Legge di stabilità e Jobs act: in arrivo novità su cassa integrazione, NASPI e voucher lavoro

Renzi
Matteo Renzi REUTERS/President.ir/Handout

Il futuro dei lavoratori in Cassa integrazione straordinaria, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali, le modifiche ai voucher lavoro, la trasformazione dei contratti di solidarietà “difensivi”: sono questi i principali correttivi al Jobs Act a cui il Governo sta lavorando in vista della legge di stabilità 2016.

Il problema principale da risolvere riguarda tutti i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa che, come prevede il Jobs act (che di fatto ha fissato limiti più restrittivi per gli ammortizzatori sociali), stanno per esaurire la salvaguardia. Per loro il Governo starebbe lavorando ad un doppio intervento, ma resta da sciogliere il nodo risorse: per fornire una nuova tutela ai lavoratori licenziati nelle aree di crisi sono necessari diversi milioni che il Governo deve ancora trovare.

Ma la legge di stabilità dovrebbe intervenire anche su altri capitoli del Jos act in particolare sui voucher lavoro da 10 euro che, dopo essere stati “liberalizzati” lo scorso anno, hanno registrato una crescita esponenziale. In questi mesi, però, è emerso che spesso i voucher rappresentano il lascia passare del lavoro nero e la “nuova frontiera della precarizzazione” del lavoro come li ha definiti il presidente dell’INPS Tito Boeri. Per porre fine alle polemiche, alcuni mesi fa, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato una riforma dei voucher e regole più ferree per il loro utilizzo. Ma vediamo meglio le novità in arrivo. 

Aree di crisi complessa e disoccupazione

Uno dei principali problemi da risolvere è quello dei lavoratori delle aree di crisi a cui sta per scadere la cassa integrazione straordinaria, così come previsto dalle norme del Jobs Act.

Le ipotesi sul tavolo del Governo per le quali, però, è necessario trovare ancora una copertura sono due: proroga fino a un anno della cassa integrazione straordinaria a patto che l’azienda presenti un piano di recupero occupazionale con politiche attive per la ricollocazione dei dipendenti. In caso di lavoratori licenziati, invece, il Governo pensa di riconoscere loro un sostegno di 500 euro al mese per un massimo di 12 mesi. I due interventi avrebbero un costo di 85 milioni il primo e almeno 150 milioni di euro il secondo, a patto, però, che le Regioni partecipino con almeno il 20%.

Il tema delle aree di crisi industriale è complicato. Il Governo ha messo sul piatto 235 milioni per le aree di crisi complessa che attualmente sono 9, ma è in preparazione un decreto del ministero dello Sviluppo economico che individua altre due aree di crisi. La coperta così diventa corta. I tecnici di Palazzo Chigi, quindi, sono a lavoro per capire se è possibile reperire altre risorse, oppure se sarà necessario accorciare i tempi della salvaguardia o l’entità del sostegno.

Naspi per i lavoratori stagionali

Novità anche per la NASPI, l’indennità di disoccupazione introdotta con il Jobs Act. Il Governo intende stanziare altri 130 milioni per salvaguardare i lavoratori stagionali nel turismo e negli stabilimenti termali che abbiano lavorato almeno tre anni su quattro e già usufruito per sei mesi di ASPI o NASPI.

Modifiche ai voucher lavoro

Il primo gennaio 2017 entreranno in vigore anche le novità sui voucher lavoro. In particolare, il Governo vuole introdurre la tracciabilità per evitare che i datori di lavoro attivino i voucher solo in caso di controllo da parte dell’INPS.

Dal 2017, dovranno attivare i voucher almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, con un messaggio o una mail alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro con i dati anagrafici del lavoratore, indicando anche il luogo e la durata dell’impiego accessorio.

In caso di violazione scatteranno sanzioni amministrative da 400 a 2.400 euro, per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Maglie più larghe per gli imprenditori agricoli che ricorrono al lavoro accessorio tramite voucher: la comunicazione può avvenire in un arco temporale fino a 7 giorni, tendendo conto delle specificità del lavoro agricolo.

Infine, sono in arrivo anche novità per i contratti di solidarietà “difensivi” che potranno essere trasformati in “espansivi” a patto che non si preveda una riduzione d’orario superiore a quella concordata.