ISEE 2017: le istruzioni dell’INPS su modello, compilazione e nuove regole

di 04.05.2017 17:25 CEST
Inps
Immagine di repertorio reuters

L’INPS ha reso disponibili sul proprio sito i nuovi modelli ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente, validi per il 2017, corredandoli con le istruzioni sulla compilazione e con un riepilogo delle modifiche valide per quest’anno.

Un’novità importante dato che, come noto, l’ISEE è lo strumento attraverso il quale i cittadini possono avere accesso alle prestazioni agevolate, ai servizi sociali ed esistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo familiare del richiedente.

I nuovi modelli si basano sulle modifiche introdotte dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 138 dello scorso 13 aprile e comprendono alcuni cambiamenti importanti che i cittadini devono tenere in considerazione per accedere ai servizi e alle prestazioni di Welfare.

ISEE 2017: le novità più importanti

D’ora i contribuenti dovranno utilizzare i nuovi modelli (sul sito INPS, portale “ISEE post-riforma 2015”) che andranno a sostituire integralmente i precedenti. Rimangono valide invece le DSU presentate a decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino alla data di pubblicazione del messaggio dell’INPS (27 aprile), utilizzando il precedente modello.

Da tenere in considerazione soprattutto le nuove regole relative all’aggiornamento delle indicazioni alle varie annualità, con l’inserimento riferimenti (righi, colonne, codici) alle dichiarazioni e certificazioni fiscali relative all’anno d’imposta 2015.

Per quanto riguarda l’espressione “attività di lavoro o di impresa”, l’INPS ha provveduto a precisarne meglio il significato ai fini dell’applicazione della maggiorazione della scala di equivalenza di cui al Quadro A e di cui al Quadro FC9 sez. II e il riferimento alle unioni civili.

L’ormai le celeberrima legge Cirinnà approvata nel 2016 prevede infatti che anche i coniugi legati da unione civile possano accedere ai servizi e alle prestazioni di Welfare dello Stato. Questi ultimi dovranno dunque compilare la Dichiarazione sostitutiva Unica (Dsu) come nel caso dei coniugi uniti in matrimonio.

I nuovi modelli contengono, inoltre, le istruzioni relative al nuovo regime forfetario previsto per le imprese individuali e i lavoratori autonomi.

ISEE 2017: le novità sull’ISEE corrente

Il cambiamento più importante riguarda l’ISEE corrente. Vengono infatti modificate le modalità di computo del periodo entro cui deve essere intervenuta la variazione della situazione lavorativa. In particolare, secondo quanto precisato dall’INPS, “deve essere preso a riferimento come termine iniziale il 1° giorno del mese di gennaio dell’anno di presentazione della DSU ordinaria e, a partire da quest’ultimo giorno, procedendo a ritroso, devono essere considerati i 18 mesi precedenti”.

In base alle regole previste dal Dpcm 159/2013 (che ha istituito l’ISEE) i cittadini hanno infatti la possibilità di richiedere l’ISEE corrente nel caso in cui si verifichi una riduzione del reddito superiore al 25% rispetto a quella indicata nell’ISEE ordinario, precisando che il cambiamento deve essersi verificato nei 18 mesi precedenti alla richiesta.

In base alle nuove istruzioni dell’INPS dunque, questi 18 mesi scattano dal “1° giorno del mese di gennaio dell’anno di presentazione della Dsu ordinaria». Parlando in parole povere, per le Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate nell’anno in corso, i suddetti 18 mesi partono a ritroso dal  dal 1° gennaio 2017 arrivando  al 30 giugno 2015.

Da sottolineare che i soggetti interessati farebbero bene a porre la massima attenzione a queste novità, dato che da maggio non potranno più contare sull’aiuto dei CAF.

Dal 15 maggio 2017 non sarà infatti più possibile compilare l’ISEE al CAF. La convenzione è scaduta 5 mesi fa e INPS e centri di assistenza fiscale non sono riusciti a trovare un accordo per rinnovarla. Il rischio dunque è quello di dover fare tutto da soli.