Le spie USA insistono: la Russia e Putin hanno favorito Trump

di 07.01.2017 8:58 CET
Putin
Vladimir Putin Sputnik/Mikhail Klimentyev/Kremlin via REUTERS

Nuove informazioni desecretate affermano che il presidente russo Vladimir Putin “ha ordinato” una campagna per influenzare le elezioni presidenziali statunitensi del 2016, stando ad un report dei capi dell'intelligence USA.

Una versione pubblica di 25 pagine del rapporto è stata rilasciata venerdì 6 gennaio da funzionari dell'intelligence USA, dopo aver informato il presidente eletto Donald Trump e alcuni parlamentari.

Il report afferma che il Cremlino ha cercato di influenzare la corsa elettorale presidenziale tra Hillary Clinton e Trump e ciò rappresenta la più recente espressione del desiderio di Mosca di frustrare il Partito Democratico.

Il rapporto aggiunge che lo scopo delle attività della Russia era significativamente più grande rispetto a precedenti operazioni simili.

Trump ha affermato di avere avuto un incontro “costruttivo” con i funzionari dell'intelligence, ma ha detto che i tentativi russi di influenzare l'elezione “non ha avuto assolutamente effetti” sul suo esito.

Al contrario, la leader della minoranza democratica alla Camera Nancy Pelosi ha detto che le rivelazioni nel report erano “sbalorditive”, dopo aver ricevuto a sua volta l'aggiornamento dell'intelligence.

Il rapporto afferma che Mosca aveva una chiara preferenza per una vittoria di Trump e per questo hanno avuto accesso a informazioni elettorali in diverse entità statali e locali.

L'intelligence afferma inoltre che gli hacker russi hanno avuto accesso alle email del Comitato Nazionale Democratico e alla campagna di Hillary Clinton, prima di consegnare il materiale a Wikileaks nel tentativo di favorire l'elezione del miliardario repubblicano.

«Possiamo inoltre sostenere che Putin e il governo russo hanno cercato di aumentare le possibilità dell'elezione del presidente eletto Trump quando possibile, screditando il segretario Hillary Clinton e contrastandola pubblicamente a favore di Trump», si legge nel Rapporto.

Fin dallo scorso ottobre, l'ufficio del direttore dell'intelligence nazionale aveva affermato che la responsabilità degli attacchi hacker e dei furti di email al Comitato Nazionale Democratico e l'attacco alla campagna democratica avvenuto in primavera e in estate erano legati alla Russia.

La Russia ha ripetutamente negato di aver preso parte ad alcun attacco contro gli Stati Uniti o il Partito Democratico, mentre il fondatore di Wikileaks Julian Assange ha detto che le email non gli sono state consegnate da funzionari russi.

Trump ha bollato la controversia relativa agli attacchi informatici come una “caccia alle streghe politica”, ma ha aggiunto di avere intenzione di nominare una squadra per “combattere aggressivamente e fermare i gli attacchi informatici”. Il magnate immobiliare ha inoltre affermato che ci sono stati tentativi di hackerare anche il Comitato Nazionale Repubblicano.

Il presidente eletto, secondo Sky News, ha inoltre affermato riguardo agli incontri con i funzionari dell'intelligence: «io ho un enorme rispetto per il lavoro e il servizio fatto dagli uomini e le donne di questa comunità, della nostra grande nazione».

Trump ha continuato: «Nonostante la Russia, la Cina, altri paesi, altri gruppi e persone cerchino continuamente di entrare nell'infrastruttura informatica delle nostre istituzioni governative, delle nostre aziende e organizzazioni, compreso il Comitato Nazionale Democratico, non c'è stato alcun effetto sull'esito delle elezioni».