Internazionali d'Italia. Caro Fognini, ci siamo cascati di nuovo

di 18.05.2017 14:59 CEST
Fabio Fognini
Fabio Fognini, 29 anni Reuters

Il sogno si è infranto sul più bello, quando l’Italia del tennis iniziava a crederci per davvero. Fabio Fognini può sbocciare, è finalmente arrivato il momento di raccogliere i frutti del suo talento. E invece no, la notte della vittoria con Murray è soltanto un ricordo. E fa male, malissimo, ripensarci oggi dopo che è bastato un buon Zverev a spazzare via le ambizioni di successo di un eterno incompiuto.

Sì, dobbiamo ammetterlo. Anche noi ci siamo cascati di nuovo. Credevamo che quello visto contro il numero 1 del mondo non fosse l’autore di un exploit estemporaneo. Piuttosto pensavamo di trovarci di fronte ad un campione arrivato tardi, ma comunque arrivato. Il contesto era perfetto: gli Internazionali d’Italia, a poche ore dal parto della moglie Flavia Pennetta, a poche settimane dall’evento più importante sulla terra rossa, il Roland Garros di Parigi.

Ma è bastata una chiamata dubbia nei pressi della linea per far riemergere le ragioni della folta schiera di detrattori di Fogna: una pallina di Zverev considerata fuori e risultata dentro, e Fabio è tornato quello di sempre. Ha strattonato l’arbitro sceso a controllare il segno, ha inveito, bestemmiato, si è lamentato con il cielo per la sorte che gli era capitata. Quasi fosse condannato per sempre a giocare contro tutto e tutti. Anche oggi, lì, a Roma, al Foro, nella partita probabilmente più importante della sua carriera.

La verità, però, è che Fabio da una vita lotta contro se stesso. E se siamo delusi forse è colpa nostra che continuiamo ad illuderci, a voler vedere ciò che Fognini potrebbe essere, perdendo di vista ciò che invece è, e forse - purtroppo - sempre sarà. Un grandissimo giocatore di tennis, incapace di gestire la pressione con continuità come i campioni devono fare. Nell’equivoco di considerare Fognini cresciuto, pronto, maturo, ripiomberemo di nuovo. Perché di certo Fabio otterrà nuove vittorie, metterà a tacere nuovamente i critici con successi importanti: ma sarà allora che dovremo ricordarci di oggi. Starà a noi imparare la lezione e fare un regalo a Fabio stesso. Sarà quando nessuno gli chiederà di diventare il campione che non è, che - forse - Fogna lo diventerà. Nel frattempo scusaci Fabio, se ci siamo cascati di nuovo...