La 'lista Monti' non decolla

di 22.01.2013 10:58 CET
Mario Monti
"Recessione è colpa sua" sostiene il FT Reuters

In una delle sue canzoni più belle Rino Gaetano diceva: "Partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri". Una frase che vale per tanti, ma che in questo momento sembra descrivere la situazione di Mario Monti.

Il Professore ha coscienza del fatto che i suoi seggi al Senato, a meno di clamorosi colpi di scena, saranno fondamentali per governare. Ma se guardiamo a trenta giorni fa, il premier viaggia ben al di sotto delle aspettative.

Nei sondaggi la sua lista Scelta Civica stenta a decollare, neanche al 10% (rilevazione Swg del 18 gennaio), mentre la coalizione non supera il 14. Monti sapeva bene che il suo ruolo sarebbe stato al massimo quello dell'ago della bilancia ma aveva altri obiettivi in termini percentuali. Forse anche mal supportato da alcuni sondaggi a dir poco forzati che davano i 'moderati' sopra il 20%.

Forse pensava che il suo 'essere altro' dalla politica avrebbe concentrato su di lui i voti della 'maggioranza silenziosa' ancora orfana di un centro presentabile e delusa dall'alternanza destra-sinistra. Forse auspicava che i 'poteri forti' spendessero per lui più energie e parole. Come molti ha sottovalutato l'appeal di Berlusconi, nonostante il carico di disastri che si porta dietro, pensando di far man bassa fra gli elettori di centrodestra. Ma soprattutto pare aver sopravvalutato la sua popolarità. Inutile parlare di spread ridotto della metà quando gli italiani si sentono più poveri. Inutile parlare di cambiamento se i tuoi alleati si chiamano Casini e Fini e come candidatura "eccellente" puoi vantare quella di Valentina Vezzali.

Ha dovuto cambiare strategia comunicativa, mettendo da parte la sobrietà. Dal semplice sarcasmo alle risposte 'politiche' del "non mi hanno fatto lavorare", passando poi alla polemica personale con il "Cavaliere pifferaio". Persino il Financial Times, dopo averne tessuto le lodi per mesi, lo ha parzialmente scaricato provocando la reazione sconcertata e nervosa del Professore. Addirittura, secondo un sondaggio citato dal Giornale, gli studenti della sua Bocconi gli preferirebbero Oscar Giannino. L'ennesimo smacco, forse non sarà l'ultimo.

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