Legge Stabilità, gli ultimi regali di un governo che non c’è più

di 13.12.2012 8:46 CET
Il primo Ministro, Mario Monti, fa il suo primo discorso al parlamento
Il primo Ministro, Mario Monti, fa il suo primo discorso al parlamento Reuters

Si pensa già al prossimo governo, si provano a decifrare le reali intenzioni di Monti mentre il suo esecutivo ha una data di scadenza ben impressa. Ma prima di chiudere baracca e burattini bisogna approvare la legge Stabilità, ultima occasione per fare favori e scontare cambiali elettorali.

Due settimane fa la Camera era riuscita a imporre al governo che la Tobin Tax (la tassa sulle transazioni finanziarie) venisse pagata anche sui derivati, nonostante la pressione delle banche italiane, assolutamente contrarie. Ma i tecnici da quell'orecchio proprio non ci sentono e ieri al Senato hanno nuovamente avanzato la proposta  originaria. Un danno per le casse dello Stato di quasi un miliardo di euro in termini di mancato gettito.

Il governo deve poi trovare posto per la legge salva-Mps (Monte dei Paschi di Siena). L'istituto ha bisogno di quasi quattro miliardi di euro di prestito, ma la norma era inserita in altri articolati decaduti o che non si farà in tempo a votare. Finirà dunque nel calderone della Legge Stabilità. La norma prevede che lo Stato si farà rimborsare, in caso di insolvenza da parte della banca senese, con gli interessi sulle azioni. Peccato che queste siano state sopravvalutate dal governo rispetto al loro reale prezzo di mercato.

Dulcis in fundo una bella sanatoria fiscale. Ma stavolta è farina del sacco della "maggioranza" bipartisan che ha retto per un anno l'esecutivo Monti.  L'emendamento in questione, presentato da Giovanni Legnini (Pd) e Paolo Tancredi (Pdl) prevede la cancellazione dei debiti col fisco fino a 2mila euro contratti al 31 dicembre 1999.

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