La Corte di Strasburgo apre all'adozione anche nelle coppie omosessuali

di 19.02.2013 12:55 CET
Attivisti delle associazioni gay
Attivisti delle associazioni gay durante una manifestazione a favore del matrimonio tra omosessuali. Reuters

E' una decisione storica quella della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. Ora anche nelle coppie omosessuali i partner dovranno avere il diritto ad adottare i figli dei compagni, cosi come avviene per le coppie eterosessuali non sposate. Questa decisione è stata presa in merito ad un ricorso presentato da una coppia di donne austriache ma i principi dovranno valere per tutti gli altri 46 Stati membri del Consiglio d'Europa. 

Lo stato austriaco ha violato i diritti naturali della coppia solo per una discriminazione legata all'orientamento sessuale dei due. Commenti in merito sono arrivati anche dalla politica italiana che stenta a trovare una strada adeguata per risolvere questi problemi. Il leader del Pdl Berlusconi rileva che "non ci piace pensare a matrimoni ufficiali tra omosessuali, ma riconosciamo la tutela dei diritti di chi è in questa situazione. Sull'adozione non ho un mio parere definitivo, non sono un tuttologo e certe cose non sono riuscito ad approfondirle. Auspichiamo di trovare una maggioranza in Parlamento anche nella sinistra per tutelare i diritti individuali di queste persone anche con cambiamenti al codice civile". 

Per il leader di Rifondazione Comunista Ferrero: "Bene la Corte di Strasburgo che apre alle adozioni per le coppie omosessuali. Anche in Italia Rivoluzione civile vuole dire basta alle ingerenze vaticane e vuole ampliare a tutte e a tutti i diritti, tutelando la piena libertà e le garanzie democratiche di cui godono le persone eterosessuali".

Nel caso austriaco la concessione dell'adozione alla partner avrebbe fatto perdere i diritti alla madre naturale, sua compagna. Questo perchè, in base l'articolo 182.2 del codice civile austriaco, la persona che adotta "rimpiazza" il genitore naturale dello stesso sesso, interrompendo quindi il legame con quel genitore. Nel caso in questione quindi l'adozione non avrebbe creato un nuovo legame o rimpiazzato quello con il padre, ma avrebbe reciso quello con la madre naturale del bambino.  I giudici della Corte europea sostengono che il governo austriaco non è riuscito a dimostrare che la differenza di trattamento tra coppie gay ed eterosessuali è necessaria per proteggere la famiglia o gli interessi dei minori.   

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