La Bella e La Bestia: recensione del remake Disney. Quando il film vive di luce riflessa

di @LucaMarra 17.03.2017 16:13 CET
La Bella e La Bestia film 2017 recensione
Dan Stevens ed Emma Watson nella versione live action de La Bella e La Bestia: dal 16 marzo 2017 al cinema. © 2016 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved..

La Bella e La Bestia, versione 2017: è nei cinema l’atteso remake in live action di uno dei più grandi film Disney di sempre, il primo a esser nominato agli Oscar nell’ormai lontano 1992. Dopo un trailer che ha battuto il record di visualizzazioni su YouTube nei mesi scorsi, il film giunge al cinema con protagonista Emma Watson nel ruolo di Belle. La trama è lo stampo di quella del ‘91 e della favola del diciottesimo secolo, quando la scrittrice Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve pubblicò la prima versione del racconto, intitolato La Belle et la Bête.

Dopo diversi secoli e adattamenti, tra i quali ricordiamo oltre quello del ‘91 quello di Jean Cocteau, ritroviamo Bella (Emma Watson) nel paesino di Villeneuve felice e appassionata di lettura, una ragazza “atipica” rispetto alle altre che cercano solo marito. È corteggiata da Gaston (Luke Evans) , superficiale maschio-alfa che vuol farle colpo solo con i muscoli. Nel bosco vicino, prigioniero di una neve perenne, vive la Bestia, un principe trasformato in animale dopo un incantesimo, punizione per la sua superbia e sensibilità miope. Quando il padre di Belle (Kevin Kline), durante un incidente di viaggio, verrà imprigionato dalla Bestia, sua figlia si offrirà al posto suo, cominciando una vita forzata nel castello che cambierà anche l’animalesco padrone. Il trailer italiano de La Bella e La Bestia.

Rifare un film già perfetto - La Disney continua il suo percorso di riadattamento dei classici in chiave live action  dopo risultati altalenanti che vanno dai bassi di Cenerentola e Maleficent agli altissimi del recente Il Libro della Giungla, di mezzo ricordiamo il delizioso spin-off di Mary Poppins quale è Saving Mr. Banks. A ridosso della primavera, quando si apprestano a fiorire le rose, simbolo principale de La Bella e La Bestia, Disney tenta la carta, molto difficile, di attualizzare in live action, un film che era già perfetto: La Bella e La Bestia del 1991 di Gary Trousdale & Kirk Wise, pellicola incastonata nel filone aureo che comprendeva La Sirenetta, precedente, e i successivi Aladdin, Pocahontas, Mulan, Hercules. Nel live action le musiche sono sempre di Alan Menken che componeva, all’epoca, sui testi del compianto Howard Ashman, e stavolta è coinvolta anche la creatività di Tim Rice. Regia di Bill Condon, poliedrico artigiano della Settima Arte, passato da Twilight a Dreamgirls, da Kinsey a Il Quinto Potere. Dunque come lavorare su un film già magico?

Cosa c’è di nuovo in La Bella e La Bestia 2017? La strada intrapresa dal nutritissimo parterre di autori sembra quella di poche variazioni su un tema assodato, sia narrativo (ovviamente) ma, ciò che più sorprende, anche esteticamente. A volte siamo addirittura alla copia di sé stessi, nei dialoghi, in alcune scelte di inquadrature,e a volte invece ci sono delle variazioni che però non stravolgono il sentiero tracciato: ritrovare e poi riprodurre quella Magia del ‘91. Nel live action di La Bella e La Bestia si dà più spazio drammatico alla figura del padre, interpretato da Kevin Kline, al suo conflitto col passato. Positiva la scelta di Josh Gad come Le Tont, primo personaggio apertamente gay nella storia della Disney, la sua è un'interpretazione dai tempi comici e ironici perfetti e in contrasto con l’iper testosteronico Gaston di Luke Evans.
La Bella e la Bestia 2017 film cast Josh Gad (Le Tont) e Luke Evans  Walt Disney Pictures

Stia (di nuovo) con noi: i magnifici oggetti - Portando l’animato in reale la Disney fa un lavoro egregio: con gli ambienti scintillanti realizzati tenendo a mente il rococò francese, le 8700 candele ( 2651 metri di cera) per decorare le scenografie, i costumi di Jacqueline Durran che raggiungono il massimo dell’eleganza con le mise estive, o quelle pensati per vestire gli oggetti con una menzione d’onore per il design di Tockins ( voce originale di Ian McKellen). E a proposito: gli oggetti sono i personaggi più belli del film. Tutti, nessuno escluso. Il Lumière con la voce originale di McGregor, il guardaroba ( Emma Thompson), ll Maestro Cadenza (Stanley Tucci) e tutti gli altri, la loro forza è sintetizzata nel numero più bello di questo musical su favola cioè il celeberrimo Stia con Noi.

Il “problema” della Belle di Emma Watson - Dunque l’aspetto visivo de La Bella e La Bestia, il suo corpo filmico diviso fra ragione (Belle) e Istinto (La Bestia), Bellezza (Belle) e bruttezza morale (Gaston) è fatto bene: ma dov’è il cuore che batte? Esiste, sicuramente, ma forse non batte con l’intensità che volevamo, almeno quella basata sulle grandi aspettative. Sembra paradossale ma il problema è la stessa Belle. La scelta di Emma Watson sulla carta aveva tutti i crismi del successo. Attrice popolare, con una grande presa sul pubblico giovane, grazie anche ai trascorsi potteriani di Hermione, e una reputazione altissima: ambasciatrice dell’ONU e in prima linea per i diritti delle donne, e per la loro emancipazione, tema che Belle incarna perfettamente. In La Bella e La Bestia, Belle è il valore della Bellezza interiore, colei che educa l’uomo e lo libera dalla sua bestialità, dall'aggressività, per elevarlo all’amore e al rispetto per se stessi e per gli altri. Per un personaggio così ricco, serviva una varietà espressiva ampia, è chiaro, ma la Watson non restituisce quasi mai questa complessità. La sintesi di questo difetto è la scena topica del ballo dove lei sembra completamente spaesata, non coinvolta quanto quel momento richiede. Statica. Troppo.
La bella e la bestia 2017 Emma Watson nella celebre mise del ballo di La Bella e La Bestia. Il vestito giallo di Belle è stato realizzato con 54 metri di organza di seta tinta di giallo. Il vestito, che ha richiesto 914 metri di fili e 12.000 ore di lavoro, è stato poi arricchito con 2160 cristalli Swarovski.  Walt Disney Pictures

Una principessa Disney rivoluzionaria (quella del passato) - Questo dunque è un limite fortissimo perché Belle, nell’economia narrativa di lungo periodo della Disney, è un personaggio rivoluzionario, prende l’eredità di Ariel de La Sirenetta e la amplia divenendo la prima principessa a rendere chiaro il valore dell’auto-determinazione, al non dipendere dall’arrivo del Principe Azzurro o da qualcuno che la salvi. Da Belle nasceranno poi tante altre principesse forti e indipendenti che si chiamino Mulan o Elsa, Merida o Vayana. Se la Bestia di Dan Stevens funziona, nonostante non infonda mai quel minimo di terrore come nel cartone, la Belle di Emma Watson resta sostanzialmente la delusione più grande di questo live action. La più grande certo, ma non l’unica.

La Bella, la Bestia e un doppiaggio straniante - L’altra nota dolente è però localizzata: parliamo del doppiaggio italiano. Sì, l’Italia è un’eccellenza mondiale nel doppiaggio ma nel caso de La Bella e La Bestia del 2017 ci sono dei problemi incomprensibili dato il pregio della produzione. Come già segnalato da altri fonti critiche, l’inizio del film con la presentazione di Belle a Villeneuve presenta vistosi problemi di sincronia tra il cantato e il movimento delle labbra di Emma Watson (il cosiddetto lip sync ), un problema che renderà la visione straniante in quel momento. Straniante come la poco coinvolgente voce di Vittoria Puccini nel prologo del film, parte che nella versione del ‘91 è rimasta indimenticabile. E poi i testi delle canzoni: se i dialoghi presentano un’aderenza precisa all’originale, a parte Stia Con Noi e La Bella e la Bestia i testi delle altre canzoni sono riadattati rispetto alla versione italiana del cartone di 26 anni fa, e l’opera di revisione non sembra brillare troppo.
la bella e la bestia film recensione trailer cast Gli oggetti: Tockins (Ian McKellen), La signora Potts (Emma Thompson) Lumiere (Ewan McGregor) Plumette (Gugu Mbatha Raw)  Walt Disney Pictures

Vivere di luce e Bellezza riflessa - Cercando di impastare questi pregi e difetti in un risultato globale possiamo dire che La Bella e La Bestia riesce comunque a tenere il passo di un buon film, che colpisce per le musiche (meno per i testi riadattati), per le coreografie e per i personaggi comprimari: Le Tont e tutti gli oggetti. Commercialmente sarà una mossa giusta che triturerà i concorrenti al box office. La magia però soffre troppo del rapporto con il film originale: nel senso che il film induce ogni volta a pensare a quello del ‘91 e, a meno che qualcuno non lo abbia mai visto, magari nel caso di spettatori giovanissimi, questo continuo ricorrere al testo precedente diventa stancante. Sintomo di poca verve, di un’operazione eseguita con grandi mezzi che però non esaltano a dovere il sentimento che questa favola ci ha regalato in passato. La Bella e La Bestia del 2017 non crea magia nuova, lasciandoci al cospetto di quella passata e ancora brillante. Un film che vive di luce riflessa. Troppo.

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