La bufala della lettera di Einstein alla figlia: è un falso, ma fatto bene

di 25.10.2014 12:12 CEST
Albert Einstein nel 1921
Albert Einstein nel 1921 PD

"Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono, e anche quello che rivelerò a te ora, perché tu lo trasmetta all'umanità, si scontrerà con l'incomprensione e i pregiudizi del mondo". Inizia così una lunga lettera firmata da Albert Einstein ed indirizzata alla figlia Lieserl (diminutivo di Elisabeth) che sta circolando su molti siti, blog e social network in questi giorni.

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La missiva contiene un messaggio molto positivo riguardante l'importanza dell'amore, "l'unica e l'ultima risposta", nella vita di tutte le persone. Si tratta di parole certamente profonde, che sembrano aprire una finestra sul lato umano del celeberrimo scienziato tedesco, che ovviamente è più conosciuto per i risultati ottenuti grazie al suo genio. C'è però un piccolo problema: con tutta probabilità, la lettera è una bufala, ossia non è stata scritta da Einstein.

A far nascere più di qualche sospetto è il fatto che la lettera sia indirizzata alla figlia Lieserl, che si ritiene sia morta nel 1903. In effetti, di questa bambina si sa ben poco, e quel poco deriva quasi interamente dalla corrispondenza tra Einstein e la sua prima moglie, Mileva Maric, con la quale si sposò nel 1903. Queste lettere furono scoperte soltanto nel 1986 da Evelyn Einstein, nipote del fisico, ed illustrano in pieno la gioia dei due futuri genitori per la gravidanza e poi la nascita della bambina.

L'ultima volta che Lieserl viene nominata nelle lettere tra Einstein e la Maric è nel settembre del 1903, quando la madre mostra la propria preoccupazione per la scarlattina contratta dalla bambina. Da allora la piccola Lieserl non verrà più chiamata in causa nella loro corrispondenza. Dal momento che non esistono notizie certe su quale sia stato il destino della figlia del fisico, ci sono varie teorie in merito, che hanno anche portato alla stesura di alcuni libri.

Anche se alcuni ritengono che Lieserl possa essere stata data in adozione ad una famiglia di amici della Maric, la teoria predominante la vede purtroppo morta di scarlattina nell'autunno del 1903. Addirittura, ad oggi, non esistono prove che Einstein abbia mai visto la figlia, che ha trascorso la sua probabilmente breve vita nella casa dei genitori della Maric a Novi Sad (nell'odierna Serbia): a quel tempo lo scienziato viveva infatti a Berna, dove lavorava al locale ufficio brevetti.

Decidendo di prendere per buona la teoria predominante, che vede Lieserl morta nel 1903, perderebbe di senso il riferimento alla teoria della relatività fatto dall'autore della lettera: Einstein espose infatti la teoria della relatività ristretta nel 1905, e quella della relatività generale nel 1916.

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Un altro aspetto che induce a dubitare della veridicità della lettera è il fatto che questa sia solitamente accompagnata da un'immagine di Einstein in età avanzata in compagnia di una bambina di circa 10 anni, che non può certo essere Lieserl: supponendo che il fisico avesse circa 60 anni in quella foto, la figlia avrebbe dovuto averne più o meno 35.

Peraltro, la foto è in effetti un fotogramma di alcuni filmati facenti parte di un archivio scoperto alcuni anni fa. È interessante notare come una di queste rare riprese sia stata utilizzata nel 2008 da Seat per uno spot televisivo destinato al mercato spagnolo. Curiosamente, le versioni più datate (parliamo di qualche mese fa) della presunta lettera di Einstein a Lieserl sembrano provenire proprio dalla Spagna. Un altro indizio del fatto che si tratti di un falso?

In effetti, già altre volte il fisico tedesco era stato chiamato in causa da citazioni rivelatesi poi false: l'esempio probabilmente più celebre è quello della frase "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita", in realtà mai pronunciata da Einstein. Le possibilità che la storia si sia ripetuta anche nel caso della pur toccante lettera a Lieserl sembrano in effetti molto alte.

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