Lavoro, la bozza della riforma Monti

di 29.01.2013 7:42 CET
Il presidente del Consiglio, Mario Monti
Il presidente del Consiglio, Mario Monti. Reuters

Ecco la nuova riforma del lavoro ideata dagli economisti di Scelta Civica, la lista del premier uscente Mario Monti. Al momento si parla semplicemente di una bozza fatta circolare su alcuni quotidiani, ma le polemiche sono già dietro l'angolo. A partire dall'idea di limitare la chiusura estiva delle scuole a trenta giorni.

"Va ipotizzata una riforma del calendario scolastico in modo da limitare ad un mese le vacanze estive, sulla base della partecipazione volontaria delle famiglie. Non vuole andare ad aggravare il lavoro degli insegnanti, ma modernizzare un sistema che penalizza i genitori lavoratori. Le attività sportive, di recupero, alternative e per la comunità possono trovare più spazio se la scuola rimane aperta per 11 mesi l'anno, incoraggiando ogni istituto ad essere autonomo nella scelta dell'impiego per il tempo in più" viene scritto nella bozza pare ideata da Pietro Ichino, già ispiratore di parte dell'Agenda Monti. Al primo accenno di polemiche è arrivata la smentita del candidato Mario Sechi: "Non è prevista nessuna limitazione a un mese delle vacanze estive delle scuole".

Nella bozza spazio poi alla 'rimodulazione' del contratto a tempo indeterminato: "Tramite la contrattazione collettiva, più flessibile e meno costosa, che porti tendenzialmente al superamento, nel caso del lavoro economicamente subordinato, dell'attuale dualismo del mercato del lavoro, dando nel medesimo tempo risposte adeguate alle esigenze di flessibilità delle imprese e dei processi produttivi".

Contrattazione in deroga. "Le intese - prosegue la bozza - possono prevedere deroghe alle norme di fonte pubblica o contrattuale, fermo restando il rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro. E' bene ricordare che la contrattazione in deroga è diffusa nei principali Paesi europei ed ha consentito, nel caso della Germania, di rafforzare le relazioni industriali e di farne un elemento determinante della ripresa economica. Sono opportune nuove forme di lavoro autonomo o parasubordinato, a condizione che non nascondano modalità elusive del lavoro subordinato". Non più dunque modifiche all'articolo 18, ma ci si concentra sull'articolo 8 che regolamenta la deroghe contrattuali.

C'è anche qualche riga che sembra pensata per la Fiom, protagonista del braccio di ferro con Fiat. Nella bozza infatti si legge che "al sindacato minoritario, al di sopra della soglia minima prevista, deve essere garantita la rappresentanza in azienda anche se non firma l'accordo".

Commenti