La NASA deve dimenticare la Terra, secondo Trump

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Questa immagine della Terra e della Luna è stata acquisita il 15 gennaio 2017 dal satellite GOES-16 del NOAA NOAA/NASA

Quando si parla di NASA, in molti pensano automaticamente alle missioni Apollo dirette verso la Luna, alle attività della Stazione spaziale, alle sonde dirette verso i pianeti del Sistema Solare. La celebre agenzia statunitense tiene però molti dei suoi "occhi" (leggasi: satelliti) puntati sulla Terra stessa, con un'attività di monitoraggio che potrebbe presto giungere ad una conclusione o ad un notevole ridimensionamento, se il Congresso degli Stati Uniti approverà la proposta di budget presentata da Donald Trump.

I soldi che il neo-Presidente intende mettere a disposizione della NASA per l'anno fiscale 2018 sono 19,1 miliardi di dollari, un calo dello 0,8% rispetto a quanto garantito per il 2017 dall'amministrazione-Obama. Ad ogni modo, ad essere particolarmente rilevanti sono le allocazioni di fondi sulle diverse attività dell'agenzia. 

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Il nuovo budget è infatti incentrato principalmente su settori come le missioni con equipaggio e l'esplorazione robotica del Sistema Solare, oltre che allo sviluppo di sistemi per il volo supersonico. Le note dolenti sono al momento due: la prima è l'eliminazione al 100% dei finanziamenti per l'Office of Education, il dipartimento che di fatto si occupava di far appassionare il pubblico alle attività della NASA e che provava a spingere i più giovani a cercare una carriera in ambito scientifico.

La seconda, come detto, è rappresentata dai significativi tagli per le missioni di osservazione terrestre. Nel dettaglio, "il budget pone fine a quattro missioni scientifiche relative alla Terra (PACE, OCO-3, DSCOVR, CLARREO, Pathfinder) e riduce i fondi per i finanziamenti relativi a progetti scientifici riguardanti la Terra".

La cosa non giunge affatto come una sorpresa: già in campagna elettorale, Trump aveva chiaramente fatto intendere come la NASA dovesse tornare a focalizzarsi su progetti particolarmente ambiziosi come il ritorno sulla Luna ed il viaggio su Marte, eventualmente recuperando risorse dai programmi di osservazione della Terra, in primis quelli in campo ambientale.

Del resto, non c'è nulla di diverso da quello che era già avvenuto all'Agenzia per la protezione dell'ambiente (EPA), che si è vista tagliare fondi per un gran numero di programmi, proprio come sta avvenendo ora alla NASA. Certo, vedere calare la scure fa sempre un certo effetto. Vediamo quindi quali sono i programmi che saranno terminati se la proposta di budget di Trump sarà approvata dal Congresso.

PACE

oceano Sembra un quadro, ma si tratta di una foto scattata dal satellite Aqua della NASA che mostra un punto del mare di Barents. Varie specie di microscopici microrganismi detti fitoplancton riflettono la luce e, quando vengono fotografati dallo spazio, producono questi "vortici" blu e verdi  NASA Earth Observatory

La missione PACE (Plankton, Aerosol, Cloud, ocean Ecosystem) dovrebbe partire nel 2022, con lo scopo di osservare il colore dei nostri oceani in diverse lunghezze d'onda. In questo modo, dovrebbe essere possibile valutare lo stato di salute delle acque. "PACE espanderà la nostra conoscenza di fondamentali variabili climatiche come le particelle di aerosol e le nuvole, fornendo nuovi dati sulla biodiversità degli oceani", spiegano dalla NASA.

OCO-3

La missione Orbiting Carbon Observatory ha lo scopo di fornire precise misurazioni dallo spazio del diossido di carbonio nell'atmosfera terrestre. Nello specifico, lo strumento OCO-3 avrebbe dovuto essere installato sulla Stazione spaziale internazionale, fornendo misurazioni precise della CO2 grazie ai suoi tre spettrometri ad alta precisione. A quanto pare, Trump non ritiene la missione indispensabile; del resto, che gli studi sul cambiamento climatico non siano in cima ai suoi pensieri non è un mistero per nessuno.

DSCOVR

La Luna si posiziona fra la Terra ed il satellite DSCOVR La Luna si posiziona fra la Terra ed il satellite DSCOVR, 5 luglio 2016  NASA/NOAA

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Il programma Deep Space Climate Observatory, abbreviato in DSCOVR, è di notevole importanza se si tiene conto di come questo satellite, che già orbita la Terra ad una distanza di un milione di miglia dal nostro pianeta, permetta di tenere sott'occhio in tempo reale il vento solare. Ad ogni modo, la proposta di budget parla di cancellazione soltanto per quanto riguarda i suoi "strumenti per l'osservazione della Terra", il che si riferisce probabilmente a EPIC.  La Earth Polychromatic Imaging Camera (EPIC), che mantiene una visuale costante del lato illuminato del nostro pianeta e, tra le altre cose, a volte cattura delle splendide immagini della Luna che si frappone fra la sonda ed il nostro pianeta.

CLARREO-Pathfinder

La Stazione spaziale internazionale fotografata dallo shuttle Atlantis nel 2011 La Stazione spaziale internazionale fotografata dallo shuttle Atlantis nel 2011  NASA

CLARREO (Climate Absolute Radiance and Refractivity Observatory) è uno dei principali programmi NASA per gli studi sul cambiamento climatico (strano che Trump non ne voglia più sentir parlare, vero?). Pathfinder è una missione che, nell'ambito del progetto, dovrebbe consentire l'installazione di uno spettrometro a bordo della Stazione spaziale dopo il 2020.