Intel "Kaby Lake" e AMD Ryzen, niente Windows 7 e 8.1

Windows 10
Il vice presidente esecutivo del gruppo Windows and Devices di Microsoft, Terry Myerson REUTERS/Lucas Jackson

Un anno fa, Microsoft annunciò che i processori di settima generazione Intel e AMD, ossia i Kaby Lake e i Ryzen, avrebbero supportato unicamente Windows 10 lasciando indietro due sistemi operativi ancora supportati: Windows 7 e 8.1. Con una pagina sul sito di supporto, la società ha dato fede a quella promessa: se intendete usate un processore di ultima generazione su un vecchio sistema Windows, sappiate che state rinunciando a ogni aggiornamento. Funzionalità e sicurezza non saranno più parte della vostra routine informatica d'aggiornamento.

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Microsoft (ma Intel e AMD di rimando) ha deciso di non offrire il supporto alle vecchie piattaforme per i nuovi processori. Una scelta decisamente poco popolare, ma che nell'ottica aziendale fa parte di un piano di rivedere al ribasso i costi per il mantenimento dei cosidetti sistemi "legacy", ossia quelli meno recenti. Sia Windows 7 che Windows 8.1 sono ancora ufficialmente supportati da Microsoft: il primo è in fase di supporto Extended - vale a dire che rimangono solamente le patch di sicurezza - fino a gennaio 2020; il secondo è ancora in fase Mainstream - cioè può ancora ricevere potenzialmente nuove funzionalità sebbene sia improbabile - e il suo supporto è previsto fino al 2023.

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Lavorare per ottimizzare i driver e il supporto a Windows 7 e 8.1 avrebbe richiesto molto lavoro; operazioni che né Microsoft né Intel né AMD hanno ritenuto favorevoli per i propri prodotti e servizi.

Intel Il logo Intel al Tokyo Game Show 2016  REUTERS/Kim Kyung Hoon

Chi sarà effettivamente coinvolto da questa decisione? In realtà, pochi. Sia gli Intel che gli AMD di settima generazione sono molto recenti: in nessun caso esiste un tablet, un laptop o un PC desktop preassemblato con questi processori e con un sistema operativo che non sia Windows 10. 

Discorso diverso invece per chi avrebbe voluto aggiornare l'hardware del proprio sistema Windows 7 o 8.1 con i nuovi processori. Questo utente è tipicamente un videogiocatore, che potrebbe aver bisogno della potenza aggiuntiva della nuova generazione. E in tal senso, la base è più alta: Windows 7 (64-bit) è usato da più del 34% degli utenti di Steam; Windows 8.1 (64-bit) da oltre l'8%. Più di un utente su tre che gioca su Steam potrebbe essere obbligato a passare a Windows 10 se volesse integrare i nuovi processori Intel e AMD.

In realtà, qualcosa di simile Microsoft lo ha fatto già con la sesta generazione di processori Intel, Skylake. Su Windows 7 e 8.1, questi saranno supportati fino a luglio 2017, ossia 18 mesi dopo il loro arrivo sul mercato; dopo di che sarà possibile scaricare solo importanti aggiornamenti di sicurezza e solo nel caso in cui non minimo la compatibilità degli altri sistemi non Skylake. A meno di non passare a Windows 10, ovviamente.

Per quanto sia facile additare questa decisione unicamente a Microsoft e alla volontà di spingere Windows 10, è altamente probabile che sia Intel che AMD non abbiano ostacolato questa politica. D'altronde, il supporto "legacy" è un costo importante per ogni società. Lasciare che sia Microsoft a subire il colpo grosso è stato un sospiro di sollievo per entrambi le società, che hanno potuto organizzare il lancio dei nuovi prodotti pensando soltanto a Windows 10 e non ad altri due sistemi operativi.