La Cecenia di Kadyrov aiuta Putin in Siria: qual è il rapporto tra i due?

Kadyrov e Putin
Ramzan Kadyrov riceve da Andrei Serёzhnikov, responsabile del servizio federale di sicurezza Russa in Repubblica Ceca, un riconoscimento speciale per la "lotta al terrorismo". Sullo sfondo un ritratto di Vladimir Putin. 1 settembre 2015 Instragram | Ramzan Kadyrov

La Cecenia di oggi è un luogo totalmente differente da quello che abbiamo conosciuto tramite la televisione tra il 1991 e il 2006, periodo nel quale ben due guerre hanno completamente devastato l'aspirante repubblica separatista della Federazione russa. La Grozny di oggi non è più una città dilaniata dalla guerra: nel 2006 si stimava che 60.000 appartamenti della città cecena fossero stati distrutti e solo 900 di questi erano stati ricostruiti dal governo filorusso installato dopo l'occupazione russa della città al termine della seconda guerra cecena.

Il 4 marzo di quell'anno il primo ministro Sergei Abramov morì in un incidente stradale a Mosca e fu sostituito dall'allora vice-primo ministro Ramzan Kadyrov, musulmano e figlio dell'ex leader separatista Akhmad, poi avvicinatosi a Putin durante la seconda guerra Cecena e per questo nominato capo della nuova amministrazione cecena nel 2000. Akhmad Kadyrov fu ucciso in un attentato dal leader islamista indipendentista ceceno Samil Basaev il 9 maggio 2004. Ramzan Kadyrov, all'epoca molto critico con la Russia e con il presidente Vladimir Putin (aveva combattuto con i separatisti ceceni), ha condotto una campagna di accentramento del potere in Cecenia fortissima ed oggi è l'unico vertice incontrastato della politica, dell'economia e anche della religione nella Repubblica Cecena, di cui attualmente è presidente.

Ramzan Kadyrov concordò con Putin un ambizioso piano di ricostruzione e dal 2009 Grozny cambia volto: oggi gran parte dei quartieri abitativi è stata ricostruita; nel centro della città sono stati costruiti spettacolari e moderni grattacieli e una nuova moschea centrale, dove si trova sepolto il padre Akhmad (e da cui prende il nome il tempio islamico). Il trentacinquesimo compleanno di Ramzan Kadyrov, raccontato dal New Yorker, è l'emblema del nuovo potere in Cecenia: era il 5 ottobre 2011 e il leader ceceno mostrava ai suoi ospiti il nuovo complesso di Grozny City, festeggiando con uno spettacolo di arti marziali di Jean-Claude Van Damme, un concerto e la presenza anche di premi Oscar come Hillary Swank. Alla domanda dei giornalisti su quanto fosse costato quel baraccone, e sopratutto da dove arrivassero i soldi, Kadyrov rispose “ce li ha dati Allah”. In Cecenia però l'80 per cento della popolazione vive ancora in condizioni di povertà.

Ad amministrare l'economia cecena oggi è la Fondazione Akhmad Kadyrov, uno dei 15 casi di corruzione più clamorosi del mondo citata in un recente rapporto di Trasparency International: si tratta di una fondazione la cui sede è nel palazzo presidenziale di Grozny, la residenza privata del Presidente Kadyrov, e che incassa circa 60 milioni di dollari al mese. I ceceni, per legge, devono versare tra il 10 e il 30 per cento del proprio stipendio alla fondazione e le attività commerciali sono tenute a donare fino al 50 per cento dei profitti. Secondo l'attivista per i diritti umani Tanya Lokshina in Cecenia “non c'è nessuna legge se non quella di Kadyrov”.

Con il nuovo sistema ceceno il trentanovenne Kadyrov, che mantiene uno stile di vita sontuoso nonostante lo stipendio annuale ufficiale di 75.000 dollari, è riuscito a guadagnarsi la fiducia di Vladimir Putin, con il quale ha un ottimo rapporto di amicizia: lo stesso Kadyrov ha dichiarato recentemente che le spie russe da infiltrare dentro Daesh in Siria sono addestrate in Cecenia: “È giunto il momento di raccontare la storia di coloro che garantiscono a terra il successo dell'aviazione russa, a costo della loro stessa vita” ha dichiarato alla televisione statale russa Rossia 1 Kadyrov. L'emittente statale trasmetterà oggi un video nel quale si racconta l'addestramento in un villaggio della Cecenia delle forze speciali russe che agiscono in Siria nelle retrovie di Daesh. Tuttavia, secondo quanto risulta a tutti gli analisti internazionali, la Russia non bombarda quasi mai postazioni di Daesh. Mosca non ha commentato le dichiarazioni di Kadyrov, che spesso imbarazzano non poco il Cremlino, fino anche ad irritare Vladimir Putin, il quale mantiene con il leader ceceno un rapporto decisamente privilegiato, tollerando, spesso incomprensibilmente, le intemperanze del leader ceceno.

Il quale, va detto, si mostra spesso più putiniano dello stesso Putin: oggi l'85 per cento del bilancio ceceno arriva da Mosca, oltre che dagli oscuri fondi della Fondazione, e Kadyrov ha creato un sistema di potere verticale molto simile a quello del Cremlino, che gli garantisce un controllo assoluto sul piccolo territorio ceceno. Un controllo che è ben gradito a Putin, che contrariamente al leader ceceno ha eliminato ogni avversario politico con l'inganno e la cooptazione invece invece che con l'omicidio.

La militarizzazione della Cecenia voluta e imposta da Kadyrov, che nell'ex repubblica sovietica ha creato un'enclave nella quale detiene il potere assoluto su tutto e dove non esiste nessuna legge al di fuori della sua, è stata un regalo a Putin, che ha potuto così concentrare gli sforzi bellici non più sui ribelli islamici separatisti ceceni ma altrove (come ad esempio in Ucraina). L'amministrazione della giustizia in Cecenia sarebbe assolutamente illegale persino in Russia, dove tuttavia si preferisce chiudere entrambi gli occhi in virtù di convenienze politiche decisamente importanti. I soldati di Kadyrov sono obbedienti al loro capo e agguerriti, di modo che se il Cremlino controlla Kadyrov allora il Cremlino controlla la Cecenia: nel 2014 combattenti ceceni legati a Kadyrov prendevano parte ai combattimenti in Ucraina orientale a sostegno dei ribelli filo-russi.

Oggi Instagram è l'estensione della politica di Kadyrov. Il suo account conta 1,6 milioni di follower ed è utilizzato per nutrire il culto della personalità dello stesso Kadyrov, oltre che per minacciare apertamente oppositori e nemici: l'ultimo in ordine cronologico è Mikhail Kasianov, ex premier ceceno oggi leader di un piccolo partito liberale recatosi recentemente a Strasburgo al Parlamento Europeo. Pubblicando un video nel quale l'oppositore ceceno viene mostrato inquadrato attraverso il mirino di un fucile, Kadyrov lo definisce pubblicamente “cane” “accattone” “traditore” e “nemico del popolo” che se “non ha capito, capirà”.

Kadyrov si mostra essere un vero leone da tastiera, di quelli di cui bisogna tuttavia avere paura. Persino il Cremlino è sempre meno disposto a tollerare le sue intemperanze su Instagram e, forse, questo potrebbe diventare il motivo del futuro isolamento di Kadyrov.