Krugman e il suicidio europeo

di 16.04.2012 10:38 CEST
Paul Krugman
Il premio Nobel per l'economia Paul Krugman Reuters

Paul Krugman, Nobel per l'economia nel 2008, commenta un articolo del New York Times dove si parla del "suicidio europeo". L'illustre economista esplica chiaramente la sua opinione riguardo l'Europa e l'operato dei leader: l'austerity non funziona e le politiche sono poco chiare.

Fino a poco tempo fa, Krugman sperava ancora nella possibilità di salvataggio del Vecchio Continente, ora si dimostra assolutamente poco ottimista riguardo il futuro dell'eurozona. Le politiche di austerity che si stanno mettendo in atto in diversi paesi dell'Ue stanno letteralmente mettendo in ginocchio l'economia europea in quanto riducono le prospettive di crescita e le aspettative dei cittadini, primi agenti economici da tutelare. 

La dimostrazione del fallimento delle politiche di austerity risiede nel fallimento (mascherato) greco.

La Spagna fa paura: il tasso di disoccupazione è del 23,6% mentre quello giovanile è del 50%. Il futuro di questa economia in piena depressione è compromesso. Il mercato sarà poi costretto a vendere la Spagna sull'obbligazionario.

Le politiche attuate dalla Bce con i due Ltro si sono dimostrate un fallimento in quanto le banche non hanno rivesrato questa liquidità nel sistema. In sostanza, le banche hanno usato questa liqudità per altri scopi e non per alimentare l'economia recando poi un danno all'intero sistema economico: tutto questo perchè non ci sono stati accordi, almeno teorici riguardo l'uso della liqudità, tra Bce e banche. Il problema risiede quindi nel sistema, un sistema fallato dove ogni elemento, invece di vivere in simbiosi con gli altri organismi, è interessato alla propria sopravvivenza senza però contare il rischio di default sistemico dovuto alla "morte" degli organismi vicini. L'Europa non ce la farà, Fmi vuole ridurre i fondi d'emergenzaOra il mercato ha paura davvero 

 

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