La crisi europea sta mutando: dalla periferia ai Paesi core, l'analisi di Roubini

di 15.11.2012 8:59 CET
Nouriel Roubini
Nouriel Roubini of New York University's Stern School of Business speaks during the Skybridge Alternatives (SALT) Conference in Las Vegas, Nevada May, 9, 2012. Reuters - Steve Marcus

La crisi non è statica, non è un blocco granitico che permane immune dall'avanzare del tempo. La crisi si evolve, muta la sua forma e, non da ultimo, sposta le sue attenzioni. Ne è convito Nouriel Roubini, noto analista, co-fondatore della Roubini Global Economics LLC e professore alla New York University.

"La contrazione economica era limitata ai soli paesi periferici dell'Eurozona"  ma, con il passare del tempo, "si sta diffondendo ai paesi core. Per esempio, è abbastanza chiaro che la Francia sta entrando in recessione". 

Nessuno risulta essere immune, compresa la locomotiva tedesca. La Germania ha già cominciato a soffrire di un rallentamento economico dovuto dalla minor domada di beni che, solitamente, il Paese esportava verso i vicini europei e verso la Cina.

Non tutto, però, è perduto, secondo l'analisi di Roubini. La flessione dei Paesi core compatta un fronte europeo che nasceva profondamente diviso. La vera differenza l'ha fatta la Bce con il suo rinnovato "ruolo attivo" e con l'annuncio del programma di acquisto illimitato dei bond. Il rischio del fallimento del progetto euro, secondo Roubini, è stato ridotto in maniera significativa proprio dal nuovo approccio che ha assunto la Banca Centrale Europea.

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