutendo in Commissione giustizia dopo l'intervento dell'onorevole Buongiorno di Fli -precisa- era proposta che salvava il salvabile e poteva essere una piattaforma su cui si poteva ragionare, ma l'importante è salvare il diritto alla libertà d'informazione dei cittadini, naturalmente in relazione solo alle intercettazioni che non siano irrilevanti e che non violino il segreto investigativo e che siano di interesse pubblico e poi è importante preservare uno strumento che ad oggi si rivelato il più utile sia per la lotta alla mafia che alla corruzione".

E guai ad accomunare l'ex procuratore aggiunto alle toghe rosse. "Per il significato deteriore che questo termine ha avuto mi offenderei". 

"Ogni magistrato ha un suo tasso di politicità nel modo in cui interpreta il proprio ruolo e la legge. Si può interpretare la legge in maniera più o meno estensiva, più o meno garantista -commenta- altrimenti non si spiegherebbero tante oscillazioni dei giudici nelle decisioni. Tuttavia ogni giudice dovrebbe essere imparziale rispetto alle parti il che non significa essere neutrale rispetto ai valori o agli ideali".

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