La tensione tra Turchia e Olanda rimane alta per le accuse si nazismo da parte di Erdogan

di 13.03.2017 16:13 CET
Erdogan
Il presidente della Turchia Recep Erdogan durante un discorso al palazzo presidenziale. Ankara, Turchia, 16 novembre 2016. Kayhan Ozer/Presidential Palace

C'è una situazione di stallo diplomatico tra Turchia e Paesi Bassi, e che ha sollevato critiche in altri paesi europei sul blocco olandese alla visita di due ministri turchi, che ha portato a proteste ed accuse di “nazismo” da parte del presidente turco.

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Recep Tayyp Erdogan ha detto che l'Olanda “pagherà un caro prezzo” per lo stop al viaggio dei due ministri turchi, che avrebbero dovuto incontrare a Rotterdam la comunità turca, e ha chiesto che le organizzazioni internazionali sollevino delle sanzioni contro Amsterdam.

“Se si vogliono sacrificare le relazioni tra Turchia e Paesi Bassi per un'elezione, in programma mercoledì, allora si pagherà un caro prezzo. Pensavo che il nazismo fosse terminato ma mi sbagliavo. In realtà il nazismo è vivo e vegeto in Occidente” ha dichiarato il presidente turco.

Le elezioni nei Paesi Bassi di mercoledì 15 marzo contrappone il primo ministro Mark Rutte, del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) a Geert Wilders, del partito anti-Islam di estrema destra Partito per la Libertà (PVV).

Il governo teme che le manifestazioni pro-Erdogan possano dividere ulteriormente la popolazione turca nei Paesi Bassi provocando tensioni in una realtà già tesa.

Rutte ha detto che la decisione di Fatma Betül Sayan Kaya di andare ugualmente a Rotterdam con la sua auto al posto del ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu andava censurata, dicendo che era una cosa senza precedenti e che Erdogan avrebbe dovuto scusarsi.

I paesi europei hanno sostenuto la posizione olandese, sopratutto per le accuse di nazismo ricevute dal governo turco.

In Francia Cavusoglu ha potuto tenere un comizio a Metz ma il candidato presidenziale francese Emmanuel Macron ha ugualmente condannato i “commenti inaccettabili” da parte del governo turco. Il tormentato candidato conservatore Francois Fillon ha detto invece che l'evento in questione non sarebbe dovuto essere autorizzato.

Il primo ministro danese Lars Loekke Rasmussen ha detto invece che le crescenti tensioni con la Turchia hanno provocato la decisione di rimandare la prossima visita a Copenhagen del suo omologo turco Binali Yildirim, decisione assunta proprio alla luce “dell'attacco turco in corso nei confronti dell'Olanda”, scrive l'Associated Press.

A Stoccolma è stato cancellato un altro comizio per la campagna referendaria turca. Il Ministro degli Esteri austriaco ha detto “no” ai raduni di questo tipo, dicendo che non sarebbero stati permessi in territorio austriaco.

Questi comizi hanno lo scopo di raccogliere il consenso degli espatriati turchi per il referendum che si terrà il prossimo aprile e che dovrebbe trasformare la Turchia da repubblica parlamentare a repubblica presidenziale, concedendo quindi più poteri a Erdogan, il quale potrà così nominare i ministri, scegliere i giudici e promulgare le leggi.