Instagram "amata" da hacker (che rubano dati) e inserzionisti. E Snapchat piange

Snap
Alcuni trader durante l'IPO di Snap Inc. REUTERS/Brendan McDermid

Il problema più grande di Snapchat resterà Instagram: i pubblicitari preferiscono dare i propri soldi a Facebook che scommette su un'azienda che deve ancora dimostrare tantissimo (e potrebbe non riuscirci mai). Una ricerca di RBC Capital Markets condotta su 1.600 inserzionisti ha detto l'ovvio: la maggioranza preferisce mettere i suoi soldi su Instagram anziché Snapchat. Da parte sua, invece, il social network legato a Mark Zuckerberg ha altri problemi: 13 applicazioni su Android che promettevamo di ampliare i propri follower erano anche un'esca per rubare i dati agli utenti. A rischio ci sono un milione e mezzo di persone, che hanno installato queste app.

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INSTAGRAM, UN BUSINESS SICURO

Snap Inc sta già facendo i conti con la supervalutazione dell'IPO. A pochi giorni dall'esordio in borsa, quando è stata valutata più di 28 miliardi di dollari, il valore delle azioni della società è calato di diversi dollari: l'investimento è già in perdita. Colpa dell'entusiasmo del giorno dell'IPO e, più in generale, della sensazione che nel mondo della tecnologia ci sia una "bolla" che sta influenzando la percezione, alla ricerca costante del nuovo "unicorno" - ossia della prossima start-up a diventare milionaria.

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Il segnale più grande che Snapchat non è ancora un investimento affidabile emerge chiaramente dalla volontà dei pubblicitari di evitare Snap Inc: al momento il ritorno di investimento (ROI) è in calo. Perché investire, allora, se non c'è la sensazione di ottenere più di quanto scommesso (o al massimo tornare in pareggio)?

Snapchat Il logo di Snapchat sullo schermo di uno smartphone  REUTERS/Eric Thayer

In particolare, i pubblicitari intervistati per conto di Ad Age hanno dato un punteggio molto basso a Snapchat in confronto ad altre piattaforme, come YouTube, Google e Facebook: 3,43 su 8. A confronto, Google ha ricevuto 6,98 punti mentre Facebok 6,72. Snapchat sarebbe meglio solo di AOL (2,88) secondo i 1.600 pubblicitari ascoltati. 

I motivi sono principalmente tre: la concorrenza di Instagram (che ha ripreso molte delle caratteristiche di Snapchat, come le Storie); un calo dell'engagement degli utenti (ossia il tempo che spendono nell'app) e un targeting "povero". D'altronde, i "millennials" sono un pubblico facilmente alienabile: oggi ci sono e domani si sono spostati altrove, generando buzz e investimenti da un'altra parte. Snap fa affidamento principalmente su questo target che, appunto, viene visto come scarsamente affidabile.

L'OMBRA DEGLI HACKER: 13 APP ANDROID COMPROMESSE

Instagram però ha altri problemi. I ricercatori di ESET - produttore di software antivirus - hanno infatti scoperto 13 applicazioni disponibili sul Play Store che raccoglievano i dati degli utenti e li inoltravano a un server remoto, probabilmente gestito da cybercriminali; insomma, queste applicazioni erano state realizzato a scopo di phishing, ossia di rubare dati sensibili.

Instagram Il co-fondatore di Instagram, Kevin Systrom  REUTERS/Lucas Jackson

Tra queste applicazioni, perlopiù rivolte a espandere i propri follower su Instagram, c'erano:

  • Instagram Followers
  • InsTracker for Instagram
  • Real Follower for Instagram
  • Fast Followers for Instagram
  • Real Insta Tracker
  • Followers Insta

Le 13 applicazioni malevole sono già state rimosse dal Play Store, ma non prima di aver perseguito il proprio scopo. L'ironia? L'intento di queste app era quello di usare le credenziali rubate degli utenti per aumentare i follower, i commenti e i like di altri account.

Dati rubati Instagram Come operavamo le 13 app malevole  ESET