"Le auto elettriche sono costose e non sono il futuro": ecco perché Marchionne ha ragione

L'A.D. FCA Sergio Marchionne
L'A.D. FCA Sergio Marchionne REUTERS/Rebecca Cook

Marchionne, l'A.D. di Fiat Chrysler, ha sempre avuto un rapporto difficile con le auto elettriche. Non è certo un mistero che nel modo di concepire l'industria dell'automotive, decisamente pragmatico così come insegna la tradizione del perfetto uomo di finanza, le auto elettriche non trovano posto. Qualche mese fa interpellato sulla questione ha dichiarato: "le auto elettriche sono una delle opzioni e non una scelta obbligata". Il punto su cui ruota la questione è sempre quello degli elevati costi di produzione; sono ancora ben impresse nella mente degli addetti ai lavori le dichiarazioni dell'A.D. FCA in merito alla 500 elettrica : "Spero che non compriate la 500 elettrica, perché ogni volta che ne vendo una perdo 14.000 dollari. Sono abbastanza onesto da ammetterlo”. L'azienda italo americana, infatti, per ottemperare alle disposizioni di leggi presenti in California ed evitare di perdere la licenza, deve avere a listino anche auto a zero emissioni.

A distanza di diversi mesi l'A.D. FCA non ha di certo cambiato idea in merito alle auto elettriche. In una recente intervista rilasciata ai colleghi di CAR Magazine  ha ribadito che nonostante il successo della Tesla Model 3 le auto elettriche non sono il futuro. Sergio Marchionne quindi ancora non è convinto che le auto elettriche sono un sostituto razionale per l'automobile con motore endotermico. Marchionne mette in discussione il modello di business di Tesla, definendola come una giovane azienda che non ha ancora conosciuto un anno proficuo. Le dichiarazioni dell'A.D. sono in parte condivisibili anche se è opportuno sottolineare che Tesla investe quasi tutto il ricavato in ricerca e sviluppo. 

Tesla Model 3 Tesla Model 3   REUTERS/Tesla Motors/Handout via Reuters

Alcuni passaggi dell'intervista sono molto interessanti; quando il giornalista fa notare a Marchionne come Tesla sia riuscita a creare un'automobile iconica, esattamente come ha fatto Apple per il suo iPhone, Marchionne sorride affermando che il suo lavoro è quello di ricavare profitto dalle automobili: "Non faccio iPhone, faccio automobili. Non so come fare auto elettriche come Tesla in modo economico. Non c'è niente di Tesla che noi come azienda non siamo capaci di fare. Costruiamo macchine, le vendiamo e siamo ancora in grado di pagare le bollette. Non sono sicuro che realizzando un'auto elettrica è possibile recuperare tutti i costi e generare un profitto".

Marchionne lascia quindi intendere che il futuro della mobilità potrebbe quindi non essere soltanto elettrico. Obiettivamente però le soluzioni di propulsione alternativa, al di fuori dell'elettrico, non sono poi molte. Toyota, ad esempio, ha puntato molto sull'idrogeno, la Mirai è l'esempio concreto e reale del modus operandi dell'azienda giapponese. Tuttavia, il successo di Tesla sembra aver fatto perdere molto smalto all'idrogeno. Il Gruppo Volkswagen, infatti, ha dichiarato di voler costruire il proprio futuro attorno alla mobilità elettrica: "1 milione di veicoli elettrici entro il 2025", è il recente proclamo dell'azienda tedesca.

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Inoltre l'idrogeno, come fonte di combustibile alternativo, ha il problema della quantità di energia necessaria per l'immagazzinamento, il trasporto e lo stoccaggio.

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FCA è ad un bivio

Fiat Chrysler è il settimo produttore di auto al mondo dietro a Toyota, General Motors, Volkswagen Group, Hyundai, Ford e Nissan-Renault. Aziende che hanno investito miliardi di dollari di risorse in ricerca e sviluppo di tecnologie alternative ai combustibili fossili; possiamo ad esempio citare GM che a fine anno uscirà con la prima vera auto elettrica di massa, la Chevrolet Bolt. FCA è rimasta al palo e solo con la Chrysler Pacifica, la prima ibrida del Gruppo, ha provato ad invertire la tendenza. Ma, ovviamente, è ancora troppo poco per parlare di una strategia ad "emissioni zero".

Vendite Jeep Vendite Jeep  Jeep

Sergio Marchionne ha quindi ragione quando afferma che le auto elettriche non sono il futuro; sicuramente non rappresentano una soluzione percorribile per FCA che attualmente ha ben altre necessità, come ad esempio quella di trovare un partner industriale che potrebbe far risparmiare all'azienda italo-americana fino a 10 miliardi di dollari all'anno. Per l'A.D. l'auto elettrica non può quindi rappresentare una priorità. L'obiettivo principale, da raggiungere entro il 2018, anno di uscita di Marchionne dal Gruppo, è quello di ridurre l'indebitamento netto industriale di FCA e renderla così potenzialmente più appetibile anche per una possibile acquisizione. Del resto le auto elettriche anno ancora troppi problemi come ad esempio quelli derivanti dall'elevato costo produttivo (in parte derivato dal prezzo delle batterie al litio), dell'autonomia limitata, della scarsa diffusione delle colonnine di ricarica e dei lunghi tempi di ricarica.

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Marchionne quindi guarda dritto al presente ed il presente dice che Jeep e RAM vanno fortissimo in USA: FCA US attualmente vende più SUV, pick-up e fuoristrada rispetto a Ford e General Motors. Insomma il presente di Fiat Chrysler sono (soprattutto) i veicoli grossi e pesanti che continuano a registrare un forte apprezzamento in America. 

Il "problema" comunque rimane perché come ben sappiamo il mondo dell'automotive è in continuo mutamento e gli equilibri sono molto precari. La soluzione più diretta e percorribile per guardare al futuro della mobilità con maggiore prospettiva resta quindi quella dell'alleanza con un partner strategico che già possiede il necessario know-how per sviluppare soluzioni di mobilità alternativa.