La cessione di Opel a PSA apre nuovi scenari per la fusione FCA-GM, ma non è detto che sia una buona cosa

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Opel-PSA REUTERS/Vincent Kessler

Nelle ultime ore sono trapelate insistenti voci circa una possibile fusione tra PSA, Peugeot Citroën, e Opel. Nello stecifico, PSA, dopo il precedente tentativo di acquisizione che risale a sette anni fa -2009-, riprova ad acquisire Opel. Secondo la fonte, GM, attuale proprietaria di Opel, manterrebbe comunque una quota di Opel. L'apertura di Mary Barra, CEO di General Motors, ad una possibile cessione di Opel è di fatto la vera novità nell'affare Opel-PSA. 

Opel, il pareggio di bilancio si allontana

Nonostante alcuni buoni modelli, su tutti la nuova Astra che nel 2016 ha ricevuto il premio come Auto dell'anno, negli ultimi anni Opel si è rivelata una bella zavorra per GM in Europa, pesando molto sulle casse del colosso americano. Anche se il 2016 non è andato affatto male, GM ha comunque deciso di avviare i colloqui per cedere il brand tedesco al Gruppo francese poiché non c'è stato il tanto agognato pareggio di bilancio. Ad alimentare le inquietudini del management e della Barra ha sicuramente contribuito la Brexit. GM lo scorso anno ha tagliato di due terzi le perdite in Europa, ma il CFO, Chuck Stevens, ha dichiarato che la prossima occasione per chiudere in pareggio sarebbe stato il 2018.

Car of the year 2016: Opel Astra car-of-the-year-2016-opel-astra  Opel

La General Motors di Barra ha una dimensione globale

Sotto la guida del CEO Mary Barra General Motors ha cambiato la sua strategia mettendo al centro il Nord America e un mercato in forte crescita come quello cinese. Ecco perché Opel, che ha una dimensione esclusivamente europea, potrebbe essere considerata come un plus per il colosso americano.

Analizzando i risultati, la scelta della Barra di focalizzarsi sul mercato nord americano potrebbe essere considerata vincente; GM ha infatti chiuso il 2016 con un profitto in nord America di 12miliardi di dollari.

GM GM  REUTERS/Rebecca Cook

In una dichiarazione rilasciata qualche ora fa GM ha affermato che una possibile alleanza con PSA potrebbe generare sinergie utili ad entrambe le aziende specificando però che non c'è alcuna garanzia che venga raggiunto un accordo. Secondo gli analisti lo scenario più probabile è quello di una partnership.

PSA-Opel: chi ci guadagna?

Secondo Autonews dalla combinazione tra PSA e Opel si creerebbe un produttore con una fetta di mercato del 16 per cento, un gruppo in grado di posizionarsi appena dietro alle spalle del gruppo Volkswagen, scavalcando però Renault. Dal punto di vista delle quote di mercato l'allenza Opel-PSA sarebbe quindi di vicendevole convenienza.

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PSA sta valutando l'acquisizione di Opel per avere accesso al know-how di Opel nelle auto elettriche ma anche per avere una riduzione dei costi operativi. GM, a sua volta, saluterebbe l'Europa concentrandosi su mercati a più alto profitto come il mercato americano e quello cinese. 

Tuttavia, come spesso accade in questi casi, una fusione tra le due società Opel-PSA potrebbe provocare delle ripercussioni in termini di tagli di posti di lavoro, elemento, quest'ultimo, che difficilmente verrà ben digerito dai sindacati tedeschi della Opel.

Fiat Chrysler che fa?

Fiat Chrysler, con Marchionne in uscita nel 2018, ha la priorità di azzerare l'indebitamente netto industriale che risulta il più alto tra tutti i carmakers attuali. Marchionne è stato chiaro: prima della sua dipartita da FCA, il gruppo italo-americano deve essere privo di debiti. Peculiarità, quest'ultima, che permetterebbe a Fiat Chrysler di essere più appetibile di fronte ad un possibile acquirente o ad un compratore. 

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E quindi cosa ci azzecca la possibile cessione di Opel a PSA? Nulla, in termini diretti. Tuttavia, un "matrimonio europeo" tra Opel-PSA, permetterebbe a GM di liberarsi dell'emorragia della casa tedesca e di concentrarsi al mercato nord-americano. Quindi, la GM di Barra ha più o meno gli stessi obiettivi di FCA, la quale aveva respinto le voci di una fusione con PSA proprio perché il gruppo francese è troppo legato all'Europa. Marchionne è sempre stato molto chiaro in proposito: il nord America è una priorità per FCA, vedi anche l'impennata nel paese a stelle e strisce delle vendite di SUV e pick-up.

Mary Barra, Sergio Marchionne e Donald Trump Mary Barra, Sergio Marchionne e Donald Trump  REUTERS/Kevin Lamarque

Epurato di Opel, GM potrebbe quindi configurarsi come un partner ideale per Fiat Chrysler. Con una fusione con FCA, GM manterrebbe una presenza in Europa e avrebbe accesso a brand con un posizionamento medio-alto come Alfa Romeo e Maserati. General Motors potrebbe versare del contate fresco per contribuire alla rinascita di Alfa Romeo e Maserati. Senza dimenticare che GM potrebbe mettere le mani su Jeep, una vera e propria gallina dalle uova d'ora in termini di profitto.

Maserati Levante Maserati Levante  REUTERS / Denis Balibouse

Fiat Chrylser dal canto suo potrebbe esaudire il più grande desiderio del suo A.D. trovando il tanto sospirato partner industriale che garantirebbe un grosso risparmio. Ma, ovviamente, non sono tutte rose e fiori, infatti, una fusione FCA-GM comporterebbe la cancellazione di brand come Dodge, Chrysler ma anche di Lancia, anche se quest'ultimo è passato a miglior vita da diversi anni ormai, senza dimenticare i potenziali tagli ai posti di lavoro.

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Fiat Chrysler ha lavorato duramente per aumentare il profitto concentrandosi su categorie di vetture più redditizie come SUV e pick-up. Questo però non significa che GM accetti la proposta di fusione di Marchionne, il cui primo tentativo risale al 2015.

Trump, il neo-Presidente degli Stati Uniti, che ha chiamato sia la Barra che Marchionne all'interno della sua Commissione, potrebbe mettere una buona parola per questo matrimonio anche in virtù delle sue politiche protezioniste contraddistinte da claim "American first".