La melissa, elisir della salute!

di 13.02.2015 11:06 CET
Melissa officinalis
Melissa officinalis Wikimedia commons/CC BY-SA 3.0

La melissa è una pianta erbacea originaria dell'Europa meridionale, è imparentata con la menta e come questa cresce facilmente. Coltivata dai Romani oltre 2000 anni fa, oggi è diffusa in tutta l'Europa meridionale, in Germania e in Asia occidentale. In Italia si può trovare lungo le siepi e nelle zone ombrose. È nota per le sue proprietà medicamentose ed è molto apprezzata anche come erba aromatica.

La parola melissa deriva dal greco, mellissophyllon, che significa foglia delle api, perché la pianta attira questi insetti; è antichissima la pratica di strofinare le arnie (ricovero naturale dove vive la colonia delle api domestiche, di struttura molto simile all'alveare) con la melissa per impedire alle api di sciamare. La melissa è conosciuta anche come "cedronella", per l'odore di limone sprigionato dalle sue foglie.

La melissa è una pianta alta 30-90 cm. Le sue foglie, ovali e nervate, di color verde intenso, sono ricoperte di minuscoli peli, e di piccoli fiori che danno origine a lunghi semi ovali. I fiori iniziano a sbocciare nel mese di giugno: sono di colore bianco con leggere sfumature rosa pallido. Il loro aspetto ricorda molto la pianta dell'ortica e il profumo è simile a quello del limone. Perché il suo profumo sia più intenso, la melissa si raccoglie prima della fioritura.

La melissa si usa fresca o essiccata e accompagna particolarmente bene gli alimenti dal gusto aspro. Per il suo aroma, che ricorda il limone, le foglie di melissa possono essere usate anche nelle insalate; aromatizza anche macedonie e succhi di frutta. È molto apprezzata nei paesi asiatici, dove è usata nel curry, nelle minestre e nelle salse. Nei Paesi Bassi aromatizza e addolcisce il sapore di alcune marinate di aringhe e di anguilla; in Francia è usata per la produzione di un liquore digestivo.

In fitoterapia, della melissa sono utilizzati soprattutto le foglie ma anche i fiori e gli steli. Negli estratti della pianta sono rintracciabili: triterpeni, acido caffeico, acido rosmarinico e vari flavonoidi. È inoltre ottenibile un olio essenziale contenente citrale, citronellale e cariofillene.

L'infuso di melissa è utilizzato grazie al duplice ruolo di antispastico e sedativo: è molto utile nel colon irritabile, nella gastrite, nella nausea, nel vomito, nell'emicrania; si è vista, inoltre, un utilizzo importante negli stati di ansia, insonnia, tremori e vertigini.

Si è uteriormente visto che, nei ratti, la melizza è il grado di dare un effetto protettivo contro le lievi aritmie ventricolari e che, l'estratto di foglie fresche di melissa, possiete un'attività antivirale, dovuto principalmente alla presenza dell'acido rosmarinico, contro Herpes Simplex, il quale è diminuito dall'80 al 96% nelle cellule infettate.

Un ultimo studio, infine, ha voluto provare come la melissa potesse essere utile per il trattamento delle malattie epatiche nei ratti. I risultati ottenuti hanno domistrato che l'attività di enzimi epatici nei gruppi di trattamento è diminuita significativamente ma si raccomandano ulteriori studi per ottenere una migliore comprensione del suo meccanismo di azione.

 

Bibliografia:

  1. Il grande libro degli alimenti. Touring Club Italiano. 2007
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  3. Joukar S, Zarisfi Z, Sepehri G, Bashiri A. Efficacy of Melissa officinalis in suppressing ventricular arrhythmias following ischemia-reperfusion of the heart: a comparison with amiodarone. Med Princ Pract. 23(4):340-5, 2014.
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