La festa prima delle feste: recensione del film con Jennifer Aniston [Film di Natale 2016]

Una sorta di Una notte da Leoni in versione natalizia: la recensione di La festa prima delle feste
di @LucaMarra 07.12.2016 18:25 CET
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Jennifer Aniston in La festa prima delle feste dal 7 dicembre 2016 nei cinema italiani. Universal Pictures

La feste prima delle feste: da oggi 7 dicembre 2016 in uscita al cinema il film di Natale con Jennifer Aniston e Jason Bateman, coppia collaudata, nelle commedie, da Come ammazzare il capo e vivere felici a Ti odio, ti lascio, ti... Un (anti)cinepanettone che comincia la sua trama nella Chicago frenetica nei giorni pre feste natalizie. Josh (Jason Bateman) è il manager di una società high tech che ha appena divorziato. Nell’azienda dove lavora il vertice è cambiato e a capo c’è Carol (Jennifer Aniston), business women molto severa e con molte frustrazioni da riversare sui dipendenti. Esige ancora di più degli obiettivi di crescita prevista e in poco tempo altrimenti licenzierà tantissimi dipendenti. Per evitare la rivolta dei lavoratori Josh e il suo capo Clay (T.J. Miller), fratello di Carol, hanno dunque ancora meno tempo, la soluzione è convincere un grande magnate del settore a investire. Per farlo i due con l’aiuto della collega genio Tracey (Olivia Munn) e di Mary (Kate McKinnon), che quando va sotto stress non reprime l’aerofagia, organizzano un grande “Office Party” per convincere l’imprenditore Walter Davis  a scegliere loro. Ovviamente le cose sfuggirano un po’ troppo di mano…Di seguito il trailer di La festa prima delle feste:

Si chiama La festa prima della feste in italiano ma il titolo originale, per quanto meno fantasioso, descrive meglio la situazione: Office Christmas Party, la festa di Natale in ufficio, quella che serve per salvare posti di lavoro. Accendendo i motori su più versanti, quella della commedia demenziale ma anche sociale, i registi Josh Gordon e Will Speck con la sceneggiatura di Jon Lucas, Justin Malen, Scott Moore e Laura Solon, imboccano un’autostrada che parte più o meno dagli anni Ottanta. Parliamo dei “party movie” quelle di Porky’s o Animal House, fino ad arrivare ai più recenti Project X, Suxbad e la più nota trilogia di Una notte da leoni. Mantenere il meccanismo cambiando solo il “quando” e spostandolo a Natale era un’operazione che prima o poi sarebbe arrivata.

L’idea si rivela buona, il film prende una direzione nota, quello della sballo della festa distruttiva, sin da subito, seminando poco prima i conflitti famigliari, quello tra fratello e sorella, e lavorativi: i dipendendenti sul piede di guerra, tra questi il pedantissimo Jeremy (Rob Corddry). Sono opposizioni molto semplici ma efficaci, la scrittura dei personaggi, anche dei comprimari, come l’ingegnere nerd, funzionano e fanno divertire. A ciò si aggiunge l’ingrediente peculiare di questo genere molto preciso: le diavolerie messe in campo per la festa, e le gag tipiche di quando si perde il senno dopo la sbronza. Ci sono quelle molto scollacciate e solite fino a qualcuna più innovativa. Non ve ne sveliamo nessuna ma comunque il film svolta quando passa da party movie a rocamboleschi inseguimenti fino alla catastrofe. Un ritmo di eventi e stravaganze che ricorda un maestro del genere come John Landis (The Blues Brothers, Una poltrona per due).

Alla fine La festa prima della feste in questa selva di ironiche volgarità, irriverenze e ubriacamenti fa sbocciare pure il suo lato più umano. Aiutato da attori di grande esperienza di commedia come Jason Bateman, Jennifer Aniston, Kate McKinnon e una deliziosa Olivia Munn che sa coniugare benissimo intelligenza, fascino e ironia, questa Notte da Leoni a Chicago diventa anche una simpatica riflessione sulla paura e sulla necessità di osare quando la vita mette alle strette. Come saltare in auto senza sapere dove atterrare (pur se prima si sono fatti dei calcoli). Un film ben equilibrato in tutte le sue parti comiche, non innova ma è una buona, anzi ottima, alternativa ai classici cinepanettoni prodotti in serie.

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