iPad Pro, nella testa di Apple regna la confusione

iPad Pro
iPad Pro da 12,9 pollici IBTimes

Apple è pronta a presentare non uno, non due, non tre, bensì quattro nuovi iPad Pro secondo le più recenti indiscrezioni. Si parla di modelli aggiornati della gamma Pro: anche iPad mini ne entrerà a far parte. Specialmente questa possibilità, è un'ulteriore conferma che la casa di Cupertino non ha ancora capito che di "pro" in questi tablet c'è ben poco; anzi, nulla affatto. E l'idea che ne possa lanciare altri quattro è la dimostrazione che Apple non vuole guardare oltre al suo naso. Oppure che ci riesce ma non le interessa, il che sarebbe molto peggio.

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Stando ai ben informati, tra marzo e aprile Apple terrà un evento espressamente dedicato ai nuovi tablet della gamma iPad Pro: un modello da 12,9"; un altro da 9,7"; uno da 10,5" e un altro da 7,9" (iPad mini). Questi due sarebbero delle novità in quanto al momento la linea Pro di Apple include la versione da 12,9" e un'altra, leggermente più economica, da 9,7". Apple rischia di confondere il proprio catalogo massicciamente e ciò per due motivi molto semplici.

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Il primo: troppi iPad e poche differenze. In passato, quando c'erano iPad e al massimo iPad mini, il fatto di avere due tablet la cui unica differenza era la dimensione dello schermo (e una risoluzione proporzionalmente inferiore) era un vantaggio. Così facendo, l'azienda poteva puntare a un pubblico più vasto e allo stesso tempo evitava di complicare il lavoro agli sviluppatori in quanto entrambi i modelli godevano dello stesso hardware. Inoltre, le applicazioni per iPad da 9,7" potevano facilmente essere rese compatibili con iPad mini abbassando proporzionalmente la risoluzione.

iPad Pro 9.7 iPad Pro 9.7  IBTimes IT / Emiliano Ragoni

Con la gamma Pro, Apple sembra invece aver dimenticato questa semplicità d'uso e di lavoro e il risultato potrebbe essere il catalogo di tablet iOS più confusionario della sua storia: quattro modelli con quattro diagonali diverse. Difficile dire al momento se avranno altre differenze oltre al display.

Il secondo motivo è più profondo ed è una critica all'idea stessa di una tavoletta che promette di sostituire il PC con un sistema operativo mobile. iOS è un'ottima piattaforma per godere di contenuti d'intrattenimento (da giochi a film e serie TV) e per lavori leggeri, magari da browser. In nessun caso, però, un professionista potrebbe farsi bastare un iPad Pro per lavorare con il software di Adobe, per esempio, per eseguire progetti grafici o montare video: manca proprio il software con cui farlo, ossia le versioni desktop. Al loro posto, versioni più leggere e "monche" come Photoshop Sketch. Apple continua a portare avanti la propria filosofia: non mischiare iOS con macOS.

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L'intento era quello di seguire Surface Pro 4 di Microsoft e gli altri dispositivi ibridi basati su Windows 10: sistemi "2 in 1" che stanno spingendo il sistema operativo fra le braccia di chi è interessato a una macchina da lavoro versatile e portatile. Windows 10 non è ancora ottimizzato quanto iOS nell'interfaccia touch: le icone sono molto piccole (a parte la schermata Start) e le applicazioni universali sono ancora scarse, quantitativamente e qualitativamente. La possibilità di usare qualsiasi programma desktop, però, è la sua più grande forza. E finché Apple si ostinerà a usare iOS per i suoi tablet "Pro", la società continuerà ad avere un'offerta che i professionisti non stanno neanche a guardare.