Iran, parlamento e Mausoleo di Khomeini sotto attacco. Si teme la mano di Daesh

di 07.06.2017 11:36 CEST
Parlamento iraniana
Del fumo esce dal parlamento iraniano a seguito dell'attentato del 7 giugno 2017 Reuters

Mercoledì mattina un gruppo di uomini armati ha eseguito due attacchi a Teheran, indirizzati al parlamento dell’Iran e al Mausoleo dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini. Secondo le prime notizie rilasciate dai media, gli attacchi hanno provocato la morte di almeno sette persone oltre che diversi feriti.

La televisione di stato iraniana ha parlato di “quattro terroristi”, tra cui un uomo che si sarebbe fatto saltare in aria, coinvolti nell’attacco contro il Mausoleo di Khomeyni, fondatore della Repubblica Islamica a seguito della rivoluzione del 1979.

Notizie ufficiose giunte dall’agenzia Tasnim, che cita diversi funzionari rimasti anonimi, ha riferito che durante l’attacco al Parlamento sono state fatte ostaggio quattro persone. I funzionari iraniani ancora devono confermare la situazione sugli ostaggi.

La tv di stato ha in seguito riportato che una guardia addetta alla sicurezza ha ucciso uno degli attentatori e che a seguito dell’attacco la polizia ha arrestato una donna.

Secondo l’agenzia di notizie AFP, un membro del parlamento iraniani avrebbe riferito al media IRIB che quattro persone hanno fatto irruzione al parlamento, a Teheran, armati di fucili e pistole.

L’agenzia Fars ha riportato che quattro uomini hanno attaccato il Mausoleo di Khomeini: tre uomini hanno aperto il fuoco mentre un altro si è fatto saltare in aria davanti la stazione di polizia, che si trova davanti al Mausoleo. La polizia pare sia riuscita a disinnescare un secondo giubbotto esplosivo rinvenuto sul luogo.

I media iraniani hanno fatto sapere che dietro gli attentati ci sarebbe la mano di Daesh (gruppo noto anche come ISIS e Stato Islamico), ma il gruppo ancora non ha rivendicato il gesto attraverso uno dei suoi canali ufficiali.

Le autorità iraniane hanno detto che il paese è esposto in maniera sensibile agli attacchi da parte di Daesh, essendo questo un gruppo che aderisce ad una dottrina particolarmente estremista dell’Islam sunnita. La popolazione iraniana è a maggioranza sciita, seguendo quindi un ramo dell’Islam considerato eretico da parte di questi gruppi estremisti sunniti.

Lo scorso ottobre, il ministro dell’Intelligence Mahmoud Alavi, ha detto che i servizi di sicurezza iraniani hanno scovato una cellula di Daesh che stava pianificando degli attacchi durante il mese di Ashura (il decimo mese nel calendario dell’Islam, e nel filone sciita ha una valenza simbolicamente luttuosa): è solo uno degli attentati che sarebbero stati programmati contro Teheran e che sono stati fortunatamente sventati dalle forze di sicurezza.

Alavi ha definito questi arresti come “terroristi takfiri”, riferendosi a quei gruppi sunniti conservatori ed estremisti come Daesh, e facendo una potenziale allusione all’Arabia Saudita, rivale nemico nell’area che segue il filone wahabita, a cui si rifanno tra l’altro anche i militanti dell’ISIS.