Kiki Mladenovic: al Roland Garros è nata la nuova regina del tennis?

di @dariodangelo91 04.06.2017 18:37 CEST
Kiki Mladenovic
Kiki Mladenovic esulta al Roland Garros Reuters

Kiki Mladenovic è cresciuta d’un tratto. Quando capitava di vederla allenarsi sui campi secondari del circuito - soltanto qualche mese fa - dava l’impressione di essere ancora una ragazzina incapace di gestire le doti che mamma e papà le avevano regalato. Un fisico slanciato, muscoloso quanto basta, apparentemente disegnato per giocare a tennis. Ma pur sempre solo un fisico, una macchina troppo grezza: impreparata a gareggiare in uno sport che della solidità mentale fa la sua componente principale.

Osservarla oggi mentre si prendeva la scena al Court Philippe-Chatrier del Roland Garros, chiedere la ola al pubblico transalpino che l’aveva sospinta con tutte le proprie forze al successo contro la campionessa uscente Garbine Muguruzza, ha fatto per questo motivo ancora più impressione.

Cerchi di comprendere cosa sia cambiato nel suo gioco rispetto ad un anno fa, provi ad analizzare i match dei mesi scorsi per individuare la variabile tattica che può averla fatta svoltare, e subito capisci che tutti questi dettagli tecnici non c’entrano. Kristina Mladenovic ha iniziato a vincere perché è diventata donna proprio quando doveva. Non ci sono regine indiscusse nel tennis femminile di oggi, non quando Serena Williams è fuori gioco e Maria Sharapova appena rientrata. E quale posto migliore per imporsi come nuova sovrana del tennis mondiale se non nella sua terra, con la sua gente a sostenerla nei momenti di difficoltà?

La difficoltà, appunto. Le vittorie di Mladenovic al Roland Garros sono ancora più belle perché sofferte, lottate, alle volte eroiche. Fin dall’esordio con Jennifer Brady ha rischiato l’eliminazione, impegnata com’era a gestire un fastidioso mal di schiena. Il turno successivo ha sudato non poco con la nostra Sara Errani, mentre quello dopo con Shelby Rogers si è salvata quando tutto sembrava sul punto di finire. Contro la Muguruza, invece, pur arrivando al terzo parziale, ha vinto d’autorità, da campionessa, senza tremare mai. Perché le responsabilità Mladenovic le insegue da anni, alle pressioni è abituata fin da quando è nata, dal momento che i genitori hanno un passato da sportivi professionisti (mamma volley e papà pallamano).

In Francia, la 24enne di Saint Pol sur Mer, è arrivata convinta di poter dare seguito agli ottimi risultati sulla terra rossa di questo inizio stagione. Ha creduto che le vittorie infilate a Stoccarda e a Madrid non fossero degli exploit fini a se stessi. E del resto non poteva essere altrimenti. Perché non puoi battere Maria Sharapova al rientro dalla squalifica, dopo averla chiamata “imbrogliona” per la questione doping, se non hai un gran carattere dal quale attingere quando i punti diventano pesanti.

C’è chi non la ama e mai l'amerà per quel suo modo di essere un po’ troppo primadonna a tutti i costi. Ma Kiki è semplicemente “molto francese”. Lo è così tanto che ha criticato l’ex compagna di doppio, Caroline Garcia, per aver disertato la Fed Cup, quella competizione per nazioni che lei guardava in tv e sognava di giocare fin da bambina.

Perché sogna di essere eletta regina da sempre, Kiki Mladenovic, e adesso ha la sua grande occasione. Un pubblico che l’adora, anche se è solita esultare in italiano, con un “Forza!” che aveva fatto imbufalire anche la nostra Errani, prima di scoprire che la transalpina si carica così praticamente da sempre. Servirà qualcosa di eccezionale per arrestare la sua cavalcata al Roland Garros: Kiki Mladenovic è nata per vincere, e adesso è finalmente - semplicemente - arrivato il momento di farlo.