L'agenzia di rating ha sbagliato nel 50% dei casi

  | 19.12.2012 9:08 CET
Moody's
Il logo dell'agenzia di rating Moody's

 

Nella metà dei casi il giudizio dato dalle agenzie di rating è errato.

È l'impietosa analisi fornita da Bloomber sulle valutazioni fatte, nel corso di quest'anno, dalle due principali agenzie di rating statunitensi, Moody's e Standard & Poor's.

Analizzando i giudizi emessi nel 2012 dalle due agenzie di rating è emerso che "seguire le decisioni degli arbitri del rischio di credito è meno affidabile che fare a testa o croce".

Su 32 casi esaminati, infatti, il 53% dei credit outlook emessi, ovvero la valutazione del merito creditizio (solvibilità) del creditore sia che si tratti di un'impresa che di uno strumento finanziario, sono stati smentiti dal mercato.

In particolare, il mercato ha ignorato Moody's nel 56% dei casi e S&P's nel 50%. Tra questi casi va menzionato, a titolo di esempio, il downgrade della Francia: Parigi ha perso la tripla A, tuttavia, i titoli di stato francesi hanno avuto una reazione completamente opposta con un rialzo delle loro quotazioni.

I segnali che ormai le agenzie di rating abbiano perso quel potere di influenzare le decisioni del mercato si erano rivelati già da tempo: alle dichiarazioni roboanti fatte dalle Agenzie non sempre il mercato ha risposto con un crollo dei corsi azionari come di frequente accadeva in passato.

Sicuramente, ad alimentare la diffidenza verso i "giudici del credito" contribuiscono le inchieste, non ultima quella della Procura di Trani, che pongono il dubbio sull'imparzialità delle stesse Agenzie accusate di operare con poca trasparenza al fine di manipolare il mercato; è risaputa, poi, la questione che le Agenzie di rating sono società private ed in quanto tali partecipate dagli stessi azionisti che dovrebbero essere valutati, positivamente o negativamente: si pone il problema del "chi controlla chi".

 

 

 

 

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